Maratone e altro — 03 agosto 2010

Quelli che hanno ascoltato il nostro consiglio ed hanno intrapreso il cammino sulla via di Curinga non hanno avuto a che pentirsene.
Come sarebbe possibile pentirsi? Appena arrivati i podisti sono stati circondati dalla cordialità non invadente dei calabresi, dalla gentile quanto puntuale organizzazione di Gianni Malacari. Poi, se hanno voluto, era pronto per loro un momento di puro godimento per lo spirito, affidato alla presentazione dei libri di Andrea Accorsi e Antonello Martucci. I due autori sono podisti col dono della scrittura e lo mettono generosamente a disposizione del nostro mondo variegato attraverso le loro opere. Di pagina in pagina il talento naturale degli autori, pur così diversi, si affina, la scrittura diviene agile e sicura ed il racconto scorre via felice, come accade in una lunga corsa man mano che i chilometri si sommano ai chilometri.
Poi: la corsa. Un circuito aspro, per uomini veri. 3600 metri per le viuzze del paese che comprendono una salita lunga 1400 metri, il che non sarebbe proprio gravissimo se non fosse per una rampa di trecento metri proprio cattiva, con pendenze che sfiorano il 20%: roba da Giro d’Italia!
Ma chi si spaventa per così poco? Nessuno è venuto fin qui per fare il primato del mondo! Ben altri sono i valori di cui va in cerca, altre le sensazioni che si possono raccogliere lungo la via e quelle di certo non mancano.
Eppure è anche gara, e quindi c’è un vincitore: Massimiliano Falleri, che nel tempo stabilito ha percorso 76.100 metri, comunque record della corsa. Seguono Massimo Termite, un pugliese conquistato alle corse ultra, con 74.803 metri e Marco Zulli con 74.108.
Le rappresentanti del gentil sesso qui a Curinga sono accolte e rispettate come in nessuna altra corsa in Italia e non solo per via della premiazione speciale riservata loro, ma soprattutto per la cordialità che accoglie tutti ma che per loro, se possibile, raddoppia.
E dunque diciamo che la prima donna è stata Luisa Zecchino, un talento vero sbocciato chissà come e chissà perchè nella Puglia più profonda, giunta anche lei al record del percorso con 63.570 metri, che ha corso non contro ma in compagnia di Manuela Sabbatini (58.783) e di Vita Passalacqua (54.350) e di tutti i 68 corridori che si si sono spavaldamente misurati con questo percorso.
A questo punto, di solito, premiazione, foto e saluti. Ma qui a Curinga le cose non vanno così: a questo punto compaiono infatti lunghissime tavolate per le stradine di tutto il paese, le massaie aprono i forni e la festa comincia davvero…
Questo è accaduto a Curinga, la Perla del Sud, e accadrà anche l’anno p

Autore: Franco Annichini

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Peluso

  • E. Grieco Pod. S. Giovanni a Piro Golfo Policastro

    A Curinga c’ero anche io a fare la maratona, in compagnia di Franco Magliano e Domenico Riviello del mio team, rispettivamente 11^ e 13^ assoluti. Confermo in pieno l’articolo di Franco Annichini: con quella salita e quella discesa è stata una vera faticata, ma ne è valsa veramente la pena. Consiglio a tutti di partecipare l’anno prossimo.

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