Cronaca — 08 novembre 2010

L’Ekiden di Grenoble, in Francia, giunge al secondo appuntamento, dopo l’edizione 2009. Nella scorsa edizione, un atleta del CUS Torino, “esiliato” in Francia per ragioni di studio e di lavoro, aveva già partecipato alla maratona corsa in staffetta, insieme ad altri 5 atleti di una squadra locale. L’evento l’aveva particolarmente colpito e divertito… E così decise di voler andare oltre… Ecco come potrebbe cominciare la nostra storia, quella dei sei atleti di Torino che ieri mattina, Domenica 7 novembre 2010, si sono presentati alla partenza dell’Ekiden di Grenoble. L’atleta di cui sopra sono io, studente di dottorato che ormai da due anni è in Francia per completare la propria tesi. Avevo partecipato l’anno scorso a questa splendida manifestazione sportiva, che prevede di percorrere la distanza di una maratona suddividendola tra sei atleti diversi. Alla prima, terza e quinta staffetta spetta il compito di coprire 5km, alla seconda e quarta toccano i 10km, mentre l’ultimo concorrente chiude la gara con i 7,195 metri che restanti. Nella manifestazione precedente ero in una squadra mista di amatori, ma quest’anno volevo fare qualcosa di più. Impossibile riuscire a trovare dei locali abbastanza forti da fare bene, e che mi accettino con loro in squadra: tutti vogliono correre con i loro compagni locali, ed un italiano non può che passare in retrovia… E così che premedito la mia vendetta! Dove trovare altri 5 atleti forti abbastanza da formare una squadra competitiva? Pare ovvio: a casa mia! E’ questione di poco: chiamo i miei compagni di squadra del CUS Torino, ed in un attimo la squadra di sei atleti è formata! Una rinuncia dell’ultimo momento ci mette un po’ in crisi, ma il rimpiazzo di un amico (non del CUS, ma che si allena con noi e che quindi in fondo sentiamo far parte della squadra) copre subito il buco, e così questi sono i 6 atleti che si presentano alla partenza della gara: 1) Luca Ferroglio (5km) 2) Salvatore Calderone (10km) 3) Diego Marson (5km) 4) Andrea Scoleri (10km) 5) Lorenzo Manganaro (5km – unico non CUS Torino) 6) Stefano Guidotti (7,195km) A me dunque il compito di lanciare la squadra… La partenza è subito veloce, ed io decido di lanciarmi all’inseguimento dei primi… I primi due chilometri sono un lungo rettilineo in piano, leggermente spezzato da due rotonde, ma facile da percorrere. Davanti a me, fin da subito, soli 3 atleti. I primi due fuggono veloci, il terzo stenta a staccarmi… Non so per quale folle idea, decido di accelerare leggermente, e di andare a raggiungerlo. Dietro di me sento la presenza degli altri, ma non mi giro. Non mi interessa chi ho dietro: io voglio chi è davanti a me! Raggiungo il terzo (un mio compagno di allenamenti qui a Grenoble), e a quel punto la strada si allarga. Tutti si buttano sulla destra, io resto sulla sinistra. Con la coda dell’occhio, e poi più che altro con le orecchie, sento che gli altri a destra stanno rimanendo indietro. Alla fine del rettilineo finiscono anche i primi 2km. Prendo l’intertempo: 6’13”! Normalmente sarebbe troppo veloce, ma oggi… no, mi sembra il ritmo giusto, sento che lo è con la testa e con le gambe. Curva ad U, con una delle brevi “rampe di garage” che spezzano la gara, e poi lungo tratto in piano lungo il fiume, in direzione più o meno opposta all’andata. Il piano viene spezzato qua e là da altre brevi rampe, a volte in su a volte in giù. 6’26” il passaggio al 3km: il ritmo è calato, ma il distacco dai due in testa no… Anzi, sembrano quasi riavvicinarsi! Il quarto chilometro è il più duro, psicologicamente. Il ritmo è spezzato da un paio di saliscendi brevi ma intensi, e soprattutto il pensiero va all’ultimo chilometro, dove un cavalcavia permette di superare la ferrovia e di tornare nella zona di partenza e di cambio. Arrivato al cavalcavia, decido in un attimo come affrontarlo: spingerò in salita, conscio del fatto che dopo la discesa mancheranno solo più 400 metri al traguardo… E così faccio! Spingo fino a su, sul leggero piano in cima mi rilasso un attimo. Come comincia la discesa, mi lascio andare per recuperare, e poi comincio a spingere. In fondo alla discesa il ritmo è elevatissimo, ed il mio compagno di squadra che mi dice di spingere mi fa accelerare ancora di più. Le gambe bruciano, ma la testa vince… volata finale, passaggio sotto quello che sarà l’arrivo per il nostro ultimo compagno di squadra. Giro di boa e… Ecco il momento di passare il testimone al compagnio di squadra, Calderone, reduce da un primo posto ai campionati italiani master sulla mezza maratona (ma anche da un periodo di pausa in seguito a problemi fisici). Il distacco dal primo, a quel punto, è di 37 secondi. Penso di aver dato il 110%, ed ora tocca agli altri. Salvatore fa benissimo. Recupera sulla squadra che si era presentata prima al primo cambio, e riesce a mantenere il secondo posto, nonostante il tentativo di rimonta da dietro di altri concorrenti. Per lui, un ottimo sesto tempo parziale tra gli atleti della seconda staffetta. A lui spettano due giri, e quindi due cavalcavia da superare. Li passa egregiamente, ed all’arrivo si presenta così secondo, con 8 secondi di distacco dal terzo, e perdendo solo pochi secondi rispetto alla squadra locale dell’EAG, intanto passata in testa. Al terzo cambio, tocca a Diego dare il meglio. E così è! Suo è il secondo miglior risultato della frazione, ed i secondi persi nei confronti dei primi sono ancora pochissimi. Ottimo risultato sui suoi 5km. Come non bastasse, il rimescolamento che avviene dietro di noi ci fa trovare alla partenza della frazione successiva con più di un minuto di vantaggio rispetto ai terzi. Su Andrea confidiamo per incrementare ulteriormente il vantaggio. Quando parte, il distacco dai primi è di 42 secondi. Il suo primo giro è velocissimo, e recupera una dozzina di secondi. Al primo suo giro di boa il ritardo è di soli più 30 secondi. Purtroppo, all’inizio del suo secondo giro, un’improvvisa bufera ci mette lo zampino. Lui che già ha dato parecchio nella prima metà, si trova in difficoltà a correre contro un improvviso vento contrario. Ciò nonostante, suo è il 3 miglior tempo della frazione, alla fine! Passerà con un ritardo di poco meno di un minuto rispetto ai primi, ma con un vantaggio di quasi 1’40” sui terzi! Al nostro amico Lorenzo tocca la quinta frazione. Lui che è un po’ la “pecora nera” del gruppo, perché in realtà corre per un’altra squadra, pur allenandosi regolarmente con noi. Il suo 5km è reso enormemente difficile dalle condizioni avverse: piove sempre di più, il vento è sempre fortissimo… Ma come sempre in questi casi, tanto fastidio da a noi quanto agli altri! E così, il nostro amico arriva al cambio con il 3 miglior tempo, e con un incremento di guadagno rispetto alla terza squadra, che si trova ora a oltre due minuti di distanza. I suoi 17 minuti sui 5km valgono almeno 45 secondi in meno, in condizioni normali, e direi che la sua è una performance fantastica! Beep beep, è il nickname del nostro ultimo staffettista. Il distacco dai primi oramai non può più essere recuperato, ma d’altronde… anche dietro di noi il distacco è enorme! A lui il compito di gestire in tranquillità la passerella finale. Senza bisogno di strafare, e sotto lo scroscio d’acqua che continua imperterrito, consegue un ottimo 4 risultato parziale, perdendo solo 4 secondi rispetto a chi era dietro di noi. E’ fatta! 6 atleti italiani sono arrivati secondi in territorio francese, davanti ad altre 459 squadre. Abbiamo schierato una squadra formata da amici, più che dai migliori che potessimo trovare, e questo ci conforta ancora di più, perché a quel punto ci si ritrova a pensare che forse, con un paio di atleti diversi, avremmo fatto meglio ancora, potendo puntare ad un primo posto… Ma sarebbe stata davvero la stessa cosa, in fondo? Il weekend ci ha portato un podio, ma soprattutto tanto, tantissimo divertimento! L’appuntamento è per il prossimo anno… speriamo ancora più forti!

Autore: Luca Ferroglio

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Peluso

  • Salvatore Calderone (CUS Torino)

    Ci siamo divertiti facendo egregiamente ognuno la nostra parte. I primi erano più forti, ma il prossimo anno …

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