Maratone e altro slide — 07 ottobre 2016

eliud-kipchogeQuattro doppi successi (uomini e donne) e varie triplette dal primo al terzo posto hanno caratterizzato il weekend delle corse su strada in Europa, dominate dai keniani. Alla legge della doppietta si sono sottratte solo la corsa di Kosice e la mezza maratona di Glasgow. Kosice, una delle corse più antiche del panorama internazionale, è giunta ieri all’edizione numero 93 con condizioni climatiche favorevoli e un’atmosfera da record sia per il numero di iscritti (poco meno di dodicimila) che di paesi rappresentati (ben 58). Il successo è andato al 33enne David Kemboi Kiyeng, un runner di lungo corso emerso in età giovanissima nel 1999 vincendo la maratona di Palermo (vinse anche a Carpi nel 2006), in un buon 2:08:58 che lo riporta ai livelli conosciuti fino a tre anni fa. L’altro keniano Elijah Kiprono Kemboi, ex-vincitore della Kosice Marathon (2:09:24) e l’etiope debuttante sui 42 km Tadesse Mamo (2:10:27) hanno completato il terzetto dei migliori. Meno brillante la performance della vincitrice della corsa femminile, l’etiope Chaltu Tafa (2:32:20).

Chepchirchir missione compiuta

Uno-due keniano a Lisbona, e record della corsa caduto grazie a Sarah Chepchirchir (2:24:12), 32enne keniana con base in Francia, alla terza esperienza sui 42 km dopo il ritiro di Nagoya, all’esordio, e il settimo posto di Amburgo in 2:30:08. Con quasi sei minuti di progresso la Chepchirchir si è imposta in una gara dominata dalle keniane, con Brigid Kosgei seconda in 2:24:45 e Esther Ndiema terza in 2:31:41. Tra gli uomini vince Alfred Kering in 2:10:27 sul connazionale Reuben Kiprop Kerio (2:11:09), un 22enne già in evidenza quest’anno con il successo nella maratona di Brescia in 2:09:05. All-Kenia anche a Colonia: successo uomini per Raymond Kipchumba Choge in 2:08:39 dopo l’esordio di Vienna (quinto in 2:11:07), davanti a Nicholas Kamakya (2:10:22), successo donne a Bornes Jepkirui Kitur in 2:32:16.

Kamakya è ben conosciuto dagli appassaionati italiani (vanta discreti piazzamenti alla Stramilano e alla maratona di Roma oltre a quarti posti a Belrino e Amsterdam), e una dozzina di anni fa fu capace di superare Stefano Baldini in una 10 km francese, quattro mesi dopo il successo olimpico dell’azzurro a Atene.

Il primo di Scozia

Impresa notevole del maratoneta scozzese Callum Hawkins, nono nella 42 km olimpica a Rio e nono anche nella mezza maratona degli Europei di Amsterdam: a Glasgow Hawkins ha vinto la Great Scottish Run in 1:00:24, primato nazionale, record della corsa tolto a Haile Gebrselassie, settima prestazione europea all-time (secondo british dietro Mo Farah) e terza prestazione europea stagionale, ma soprattutto ha consegnato al Regno Unito il primo successo nella storia della corsa, lunga un quarto di secolo. Il campione uscente, l’ugandese Moses Kipsiro, prima favorito poi dato per rinunciatario e infine regolarmente al via, ha chiuso secondo in 1:00:54. Gran domenica per gli organizzatori, che hanno festeggiato anche il record femminile centrato dalla keniana Betsy Saina in 1:07:22 con due minuti di progresso sul personale. La Saina, quinta nel più grande 10000 donne di tutti i tempi (30:07.78 a Rio  in occasione del record mondiale di Almaz Ayana, omologato dalla IAAF pochi giorni fa), ha preceduto Helah Kiprop (1:08:52).

Altri keniani, altri primati

Cade anche il record della mezza maratona di Cardiff, ma in questo caso la prestazione era largamente nelle previsioni, a firma di Violah Jepchumba. La keniana si è imposta in 1:08:14 dopo aver condotto il primo quarto di gara su ritmi da record mondiale (passaggi da 15:30, 31:30, 48:02 e 1:04:50). Tris Kenia con Cheyech e Jerotich, ma sopra l’ora e dieci minuti. Podio monopolizzato anche tra gli uomini con Shadrack Korir (record della corsa in 1:00:54), Kotut e Mneria.

Altre firme del weekend: Alex Chepkwik Saekwo (in carriera successi a Torino e Verona) ha vinto la maratona di Lione in 2:10:49, ampiamente personal best. Un altro Kering, Eric, ha vinto la 42 km di Bruxelles in un modesto 2:16:50.

Chicago, gli elite runners

Nata nel 1977, la corsa dell’Illinois vanta due delle migliori cinque prestazioni femminili all-time e tre delle prime quindici maschili. Anche quest’anno la line-up è di assoluto prestigio, soprattutto nella maratona donne, dove saranno presenti la vincitrice uscente Florence Kiplagat (primatista mondiale di mezza maratona oltre che sui 15 e sui 20 km), le altre keniane Valentine Kipketer, Visiline Jepkesho e Purity Rionoripo e le etiopi Atsede Baysa, Gulume Chala, Yebrgual Melese e Meskerem Assefa. Il campo maschile presenta Dickson Chumba, Tsegaye Kebede, Abel Kirui e Micah Kogo tra i favoriti. Dopo la straordinaria Berlin Marathon, la classifica delle World Marathon Majors vede al comando Eliud Kipchoge e Jemimah Sumgong, campioni olimpici a Rio. Sono seguiti rispettivamente da Kenenisa Bekele e Lemi Berhanu (uomini) e da Aberu Kebede e Atsede Baysa (donne).

Lutto, addio “Ravelo”

Nei giorni scorsi è scomparso a Lione all’età di 75 anni Jean Louis Ravelomanantsoa, l’unico atleta del Madagascar a aver disputato una finale olimpica. Lo sprinter africano, emerso alle cronache nel 1965, raggiunse la finale dei 100 metri a Città del Messico, chiudendo ottavo in 10.27. Al suo nome è ancora legato il primato nazionale dello stato africano (10.18), siglato nei quarti di finale olimpici. Grande partente, ma non altrettanto brillante nel finish della distanza più breve dello sprint outdoor, Ravelomanantsoa è stato a lungo nell’élite dello sprint mondiale nella seconda metà degli anni ’60. Disputò anche le Olimpiadi di Monaco.

nella foto – Eliud Kipchoge (foto Colombo/FIDAL)
Ufficio stampa Fidal

 

 

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