Medicina slide — 16 giugno 2015
Ok, hai iniziato a correre, in maniera assidua, hai comprato delle buone scarpe, abbigliamento tecnico giusto, orologio preciso, e lettore mp3 pieno di musica..
Tutto sembra andare per il verso giusto: corri,fatichi, e metti nel “sacco” km e tempi sempre migliori..
Poi una mattina ti svegli e cominci ad accusare un fastidio alla colonna lombare, che dapprima è solo un fastidio, ma poi dopo qualche tempo diventa un dolore importante!
Cosa è successo?
Probabilmente hai una lombalgia da schiacciamento discale!
Cosa sono i dischi intervertebrali?
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Cominciamo con un pò di anatomia: la colonna vertebrale è composta dalla sovrapposizione di 32 vertebre, che dialogano tra di loro, mediante articolazioni chiamate appunto intervertebrali, e mediante un cuscinetto posteriore, che permette lo snodo, chiamato disco intervertebrale.
Questo disco va immaginato come un cuscinetto composto a sua volta da un anello fibroso, che costituisce l’area più esterna, e un nucleo polposo, fatto da una sostanza gelatinosa.
Il movimento viene permesso dall’ articolazione che fornisce la direzione ed i margini massimi oltre cui non si può andare, ed il disco attutisce i colpi, e accompagna il “volere” dell’articolazione.
Questa breve analisi anatomica, è molto importante, e ci fornisce già una serie di riflessioni da fare. In primo luogo, si capisce facilmente, che parliamo di strutture molto robuste, per permettere i milioni di movimenti sia ampi che micro movimenti,che abitualmente un soggetto fa normalmente, ma come ogni macchina che si rispetti, va incontro ad usura.
Nelle automobili, ad esempio, i vari pezzi che le compongono, hanno un kilometraggio abbastanza preciso, e la manutenzione va effettuata proprio nel range fornito dalla casa..nel corpo umano invece, non esiste un kilometraggio preciso, in quanto le varie strutture, vengono usate da ognuno uno di noi in maniera diversa, e sopratutto sottoposte ad una serie di forze di movimento diverse.
Ne deriva quindi che è molto importante riuscire a salvaguardare le nostre strutture, proprio per cercare di usurarle il meno possibile e allungare la vita dei nostri componenti il più tempo possibile.
Cosa è lo schiacciamento intervertebrale?
Lo schiacciamento è uno sfiancamento  dell’anello  un appiattimento del disco, che sottoposto a ripetuti traumi( soprattutto verticali), tende ad assottigliarsi,e a rompersi determinando patologie molto fastidiose come le ernie e le protrusioni vertebrali.
Come si diagnostica questa condizione?
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Il primo esame che va considerato è sicuramente una lastra, che mette subito in evidenza lo spazio ridotto tra le vertebre. Se si ha una sintomatologia neurologia, va associata una risonanza magnetica, per osservare la compromissione del disco, ed i suoi rapporti con le radici nervoso
Come posso evitare questa condizione?
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Per prima cosa, va considerato che tale processo è assolutamente normale negli anni, tanto che se prendiamo una normale lastra di un soggetto di 75 anni, troviamo che la distanza tra le vertebre è molto esigua, rispetto ad un soggetto più giovane.
Nello sport, invece, soprattutto nel running è frequente trovare condizioni simili anche in soggetti giovani.
Per provare ad evitare questa condizione è buona norma, sicuramente curare l’abbigliamento tecnico ( soprattutto le scarpe), ma è anche importante cercare di curare molto lo stile (intendo proprio il gesto atletico).
Fin da quando si inizia a correre, risulta molto importante iniziare con qualche collega di maggiore esperienza per evitare di viziare la corsa, con movimenti ripetuti, magari scomposti, che vengono riprodotti migliaia di volte per ogni uscita. Va curata soprattutto l’ ammortizzandone che parte dall’ appoggio dei piedi,e si scarica fino alla colonna, passando per le caviglie, ginocchia ed anche.
Se tale condizione non si verifica in maniera corretta, si porta chiaramente a sovraccaricare la colonna lombare, e successivamente il resto dei tratti vertebrali.
Se il corridore in erba ha inoltre dei dimorfismi come la scoliosi, o inversioni di curva, risulta importante valutare tali condizioni, che diventano maggiormente “stressanti” per il buon funzionamento di tutto il sistema.
Molti dei miei pazienti, sono corridori, e hanno compreso l’ importanza di fare una corretta igiene della propria colonna. Con igiene non intendo pulizia, ma un programma di aiuto e mantenimento della propria condizione, con delle sedute di rieducazione posturale. Tale lavoro va fatto in maniera individuale, con costanza e sopratutto da esperti conclamati, per migliorare le performance e ottenere i migliori risultati. La rieducazione posturale è un trattamento molto importante, nel quale si tende ad allungare la muscolatura posteriore e sopratutto si lavora sul riallineamento delle curve fisiologiche. È possibile iniziare un percorso, che prevederà prima delle sedute con cadenza settimanale, per poi passare ad un percorso di mantenimento una volta ogni quindici giorni.
Cosa fare se ormai il danno è fatto?
Per prima cosa bisogna capire l’origine del problema, per agire in maniera incisiva. Perdere peso se si è in sovrappeso è consigliabile sempre per la colonna, ma anche le ginocchia e le caviglie ringrazieranno vivacemente!
Si inizierà un percorso con sedute di tecarterapia, massoterapia, e laser, per sfiammare la zona ed eventualmente le radici nervose se sono state coinvolte.
Subito dopo, quando il dolore sarà diminuito, si dovrebbe iniziare un percorso riabilitativo posturale come già consigliato prima.

Sconsiglio assolutamente in presenza di questa condizione l’atteggiamento, classico degli sportivi di “stringere i denti” , per non peggiorare la situazione. Evitare di assumere antinfiammatori per periodi lunghi o ancor peggio usare per oltre 3 giorni cerotti

David Di Segni
Mdm Fisioterapia
06/68808629
3496469240
www.mdmfisioterapia.it

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