slide TuttoCampania — 31 agosto 2015

sant'agata 2015.La mia prima presenza ad una gara top run, da spettatrice ovviamente, mi ha lasciata esterrefatta, uno spettacolo unico. Il percorso tracciato, dalla mia postazione,  mi permetteva di vederli passare due volte, è diverso vedere il passaggio di una gara con molti atleti e questa top, vedere “ i forti “ che si inseguono ha un non so che di coreografico, nel mio immaginario è un po’ come guardare un balletto dove un primo ballerino  è al centro del palco e tutti gli altri lì a seguire i sui passi, e come musica tutto il tifo degli spettatori per ognuno di loro. Arrivati a Sant’Agata ci ha accolti in primis un sole, un sole che non vi dico, uno va in montagna con la speranza di un po’ di fresco invece… poi  Alessandro De Lucia con la sua immancabile cartellina rossa, tranquillo, riposato, senza barba ( forse anche lei non sopporta il sole ) e i suoi collaboratori … e i vigili … iniziano le danze, fai così, fai qua, monta là ma dopo le 13,30 dopo il passaggio dell’ultimo bus, ok aspetteremo. Arriva l’ora, l’ultimo bus passa iniziamo, nel mentre, un traffico pari a questo di Castellammare di Stabia ogni tanto ci blocca … adesso è tutto fatto, tutto pronto  ma arriva un altro bus che non doveva arrivare, vabbè capita pazienza, ma poi ne passa un altro e ora??? Noi tesi, nervosi  Alessandro calmo, pacato dice – spostiamo tutto , risistemiamo dopo-  ; spostiamo tutto ma così facendo i lavori si bloccano, il cantiere si ferma … la gara parte alle 21,00 sono le 18,00 un po’ di tempo ci sta, verso le 19 riprenderemo, questo quello che pensiamo noi. Ma i vigili che pensano? Pensano che prima delle 20,00 il cantiere non può riaprire !!! panico totale, in una sola ora si deve allestire completamente l’arrivo.

Le 20,00 si avvicinavano e le persone aumentavano, la piazza del paese sembrava un formicaio, non c’era un centimetro di spazio , le nostre teste fumavano a più non posso mentre Alessandro sempre calmo; non so come facesse, forse l’istinto di sopravvivenza gli ha conferito sangue freddo quella giornata o forse la paura stessa che qualcosa saltasse, che dimenticassimo di fare qualcosa o altro. Sessanta minuti sono pochi rispetto il lavoro da fare. Non era giusto, non era possibile che, dopo tanto lavoro, tanta dedizione, la gara dovesse fallire in qualcosa solo perché le amministrazioni non ti affiancano completamente.

Ma non solo in questo caso, in tante altre gare si vedono gli organizzatori abbandonati a loro stessi, quando poi, alla fine, non fanno che un favore alla propria città facendola conoscere, portando turismo.

Alla fine alle 21,00 tutto era pronto ed Alessandro e i suoi collaboratori sono stati ripagati appieno anche della trepidazione antegara.

Quest’anno hanno aperto le porte alle donne, chissà quali altre belle novità usciranno dal cilindro di Alessandro per il prossimo anno. Lo scopriremo solo correndo.

Viviana CelanoViviana Celano

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