Curiosita — 06 luglio 2009

Sono un podista appassionato di gare di montagna, gare lunghe in cui si soffre, gare di trail running insomma.

Domenica scorsa, 28 /06/2009, sono partito da Roma alle 7:30 in direzione Sante Marie (AQ). Solita emozione, solita voglia matta di combattere con la montagna, con lo sterrato, col fango, con la sete. Questa volta però un sentimento in più animava la mia trasferta, cioè quello di contribuire ad una causa giusta: la ricostruzione del centro sportivo di Fossa (AQ) devastato dal terribile evento sismico dello scorso 6 Aprile. Infatti la gara di Sante Marie è stata considerata da organizzatori e non, oltre che un significativo evento sportivo, anche un importante momento di solidarietà con la Popolazione di Fossa alla quale è stato devoluto il 50% dei premi da parte delle società e l’intero incasso delle iscrizioni.

Tutto all’apparenza perfetto, sport, agonismo, fatica, sudore, solidarietà .ma all’arrivo o per essere più precisi durante le premiazioni, qualcosa non ha funzionato.

Premetto che per motivi personali sono dovuto ripartire intorno alle 11:15, subito dopo la gara, e non ho potuto assistere alle premiazioni. Nel pomeriggio però, controllando la classifica online, ho constatato di essere rientrato tra i primi tre della categoria. Con grande gioia e tanta sorpresa, mi sono precipitato al telefono cercando di rintracciare gli organizzatori, ma trattandosi di un giorno festivo non sono riuscito a parlare con nessuno. L’indomani, invece, ho contattato il comune di Sante Marie (organizzatore dell’evento), ho esposto la questione, ma mi è stato riferito che il premio che mi spettava era stato ritirato da qualcuno al momento della premiazione. Peccato, avrebbero fatto una figura migliore se mi avessero detto che il mio premio era stato devoluto alla popolazione di Fossa perché non mi ero presentato al momento della premiazione. Chiamo allora il Presidente della mia società che quella domenica era a Sante Marie ed aveva disputato la gara non competitiva, giungendo al secondo posto. Con grande sorpresa, mi riferisce di aver riscontrato lo stesso mio problema: il suo premio era magicamente sparito perché qualcun altro lo aveva ritirato al posto suo strano molto strano visto che non conoscevamo praticamente nessuno degli atleti partecipanti, ma soprattutto non avevamo delegato nessuno per il ritiro dei nostri eventuali premi. Ancor più strano se si pensa al fatto che, nelle due edizioni precedenti, lo stesso inconveniente era occorso ad un altro atleta della mia società.

Non è nel mio stile polemizzare su avvenimenti così poco importanti, però questa volta qualcuno, credendosi più furbo ha voluto approfittare di una situazione che normalmente dovrebbe essere all’insegna della lealtà sportiva; ancor di più questa volta sarebbe dovuto esserlo, trattandosi di una manifestazione a sfondo benefico.

Non è mia intenzione, inoltre, recriminare uno o più premi spariti nel nulla ma semplicemente questa lettera vuole essere una denuncia di un avvenimento spiacevole, opera di qualcuno che non merita di essere considerato vicino al mondo del podismo ma semplicemente un ladro di premi, un ladro di vittorie, un ladro di sudore, un ladro di fatiche, un ladro di solidarietà.

Non avrei scritto questa lettera se non avessi letto su quasi tutti i portali di podismo ed in primis sul sito internet dell’associazione Parks Trail, degli elogi fatti alla manifestazione del 28 Giugno scorso, agli organizzatori della stessa e della soddisfazione dei podisti che vi hanno partecipato.

E’ mia volontà, infine, far conoscere a tutti i Podisti con la P maiuscola, quelli veri che come me si emozionano ad ogni partenza e ad ogni traguardo che anche nel nostro sport c’è qualcosa che non va. Anche il nostro sport come molti altri inizia ad essere attaccato da parassiti senza coscienza, inizia ad essere coinvolto in ‘giochi’ strani di speculazione e strumentalizzazione piccola o grande che sia; a tal proposito mi permetto di ricordare ancora una volta il fine benefico della manifestazione in questione.

Invierò questa lettera a tutti i principali portali di podismo nonché alla rivista ‘Correre’ per rendere noto l’accaduto ma soprattutto per sottolineare la recidività dello stesso; la invierò anche al comitato organizzatore della Mezza Maratona di Sante Marie che si è detto molto soddisfatto di come la gara, nel suo complesso, si è svolta e conclusa.

Autore: Pietro Zarlenga

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Peluso

  • francesco Running Roma

    Di amanti “del podismo, del sudore, della fatica, dei valori…..dello sport e della vita”….come te ne ho conosciuti a quintali, salvo quando toccano la mia “robba”, il mio “orto”. Io credo che questa lettera te la potevi pure risparmiare e soprattutto risparmiarci il pistolotto moralista su come anche il nostro sport….si stia guastando ecc.ecc.
    Quello che tu riporti sono cose normali, che succedono. I disguidi, gli errori sono all’ordine del giorno, gli organizzatori non sono tutte macchine da guerra di precisione e allora rilassati, la corsa si vive cosi, per correre, divertirsi, sfidarsi, sfidare il proprio corpo e non per rivendicare un premiuccio, una coppetta, una medaglina. L’ipocrisia, caro amico Zarlenga è il vero problema del podismo….ma non solo. Buona corsa

  • Pietro Pizzeria Il Podista

    Finchè ci sono persone come te poco attente anche alle cose che leggono, allora è davvero inutile qualsiasi tentativo di dare una sistematina alla nostra realtà, sportiva e non. Come dico nella lettera, non era mio intento recriminare premiucci nè coppette, bensì denunciare un evento che si ripete ormai da 3 anni a questa parte nella stessa manifestazione e sempre con la stessa ‘tecnica’. Io mi dissocio totalmente dalla tua idea che queste siano cose normali, che succedono…No! Queste sono cose anormali che non dovrebbero succedere nel mondo dello sport ma giacchè ci sono persone che la pensano come te, temo proprio che avvenimenti spiacevoli come quello di domenica 28 giugno continueranno ad accadere. Fortunatamente la tua opinione è soltanto una goccia nell’oceano di consensi che ho riscontrato dopo la pubblicazione della mia lettera.
    Su una cosa hai ragione però: l’ipocrisia è il vero problema del podismo e nelle tue parole di ipocrisia se ne intravede davvero molta.
    Andare a correre la domenica per divertirmi, sfidare gli altri ed il proprio corpo è una scelta mia; essere preso palesemente per i fondelli durante una premiazione è una scelta di qualcun altro; e a questa scelta io dovrei sottostare?? NO! Credo che anche a te non farebbe piacere.
    Buona corsa anche a te.

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