Cronaca — 08 dicembre 2008

Alla Maratona del 7 dicembre 2008 Salerno Paestum hanno vinto


Classifica Uomini
Kamel Hallag (Idea Atletica Aurora Battipaglia) 2 ore 34 minuti 5 secondi
Sestito Leonardo (Hobby Marathon Catanzaro) 2 ore 35 minuti 3 secondi
Audia Gianbattista (Montemiletto Team Runners) 2 ore 40 minuti 05 secondi


Classifica Donne
Anna Maria Caso (Napoli Nord Marthon) 3 ore 1 minuto 4 secondi
Scorza Leonarda ( Hobby Marathon Catanzaro) 3 ore 32 minuti 0 secondi
Lambiase Anna (Podisti Cava Picentini) 3 ore 40 minuti 2 secondi

Al via 125 atleti. Al Traguardo il 102esimo nel limite delle 5 ore.

Classifica Squadre
Napoli Nord Marathon
Podistica Amatori Potenza
Podisti Cava Picentini

Il sette dicembre duemilaotto è una data da ricordare per chi vi scrive. Infatti dopo quasi sette mesi di allenamento è arrivato il momento di raccoglierne i frutti.
Dopo circa 5 anni mi ero ridedicato all’atletica leggera in maniera agonistica, insieme a nuovi amici. Le gare alle quali abbiamo partecipato da luglio ad oggi sono state quasi esclusivamente 10mila
che non mi avevano ancora dato la soddisfazione di poter registrare
un tempo record personale. Cosa che finalmente è successa a Paestum, nella competizione che per il podista non rappresenta una semplice gara, ma la Gara, la Maratona.


42mila195metri.
La leggenda narra che Milziade, a capo degli eserciti di Atene, dopo la vittoria sui persiani nella battaglia di Maratona (490 a.C.), incaricò Filippide di recare la buona notizia ad Atene; la distanza tra le città di Maratona ed Atene è di circa 40 km e Filippide percorse l’intero tragitto di corsa senza mai fermarsi; dopo aver gridato l’annuncio della vittoria di Atene sui Persiani, gridando “Nike`, Nike`” (“Vittoria, vittoria”), l’araldo crollò al suolo morto, stremato dallo sforzo.
A Montella i maratoneti si contano con le dita delle mani, per gli under 4 ore basta una mano sola, tra questi da qualche ora ci sono anche io. In attesa dell’ufficialità dei giudici della Fidal di Salerno, il mio orologio ha registrato 3 ore 52 minuti e 50 secondi. media al km 5 minuti e 31 secondi

Obiettivo mirato e centrato.
Due mesi fa dopo la mezza in allenamento in un’ora e 50min, il 26400 in 2 ore e mezza, non mi restava che puntare ad una maratona che all’inizio avrei voluto chiudere in 3 e 58/59, abbattendo così il muro delle 4 ore anche se di un solo minuto, cosa che non ero riuscito a fare a Firenze 6 anni prima registrando 4 ore e 4 minuti.
Durante l’allenamento organizzato per questa gara ho iniziato a prospettare tempi ancora minori, infatti dopo la 32mila in 3 ore e 47 secondi, la 42mila in tre ore e 50 minuti sembrava a portata di mano.
Ma considerate le gare veloci pregresse, l’allenamento continuo e costante, il carico energetico fatto il giorno prima, 500 grammi di carboidrati in due pasti e 2 panini, un riposo di 4 giorni consecutivi dopo sette mesi di allenamento quasi quotidiano, partito che volevo mantenere un media del 5 e 40 mi sono trovato al secondo km già nella media del 5 e 20.
A Salerno i partecipanti saranno stati poco più di cento, i giunti al traguardo forse meno, solo veterani, pluri e ultramaratoneti si sono presentati al via. Della mia categoria TM pochi partecipanti.
Dagli strali di Giovanni Mauriello e di altri sulla scorsa edizione, si prospettava una gara per masochisti e autoflagellatori medioevali stile Iacopone da Todi, ma per fortuna è andata meno tragica del previsto.
Infatti i ristori ci sono stati, solidi e liquidi, gli spugnaggi anche, il traffico però non è stato mai chiuso, ma per quello che ci aspettavamo siamo andati più che bene. Meglio avere il mare sempre a destra e le colonne greche all’arrivo per una giusta rievocazione di filippide anche se c’è da sopportare qualche auto ogni tanto sulla sinistra.
Per i dettagli tecnici della mia prestazione vi riporto un breve resoconto.
Come ho già detto sono partito allegramente, il primo km nn l’ho visto,solo al secondo registrati dieci minuti e 40 scondi ho capito che già andavo a 5 e 20.
Al 10° km sono transitato in 52 e 50 quindi attorno a 5 e 17.
I ristori li ho fatti tutti e bene come avevo previsto.
Considerata la velocità all’11esimo ho pensato di fermarmi per una breve rimessa idrica e di tensione, che mi ha fatto perdere circa un minuto.
Nel mentre mi hanno sopparsato altri che in gruppo mi seguivano.
Al 13esimo un altro ragazzo si è fermato per un breve servizio,
alla sua ripartenza mi sono affiancato e mi ha portato nel suo gruppo composto da sei persone del napoli nord marathon, amici di casavatore, melito e secondigliano.

Al 14esimo ho iniziato a sentire una leggera noia al polpaccio destro,
che già avevo avuto nei recenti allenamenti e che avevo avvertito
anche nella ripetuta che feci per accontentare keeper ma che non dovevo fare mercoledì scorso, giorno dell’ulltimo allenamento.
Non riuscivo ad accodarmi, ero un pò teso, quindi ho deciso di sminuire la tensione andando a quanto mi sentivo.
Sopparsato il gruppeto e distanziato di qualche metro mi sono
avvicinato al ciglio della strada e ho preso una distorsione per fortuna abbastanza lieve, ma da dietro una voce già mi aveva annunciato la sentenza, “gara finita”.
A questo punto mi sono detto, o la va o la spacca, e ho iniziato un’impavida progressione dal 15esimo. La distorsione e l’infiammazione tra tendine e polpaccio destro si sono annullati a vicenda.
Un amico del Napoli Nord marathon, ha intuito le mie intenzioni belliche e mi ha affiancato. Nel mentre abbiamo raggiunto 2 signori, uno dei quali del gargano, che ho incontrato dopo sei anni e che intanto aveva partecipato a 2 cento km e 90 maratone.
Abbiamo fatto un gruppetto a 3, siamo transitati alla mezza in un’ora e 50. La progressione e continuata fino a punte di 4 e 30. Il gruppetto di 3 l’ho portato fino al 28esimo, ma chi mi seguiva,
forte di un pò di esperienza, mi ha prima affiancato, poi mantenuto
e infine salutato. Al 30esimo siamo transitati ancora insieme in 2ore e 40 minuti, La maratona era scesa in proiezioni nelle 3 ore e 39/40 minuti.
Dal 30esimo in poi è iniziato il mio calvario. Al 31esimo avevo perso gli amici che se ne andavano allegramente, anche se continuavo a raggiungere atleti. Dal 32 esimo il malessere si è generalizzato, al 34esimo ho iniziato a sentire inizi di crampi, mi sono fermato per allungare la gamba destra e il crampo mi è venuto anche alla sinistra.
Un pò triste sono ripartito, ormai la velocità ruotava attorno al sei
sei e trenta, al 35esimo al ristoro ho mangiato una mela che mi ha dato un pò di sostanza ma la situazione era ormai compromessa.
 Al 36esimo nel centro di capaccio in un botto o sentito il dito piccolo del piede sinistro esplodere di colpo, probabilmente una bolla scoppiata che mi dava noia già da prima, mi sono fermato di nuovo ho tolto la scarpa e ho visto il calzino intriso di sangue.
Ho iniziato a correre con una scarpa si e una no, volevo
arrivare a tutti i costi senza perdere troppo del buon tempo che avevo registrato, ho dovuto togliere anche l’altra scarpa perchè ero sbilanciato, ho corso senza scarpe per circa 300 metri.
Resomi conto che non correvo bene le ho rimesse allargandole al massimo e zoppicando sono ripartito.
 Il resto del corpo era ormai danneggiato, il carburante era finito, chi mi seguiva e chi mi precedeva era stremato come me.
 Zoppicando sono riuscito a ripartire finchè piano piano ho ripreso l’andatura del sei/ 5 e 50. Tra smorfie di dolore e lacrime trattenute al 37 e 5 ho fatto un vigoroso spugnaggio che mi ha sollevato un pò
e mi ha portato fino al 39esimo. Al 39 e 5 ho visto il muro di Paestum, il sollievo ha dato una spinta alla gamba, ho preso il viale, una ragazza che seguiva la sua squadra con la bici dall’inizio mi ha detto:
“dai, ci sei.” Cioè “sei quasi arrivato” ma nel momento l’ho interpretato come un “vedi che il tempo è buono”.
Felice sono arrivato al ristoro del 40esimo dove ho preso: sali minerali, acqua, banana.
I sali mi hanno dato una spintarella e un leggero ottimismo, poco dopo ho trovato percival che camminava e rideva rilassato.
Al 30esimo ha avuto anche lui i crampi e per non restare in coda alla gara anche se aveva una proiezioni di 4 e 20/30 ha preferito ritirarsi facendosi dare un passaggio fino al 39esimo.
Al 40 e 500 mi ha affiancato un altro ciclista, mi ha riferito che in un incrocio chi mi precedeva dovevo andare dritto e non girare a destra. Infatti gli atleti annebbiati dalla stanchezza non vedevano più le frecce disegante a terra dagli organizzatori e giravano per una strada che li portava al traguardo ma facendogli risparmiare buona parte dell’ultimo km.
Io ho seguito la strada giusta, lungo un percorse di legno costruito per l’arrivo di un maratoneta. Ho superato il 41esimo, sono tornato sull’asfalto, l’orologio era sulle 3 e 49 quindi era inutile tentare
di abbattare il muro delle 3 e 50. Allegramente sono transitato davanti al tempio di paestum, mi è sembrato bellissimo, di una luce che non avevo mai visto.
Ultimi 195 metri e arrivo.
Ricevo una medaglia che porto ancora al collo.
Tempo 3ore 52minuti e 50secondi.
media 5 minuti e 31 secondi al km
Nel dopo maratona attachi di freddo si sono alternati ad attacchi di caldo. Per riprenderci bene siamo stati su una panchina divia lungomare trieste di salerno dalle 14 e 30 fino alle 16 e 30 insieme a percival a crogiolarci ad un sole tiepido, che a Montella non si vedeva da diversi mesi, mentre scendeva lentamente sul mare all’orizzonte. Spero di essere stato esaustivo.


Claudio Bozzacco
Saxetum Sport Department
Team Runners Baronia

Autore: Claudio Bozzacco

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