Curiosita — 11 novembre 2007

Il neon della sala di attesa della ASL dava evidenti segni di stanchezza,  anche la parete scrostata non faceva nulla per nascondersi gli anni,ed io stavo stramaledicendo la mia ansia di essere puntuale che mi aveva sconsigliato di comprare il giornale,intanto erano già le 10 e 45 ed in ambulatorio era entrato appena il numero 2 ed io mi ero stancato di rileggere i risultati del mio esame delle urine e di pensare a battute idiote sull’assenza di nitriti nel campione…… e così avevo cominciato a pensare che se ero lì era perchè era passato già un anno dal mio primo certificato di idoneità.


Era una bella mattina di autunno quando un collega mi aveva parlato del campionato nazionale farmacisti podisti ed io,sia pur con tanta paura di non riuscire a correre per 15 chilometri di fila mi ero iscritto alla gara fra lo scetticismo dei miei familiari che erano comunque attirati da un fine settimana in Umbria.


Mio figlio Emiliano non riusciva a capire l’orgoglio decoubertiniano di esaltarsi nel portare a termine una gara,mia moglie Gloria nascondeva la sua ansia sconsigliandomi di partire viste le cattive condizioni atmosferiche e mia figlia Federica era seriamente preoccupata per le mia condizioni di salute mentale nel pensarmi a correre in mutande la mattina al lungomare invece di starmene tranquillamente a dormire nel letto.


La stessa preoccupazione che avevo letto negli occhi di un mio cliente, quando gli risposi ,alla sua richiesta di un farmaco che aumentasse le difese immunitarie, di andare a correre al mattino presto,anche con la pioggia,così da far scappare i virus,preoccupati da un soggetto così poco accogliente.Era molto educato e non fece commenti,ma non l’ho più rivisto in farmacia.


E pensavo alla curiosità di trovare il proprio nome nelle classifiche e la soddisfazione di essere arrivato penultimo,caso mai seguito da uno con 30 anni più di te,ma comunque penultimo.


E poi l’emozione di concludere la mia prima mezza maratona con la frequenza a mille più per l’emozione che per la stanchezza, e Gloria,il mio personal trainer, che si era allontanata senza riuscire ad immortalarmi all’arrivo nell’area archeologica di Altilia.


E poi mi sono ricordato della emozione nel ricevere quel rettangolino di plastica colorata,il tesserino FIDAL che attestava il mio status di Atleta(si…si..,con la maiuscola,per favore non correggete)nonostante la mia panza,…il fatto è che “chi tene panza tene crianza” ed io mi reputo molto educato.


E poi la mail con il risultato della strasalerno corsa sotto un cielo nemico spedito a tutta la rubrica della mia casella di posta elettronica.


E poi pensavo che in 4 ore forse sarei anche riuscito a concludere una maratona, caso mai una con molti partecipanti per non correre(visto il gioco di parole?) il rischio di correre da solo……. io all’arrivo che alzo le braccia con lo speaker che urla il mio nome…. “il 5,non c’è il 5?”,si…si,vengo subito,”ma che fa,dorme?”…no no,sto sognando!

Autore: antonio gammaldi

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