Cronaca — 25 marzo 2010



Clicca per l'immagine full sizePartecipare ad una maratona è il sogno di tutti gli amanti della corsa.
Prima o poi una voce interiore ti suggerisce di partecipare a questo “esame” di vita che è un banco di prova di sacrificio, forza di volontà e tempra morale.
Io sono sempre stata una podista “sui generis”, corro da molti anni e in qualsiasi gara amatoriale in cui mi sia mai cimentata ho sempre assaporato l’atmosfera gioiosa e sentito il calore umano che permeano la manifestazione sportiva, senza lo stress dei tempi di arrivo. La mia è una corsa senza tempo che mi spinge a vivere intensamente il genius loci e a sentire solo le vibrazioni più profonde del mio cuore. E con questo spirito che mi caratterizza ho affrontato quest’anno la mia prima maratona. La scelta del luogo non è stata casuale. Roma, Caput mundi è il luogo ideale per vivere intense emozioni e percepire nelle vestigia del passato la storia di uomini eroici che con la loro forza, con il coraggio e l’intelligenza si sono imposti protagonisti indiscussi per quattro secoli di storia prima della nascita di Cristo dell’Impero Romano.
E’ stata un’esperienza emozionante e affascinante che mi ha fagocitato  in un caleidoscopio di magiche sensazioni che mi hanno fatto varcare quel “muro” con agilità e dignità fino al traguardo.
All’arrivo le lacrime mi hanno appannato gli occhi, la gioia di essere arrivata al tragurdo è stata grande ed è stata la prova lampante che la propria psiche si impone sulla dimensione corporea che pur se allenata è comunque una componente labile.
La maratona è la vittoria di una dura battaglia che la mente compie sul corpo limitato e soggetto comunque al decadimento della  performance. Posso ben dirlo dal momento che l’idea di partecipare alla maratona mi era venuta a metà febbraio quindi con un allenamento inadeguato e insuficiente. Sono riuscita a vincere la battaglia in un tempo di 4 ore e mezzo, vivendo tante emozioni passo dopo passo e senza farmi soggiogare dal tiranno “Cronos”. 


Autore: Anna Raffone

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Peluso

  • Maria Pia Nocerino – Antares Stabia

    Complimenti Anna! Il tuo è un chiaro messaggio d’amore per lo sport…mi auguro di poter vivere anch’io l’esperienza della “prima maratona” con la stessa serenità che da sempre ti contraddistingue…sei davvero in gamba!!! Brava!!!

  • Corrado di Martino – appassionato

    Carissima Anna,

    ho letto con commozione le tue poche righe sulla esperienza romana.
    Commozione, poiché sono ritornato con la mente alla tarda serata dell’arrivo di Abebe Bikila (Olimpiadi di Roma del ’60), un viaggio a ritroso commovente, nel quale mi sono ritrovato accanto a mio padre. Ricordo come fosse oggi, urlava e gioiva come un ragazzino per questo magnifico atleta venuto da un mondo ancora oggi così lontano da noi, io avevo poco più di sette anni non comprendevo tutta questa eccitazione, ma mio padre era un uomo fatto così, una tempesta di sentimenti, una vera forza della natura, senza confini, era un uomo libero come tutte le persone che fanno sport, come te, divina podista.
    Complimenti e grazie per avermi dato una splendida emozione.

    Ad maiora
    Corrado

  • peppe esposito antares

    ciao a tutti,io non possofare altro che confermare buona parte di quello che dice in questo articolo , era proprio appena 1mese e mezzo prima della maratona ke era entusiasta di voler fare la maratona ma non aveva ancora fatto un lungo vero, solo dopo una settimana mi confermo di essere stata a sorrento e ritorno.. (36km circa da c/mare)e adesso eccoti qua a raccontare quello che di piu intimo puo provare un vero atleta che compie la straordinaria impresa di fare “la maratona ” !!! quella di roma la stessa che per me e’ stata la prima e indimenticabile con lo stesso gruppo di cui anche tu fai parte..grazie anna!!!grazie del contributo reale e vero che che hai dato allo sport con le tue sensazioni….peppe

  • gli amici dell’antares stabia

    ancora complimenti per l’impresa compiuta,portata a termine con serenità ed allegria.Tifiamo in tanti per te.

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