Cronaca — 29 giugno 2008

Nella notte di San Pietro e Paolo tremila maratoneti inzuppati corrono la 21 km. nella città santa. Il Papa è dall’altra parte del Tevere, assieme al Colosseo e ai monumenti più importanti. Stanotte non piove, ma non fa differenza , tanto ci pensano l’afa e l’umido ad opprimere una Roma svuotata e a bagnarci tutti, dalla testa ai piedi.
La city non è qui ed il sabato sera è un mortorio; il silenzio avvolge una bella fetta di sportivi, accorsi per correre una corsa che non c’è stata, cioè è apparsa diversa dalle attese e dalle prime intenzioni. Ha ben funzionato il servizio d’ordine e l’ideale barriera posta ad arginare una manifestazione che si è sviluppata quasi in periferia e con molte strade male illuminate o addirittura buie. Binari in quantità, tra salti di carreggiata e giravolte agli incroci; salite e salitine  per una edizione Zero, nel senso che questa gara è stata definita di prova per gli organizzatori.
Bella invece l’immagine della location allo stadio Paolo Rosi all’Acquacetosa, sulla cui pista c’è stato l’arrivo finale. Oltre tremila i partenti, quasi cinquecento i ritirati. Al Policlinico Gemelli è stato ricoverato un corridore che aveva perso conoscenza – proprio a causa del grande caldo – nel corso della manifestazione. Ma all’alba è stato giudicato fuori pericolo dai sanitari.
Si parte alle 23 da via Campi Sportivi, all’esterno del ‘Paolo Rosi’. Tanti gli atleti stranieri in gara, ma per essi è solo una passerella (con premiazione, per i più forti); non rientreranno in classifica per una notazione di regolamento; è previsto che  le manifestazioni al primo anno di vita siano a carattere regionale e Roma rientra in questa postilla. Corre Anna Incerti, l’azzurra di maratona in partenza per Pechino, ma all’ultimo dà forfait Vincenza Sicari, l’altra maratoneta italiana selezionata per le olimpiadi, per un piccolo infortunio. In campo maschile ci sono l’ucraino Vasil  Matviuchuk ed il keniano Hanry kiplagat Rutto, ma anche i forti rappresentanti dell’Esercito.
L’annunciata mezza maratona pianeggiante è in realtà una gara con diversi saliscendi, che con il caldo opprimente rendono più difficile la prova. Alla fine verranno penalizzati  i tempi e tantissimi atleti specie nel secondo mezzo percorso si devono arrendere e ritirarsi. Va detto comunque che ha funzionato al meglio il servizio dei ristori e spugnaggi, anche se verso la fine un altro ‘punto’ poteva essere previsto alla luce della particolare condizione atmosferica.  Pure all’arrivo l’assistenza è stata buona all’interno dello stadio.
Sul percorso di gara piccoli gruppi musicali hanno allietato la corsa notturna, mentre pochissimi spettatori hanno atteso il passaggio degli atleti, se non all’interno di Villa Borghese ed il qualche piazza; in alcune strade piccole fiammelle hanno fatto da coreografia alla manifestazione.
Le squadre podistiche laziali ci sono tutte e dalle vicine Campania,Molise, Abruzzi e Puglia c’è molta affluenza di corridori. In campo maschile primi due posti, in pochi secondi  di distacco, per l’ucraino Matviuchuk ed il keniota  Kiplagat Rutto (1h06’44’ per l’atleta dell’est, sul gradino più alto). Terzo all’arrivo, ma primo in classifica ufficiale, il portacolori dell’Esercito Pasquale Rutigliano (1h08’44’). Buoni i piazzamenti dei suoi colleghi di team Giovanni Augelli e Cristian Gaeta (rispettivamente6° e 9° al traguardo).
Per le donne va a vincere Anna Incerti (Fiamme Azzurre) in 1h13’09’, davanti a Melissa Peretti  (Cover) staccata di 2′ 26′, quindi la polacca Aniko Kalovics (1h18’14’). Dopo di lei ancora una straniera, l’inglese Wendy Nicholls, ma terza, per effetti del regolamento di gara, ‘sale’ la sarda Sonia Marongiu (Erco Sport), che ha chiuso in 1h26’49’.
In gara anche l’onorevole Marco Marsilio (2h00’42’) ed il vice presidente mondiale della Microsoft, Orlando Ayala (2h17’22’). Sul retro della medaglia donata all’arrivo il logo della Colombia con la scritta ‘Vita senza droga, un impegno globale.’


 


Nella foto di Nicola Peluso la premiazione della vincitrice

Autore: Giovanni Mauriello

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