Cronaca — 02 marzo 2011

I successi non si fanno con le parole, ma con i fatti, che nelle manifestazioni podistiche sono rappresentati soprattutto dal numero dei classificati.
La Romaostia, classifiche alla mano, ogni anno ha aumentato il numero degli atleti giunti al traguardo. Dai 5641 del 2005, ogni anno sono aumentati, fino alla quota del 2011, nuovo record con 9479, mille in più di quelli del 2010 ( 8505 ).
Dopo l’edizione del 2010, ci siamo interrogati se fosse il caso o meno di tentare l’avventura del nuovo percorso: in tanti ce lo chiedevano, perché i loro tempi finali erano stati da qualche anno compromessi dal forte vento che li affliggeva nel famoso ‘ biscotto ‘ finale. I cambiamenti però portano sempre un maggiore lavoro: decidere dove spostare i punti di ristoro, posizionare correttamente le vele chilometriche, capire dove far passare i camion deposito borse in partenza da Roma e tutti gli altri mezzi di servizio.
Alla fine abbiamo deciso che ne valeva la pena: volevamo proporre una novità per i tanti che avevano già corso tante volte la nostra gara, ma anche trovare un tracciato ancora più veloce, dove i top runners potessero ottenere best time importanti.
Purtroppo la richiesta formulata al Gabinetto del Sindaco, come temevamo, ci ha procurato mille ostacoli e altrettanti intoppi, tanto che a dieci giorni dalla gara, il Presidente della Roma Ostia è stato convocato d’urgenza in Campidoglio per cambiare ancora il percorso e magari tornare al vecchio. Ci hanno detto che i residenti di Viale Europa e Via Tupini sarebbero stati ‘sequestrati’ nel momento del passaggio. C’è voluta tutta la diplomazia del Presidente a spiegare che il nuovo percorso era già stato omologato (e pagato) dai responsabili IAAF e FIDAL. Alla fine ce l’abbiamo fatta, con la promessa di pubblicizzare il passaggio nelle vie sopra specificate (cosa che è stata fatta) e cambiare il percorso per la prossima edizione (speriamo di no). Questo per far capire che non basta dire è meglio cambiare, ma avere il coraggio di affrontare tutte le tante difficoltà che ne insorgono.
Dalle performance ottenute in questa edizione, e dai responsi positivi espressi dai tanti amatori, possiamo sicuramente dire di aver avuto ragione e di aver avuti ricompensati i tanti problemi che si sono creati.
L’Expo confermato al Salone delle Fontane ha avuto un’affluenza molto superiore a quella degli scorsi anni, e questo ci fa piacere perché abbiamo organizzato un expo ricettivo, con tanti stand interessanti, la possibilità di acquistare materiale tecnico, di ascoltare i consigli dei pacer.
Il prossimo anno, se come speriamo continueranno ad aumentare i partecipanti, dovremo pensare ad una nuova e più capiente soluzione.
La gara si è rivelata quanto a servizi erogati e materiale fornito ai partecipanti, all’altezza delle grandi competizioni europee e mondiali. Il poncho trasparente – warm up, la borsa per depositare i propri indumenti, la mantellina – kway, novità molto gradita, consegnata a tutti all’arrivo, la medaglia, che abbiamo acquistato dallo stesso fornitore che realizza le medaglie della maratona di New York e per finire il tè caldo e i gelati, hanno risposto a qualsiasi esigenza del dopo gara.
La vittoria maschile è andata all’etiope Beyu Tujuba in 59’58”, seguito da Kimurer Joel 1h00’05” e Chebii Abraham 1h00’07”. Vittoria tutta tricolore per la gara femminile: la siciliana Anna Incerti ha calato in campo tutta la sua esperienza di maratoneta per battere la velocissima Jessica Augusto.
Subito dopo la gara si sono svolte le premiazioni degli atleti assoluti, e dell’atleta disabile mentale Maurizio dal Bello, che a chiuso in 1:42:10, a lui verrà devoluto il premio di società e non solo, vinto dal G.S.Bancari Romani per finanziare la trasferta alle paraolimpiadi di Atene. La vittoria nella categoria Hand Bikers è andata invece a Mauro Cratassa, Campione Italiano di HandBike su strada.
Il successo di una manifestazione grande come la Romaostia non può che avere molti artefici: quindi ringraziare qualcuno non sarebbe sufficiente. Sicuramente il grande team del G.S. Bancari, formato da atleti che ogni domenica sono presenti alle gare sul territorio, ha saputo dare da due anni a questa parte il grosso valore aggiunto che tutti gli riconoscono.
In tanti hanno deciso di non partecipare alla gara, per vestire il ruolo di responsabili dei vari settori: dall’expo alla partenza, dai rifornimenti all’arrivo. Notevole anche l’apporto delle società ‘amiche’: Trail dei due Laghi esordienti al primo ristoro, Running Evolution al 2° ristoro, con la consueta banda musicale, Atletica Sabaudia esordienti alla consegna delle medaglie.
Certamente qualcosa che non ha funzionato c’è stata: la chiusura delle due fermate più vicine alla zona di arrivo, ha creato dei disagi per coloro che dovevano rientrare con i mezzi pubblici in zona partenza. L’Atac ha messo a disposizione 10 navette che hanno fatto la spola tra la zona della fermata Castel Fusano e quella della fermata Lido Centro. Le stesse si sono però rivelate insufficienti visto l’alto numero di persone che volevano usufruirne. Così in molti hanno dovuto percorrere a piedi la strada fino alla fermata Lido Centro (2 km).
Ovviamente ci auguriamo che il prossimo anno, quando le fermate saranno nuovamente aperte, questo problema non ci sarà.
Un altro disagio è stato vissuto dagli atleti disabili. Il primo classificato, Mauro Cratassa, è arrivato circa 20 minuti prima dei primi normodotati, in un momento, cioè in cui ancora non era preparato nessuno a veder transitare un alteta sotto l’arco di arrivo. Lo speaker non ha colto il momento, e Mauro è purtroppo arrivato in un atmosfera che poteva sembrare indifferenza, ma era in realtà di impreparazione ed incredulità per il fatto che il fortissimo atleta avesse affrontato l’intero percorso in hand bike ad una velocità alla quale nessuno era abituato. Ci scusiamo dunque con lui e con gli altri partecipanti hand bikers che hanno vissuto dei disagi, ribadendo quanto promesso subito dopo l’arrivo che, cioè, dalla prossima edizione la gara dei diversamente abili, verrà organizzata tenendo conto delle particolari esigenze di questi atleti.
Chiudiamo questa ‘relazione finale’ sulla gara gridando a gran voce GRAZIE. Infinite grazie a chi ha scoperto la RomaOstia quest’anno, a chi ha corso la sua ennesima RomaOstia, a chi di RomaOstia ne ha corse 37. Grazie, infinite grazie a voi, perché ci date la determinazione e la voglia di migliorarci ed essere alla vostra altezza.

Autore: Ufficio Stampa

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Peluso

  • claudio langone pod.brienza 2000

    bravi! bel percorso e ottima organizzazione.

  • mimmo arianna i.s.s. nola

    grazie a voi!!!! per me e’ l’ennesima volta, ogni anno sempre piu’ affascinante grazie ancora!!!!

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