Curiosita slide — 23 marzo 2017

Roldano MarzoratiFausto Parigi, all’età di 53 anni diventa il nuovo Campione Italiano della 24 ore di corsa a piedi, totalizzando 230 km durante le 24 ore a disposizione, al secondo posto si è classificato Tiziano Marchesi con 224km e terzo Michele Notarangelo con 216 km. Rimangono giù dal podio i giovani Matteo Colombo e Marcello Spreafico.

Complimentissimi anche a Roldano Marzorati nonostante l’età, si conferma uno specialista della 24 ore. Ho sempre qualche domanda pronta per lui, forse le solite ma ogni esperienza può dare diverse risposte.

Ciao Roldano, com’è andata? “Senza esitazioni direi bene, sapevo in base agli allenamenti e all’ultima gara fatta, 12 ore Urban trail del Castello di Brescia, di poter corre intorno al mio personale (200,4 km).”

C’ero anch’io al suo personale a Putignano, novembre 2015 dopo aver portato a termine l’Ironman volevo vedere che significa gareggiare per 24 ore intere, partendo e arrivando a mezzogiorno e affrontando il pomeriggio, il tramonto, la sera, la notte, l’alba, la mattina. Feci appena 133km, ma ho assaporato l’esperienza e il clima che si respira non lasciandomi tentare dalla brandina che ogni tanto chiamava ma io desistevo, sapevo che se ci cascavo non mi sarei più rimesso in gara.

Soddisfatto? “I quasi 195 km totalizzati mi lasciano soddisfatto.”

Hai sofferto? “Me la cavo con una battuta: la sofferenza è compresa nel pacco gara e poi ‘No pain no gain!’.”

Hai avuto momenti critici? “Facendo il reloading della gara direi no ..avevo tutto sotto controllo e piccoli inconvenienti quali cambiare scarpe dopo 6 ore di gara od una sosta  in più di quelle previste non mi han creato disagio.”

Tutto si mette in conto, tutto fa parte della gara, ci devi stare a qualsiasi cosa ti accada, a qualsiasi cosa vai incontro, la gara è come la vita, è fatta di momenti piacevoli e spiacevoli, di partenze e arrivi, di soste lungo il percorso, di conoscenza di se stesso e di altri, è un viaggio.

Problemi durante la gara? “Ogni gara porta sempre vecchi e nuovi problemi e l’abilità sta nel riuscire a trovare soluzioni a questi.”

Vero, ogni volta può capitare un problema del quale si conosce la soluzione oppure nuovi problemi che sollecitano il fisico e la amente verso la soluzione per non annoiarsi mai e per sentirsi sempre vivi.

Esigenze particolari durante la gara? “Sì, ce ne sono state: a volte soddisfabili a volte non soddisfabili anche qui la differenza tra una buona prestazione e una mediocre la si fa anche sapendo sopperire a quello che non si può soddisfare.”

Avevi abbigliamento e integrazione idonei? “Abbigliamento in quantità ma come sempre così come parto ..arrivo, in genere di notte aggiungo e il giorno dopo tolgo ma non effettuo mai cambi.”

Ti è mancato qualcosa che non avevi considerato? “No, senza ombra di presunzione, l’esperienza di tante gare mi ha fatto ridurre ai minimi termini le cose che mi possono mancare.”

Pensieri, sensazioni, emozioni, prima, durante, dopo la gara? “Sono arrivato all’appuntamento in buono stato di forma ma non avevo aspettative particolari. Ho avvertito lo scorrere di tanta adrenalina da parte di tante persone visto che l’appuntamento era campionato italiano FIDAL e per un ristretto gruppo di uomini e donne era l’occasione per mettersi in mostra. Il dopo gara e per me un film in slow motion tutto costa fatica: doccia raccogliere le tue cose a volte articolare semplici pensieri.”

Hai scoperto ancora qualcosa di nuovo in te stesso, negli altri atleti? “Ho capito che posso ancora correre a buoni livelli nelle gare in circuito nonostante i miei prossimi 59 anni perché la differenza la fa la tua mente e quest’ultima è più giovane del corpo! Gli altri atleti sono un continuo stimolo vederli, passare, essere passato per me in queste gare c’è il più grande esempio di empatia nel perseguire i propri sogni il proprio obiettivo. C’è il più grande scambio di energia collettiva: tutti cediamo e riceviamo energia ..è una cosa STRAORDINARIA!”

Organizzata bene la gara, pacco gara, percorso, ristori, premiazioni? “Organizzazione impeccabile così come pacco gara, percorso, ristori e premiazioni. Se devo trovare qualcosa da correggere direi la mancanza dei km percorsi in tempo reale su display gara esposto sul percorso, c’erano solo i giri.”

Tifo, sostegno, famiglia, amici, com’era? “Tanto tifo, niente familiari, tanti amici runner in corsa e fuori corsa ma la persona che più mi stava a cuore: Sonia stava correndo con me e stava per ottenere un ottimo risultato! (Il terzo gradino del podio femminile).”

Le parole di Roldano emozionano sempre, parole di stima e affetto per tutti e in particolare per la sua compagna al suo fianco soprattutto nei momenti più importanti dove c’è più bisogno di presenza, supporto, coccole. Questo è il grande vantaggio dello sport condiviso.

Cambia qualcosa dopo questa prova? “No. Tutto si resetta: nuovi stimoli nuovi obiettivi non mi piace vivere su passate esperienze guardo sempre avanti: never look back!”

Come vedi i più giovani, le nuove leve, c’è un futuro per l’ultramaratona italiana? “I nuovi giovani veramente bene, si sono raccolti intorno a Luca Sala uno dei Ct della nazionale H 24 che sta facendo un ottimo lavoro, molto contento per loro: c’è futuro per l’ultramaratona!

E’ vero, era ora che i giovani venissero corteggiatori, seguiti, coccolati, apprezzati, soprattutto per uno sport di fatica, di endurance, prolungato in ore di gara e allenamento dove nessuno sa niente se non il manipolo di partecipanti considerati dai più matti da legare ma a volte anche inviati per le loro capacità di cavarsela alla lunga, di superare qualsiasi crisi o intemperia, per uscirne sempre vivi e vegeti dalle situazioni che affrontano e gestiscono.

Prossime gare, obiettivi a breve, medio, lungo termine? Sogni da realizzare? “Poche ma pesanti: NCR a maggio, campionato mondiale open H 24 a Belfast in luglio e Spartathlon a fine settembre in Grecia. Sogni quelli non mancheranno mai, mi sento e sarò sempre un inguaribile sognatore!”

Passano gli anni ma la voglia di faticare non passa per Roldano, sempre sfide continue in giro per l’Italia, Europa e Mondo a caccia di sfide, risultati e sogni da realizzare più o meno importanti.

Interessante il mondo degli ultramaratoneti che sembra essere fantastico e bizzarro, è possibile approfondire il mondo degli ultrarunner nei seguenti libri:

Matteo SIMONE

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Peluso

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