Atletica News slide — 19 luglio 2013

Arriva dai 10000 metri la prima medaglia italiana ai Campionati Europei juniores di Rieti, per merito del livornese Lorenzo Dini (nuovo personale, 29:31.11, migliorandosi di oltre 25”): un argento fantastico, frutto di una condotta di grande presenza tattica in una gara segnata da episodi quasi pazzeschi: dalla cavalcata del turco – ma kenyano di nascita – Ali Kaya, che ha doppiato tutti gli altri concorrenti insidiando a lungo anche il remoto primato europeo juniores dell’altoatesino Christian Leuprecht, e dalla incredibile volata effettuata dal russo Strelkov per l’argento con un giro di anticipo, con lo sfortunato atleta giunto poi fuori dal podio. Le gemelle Anezka ed Eliska Drahotova monopolizzano in mattinata  il podio della marcia, portando un oro ed un bronzo alla Repubblica Ceca nella prima finale degli Europei juniores di Rieti: sesta l’azzurra Anna Clemente (47:53.13 PB). Dopo una buona prova collettiva in batteria, tra uomini e donne, l’unica maglia azzurra nelle finali dei 100 metri di domani sarà quella della bolognese Silvia Corbucci. Nel salto in alto, il cagliaritano Eugenio Meloni è uno dei tre atleti che fanno tutto al prima prova, 2.12 in qualificazione e missione compiuta e terzo nelle qualificazioni dell’asta è anche il romano Alessandro Sinno (PB outdoor a 5.05). Si rivede sulla pedana del lungo il primatista italiano indoor Marcel Jacobs, bravo a cogliere un 7.45 utile per la qualificazione nel suo primo impegno all’aperto della stagione. Fatica più del dovuto la primatista italiana del triplo, Ottavia Cestonaro, per aver ragione della misura di qualificazione  con 13.01 (obiettivo fallito dalla salentina Francesca Lanciano, 12.61). Nei lanci passano il martellista MarcoBortolato (ripescato con la decima misura, 68.80) e la discobola Mariantonietta Basile (anche lei decima, 47.13). Promosso anche Federico Gasbarri nei 1500 (PB a 3:48.00). Flavia Nasella si migliora su ostacoli e 200m e chiude al 10° posto (3172 punti) la prima giornata dell’eptathlon, dove la belga Thiam sigla 1.89 come parziale dell’alto.

LE GARE DELLA PRIMA GIORNATA (pomeriggio) 

10000m M (finale): Che gara pazzesca! Da iscrizione fuori concorso il turco di origini kenyane, Ali Kaya: dopo poco più di sei chilometri il leader doppia tutti gli altri concorrenti, compreso un terzetto che lotta per le altre due medaglie, formato dal russo Mikhail Strelkov, dall’azzurro Lorenzo Dini e dal croato Dino Bosnjak.  Almeno fino al passaggio dell’8° chilometro trema anche l’annoso record europeo juniores detenuto dall’altoatesino Christian Leuprecht (già campione continentale di categoria a Varazdin 1989). Poi l’imponderabile: Kaya se ne va a vincere l’oro in una volata all’arma bianca lanciata da Strelkov, il quale non ha ben presente che a lui manca ancora un giro. Molto più presente il livornese Dini che conquista così l’argento in 29:31.11, PB migliorato di oltre 25”: era dal lontano 1994 che uno junior italiano non correva a questi livelli la distanza. Strelkov, stremato e deluso, riprende comunque il suo ultimo giro, ma solo per la medaglia di legno, mentre il bronzo va a Bosnjak.

«Correre in casa è tutta un’altra emozione! – esplode raggiante Lorenzo Dini dopo l’arrivo – Sentivo il tifo dei miei compagni, dello stadio, mi ha dato un’energia pazzesca. Alla partenza ero molto carico, ammetto che a portare a casa ‘qualcosa’ ci pensavo… ma in questi giorni sono riuscito a restare tranquillo come al solito. Ho cominciato a pensare alla gara solo nel riscaldamento». Lorenzo ha appuntato sulla maglia un nastrino bianco-verde: «Un segno che abbiamo voluto noi atleti di Livorno in onore di Vittoriano Drovandi, il nostro tecnico scomparso da poco. Lo ha indossato anche Filippo Lari ai mondiali Allievi di Donetsk, gli dobbiamo affetto e riconoscenza». Poi una nota tattica da atleta consumato «Non sono rimasto sorpreso dalla gara:  i tecnici della nazionale mi avevano prospettato questa ipotesi. All’inizio non sembrava che saremmo scesi sotto i 30’, poi i miei avversari hanno cambiato marcia e io mi sono semplicemente accodato al trenino». E l’ultimo giro? «Mi sono accorto che il russo accelerava e mi è sembrato strano, ho pensato fosse troppo presto per un cambio così brusco: infatti non l’ho seguito ma ho fatto tenuto il mio ritmo, dando tutto nel finale. Che spettacolo, sono sicuro che questa medaglia caricherà anche i mie compagni!».

Giavellotto M (qual): Un piazzamento più che onorevole per il romano di origini centrafricane JosephFigliolini: 20° alla fine con uno dei suoi migliori lanci in carriera (64.12) in una qualificazione di elevato livello tecnico: il 12° e unico ripescato, il greco Batzavalis, lancia ad appena un centimetro dal risultato richiesto di 70.20.

Asta M (qual): Se nel triplo le azzurre hanno sofferto, in modo abbastanza sorprendente AlessandroSinno conquista una meritata e abbastanza  sorprendente promozione sulla pedana dell’asta. Sorprendente perché il romano allenato da Emanuel Margesin ha dovuto comunque segnare il personale all’aperto con uno splendido primo salto a 5.05. Si qualifica anche il bronzo mondiale allievi di Donetsk, l’israeliano Lev Skorish.

Triplo F (qual): Quello che non ti aspetti, vedere due ragazze estremamente affidabili come OttaviaCestonaro e Francesca Lanciano penare le proverbiali camicie per venire a capo della qualificazione: in realtà ci riesce solo la vicentina, all’ultimo salto utile (13.01). Invece la salentina, alle prese con problemi tecnici che non gli conoscevamo, porta la sua azione rimbalzante su misure decisamente troppo corte per le sue capacità. Peccato per lei e comunque anche Ottavia deve ritornare a padroneggiare l’azione in vista della finale di domani. Le altre sono tutte lì, compresa la campionessa mondiale in carica, la spagnola Ana Peleteiro.

«L’importante è essermi qualificata – osserva Ottavia Cestonaro – ma oggi in pedana non mi sono riconosciuta. Ammetto di aver subito un po’ la pressione, ho un accredito non banale e non sono abituata ad affrontare queste competizioni da favorita. In più in tribuna c’erano tanti amici, parenti, persone che tifano per me e per tutti noi azzurri. In finale resetterò tutto, voglio affrontare la gara divertendomi come faccio sempre quando salto». La vicentina però è, come al solito, combattiva: «Forse rispetto a Barcellona sento di avere qualcosa in più da perdere, ma domani sarà completamente diverso. Sto benissimo, superata questa è tutta in discesa e torno a divertirmi».

«La delusione è doppia – dice Francesca Lanciano – perché stavo bene e perché si gareggiava in Italia, ci tenevo così tanto a far bene qui a Rieti. Sono un po’ turbata, in raduno le sensazioni erano davvero buone e sono entrata in pedana con la giusta tensione… poi però è girato tutto storto, anche il vento contrario mi ha creato problemi. Me ne vado con tanta delusione, ma la trasformerò in motivazione per fare ancora meglio nelle prossime occasioni».

200m (eptathlon): Dopo la delusione del peso Flavia Nasella rialza la testa, altro che storie: da 24.83 scende a 24.57 (con -0.6 di vento) nell’ultima prova della prima giornata, parliamo di un risultato che consentirebbe di piazzarsi anche nella finale dei 200 metri in un campionato di categoria. Un bottino di 927 che fa risalire la brava atleta romana in 10^ posizione con 3172 punti: il podio virtuale è però cristallizzato ormai da tre prove, dopo l’exploit di Nadine Visser sugli ostacoli (Thiam 3774-Linde 3700-Visser 3664). Gran gara, davvero.

«Ho iniziato questa mattina con il personale negli ostacoli  – il commento di Flavia Nasella dopo quattro prove – che sono una delle gare che mi preoccupano di più. Mi dispiace solo non essere stata in una batteria migliore… sono soddisfatta anche dell’alto e davvero felice dell’altro PB nei 200, un po’ meno del peso ma in fondo tre gare su quattro sono andate bene. Sono in forma, l’obbiettivo è migliorare il PB sulle sette prove».

Lungo M (qual): la pedana che ha visto le prime imprese firmate da Andrew Howe ispira un nugolo di buoni specialisti: in sette fanno la norma di qualificazione a 7.50 (il migliore è il danese Banjamin Gabrielsen, 7.69). La buona notizia, in chiave italiana, è il pieno recupero del texano di Desenzano Marcel Jacobs, inattivo dai tempi del suo primato italiano indoor (7.75 ad Ancona, allora battuto il vecchio limite di Roberto Veglia dopo 37 anni): è proprio l’azzurro il primo dei ripescati e il suo 7.45 (+0.1) ha anche un valore statistico, siglando l’attuale PB all’aperto del ragazzo italo-americano. Un dato che si spera largamente rivedibile nel prosieguo: magari anche dalla finale di domani pomeriggio.

«Ho litigato un po’ con la rincorsa – ha detto Jacobs, contento a metà dopo i tre salti –  e non riuscivo a trovare lo stacco ma l’avevo messo in conto visto che sono stato fermo quattro mesi causa infortunio e non gareggio dalle indoor. Per fortuna ho preso confidenza con la pedana sin dalla settimana scorsa, qui a Rieti in raduno con la nazionale. Adesso insieme al mio tecnico Gianni Lombardi analizzeremo i salti di oggi, per capitalizzarli al massimo in vista della finale di domani… se ci penso già esserci è un grande risultato, ma io vado in gara per dare il massimo e giocarmela».

Disco F (qual): Qualche insidia potrebbe nascondere il primo gruppo, disputato quando ancora c’è minaccia di pioggia: invece Mariantonietta Basile fornisce una bella dimostrazione di maturità – ricordiamo che la napoletana di Marano è classe ’95 e lo scorso anno è stata la prima allieva della storia oltre i 50 metri – con una misura di sicurezza fin dal primo lancio (47.13). Il debutto internazionale è un bel test per la varesina di Cantello, Silvia Zanini, anche se resta abbastanza lontana dai suoi lanci stagionali più riusciti: il fatto è che, per avere qualche speranza, bisognava in pratica eguagliarli. Un primo assaggio di Europei – quasi un test di lusso – per la pesista reggina Monica Cantarella, che però manda a referto tre nulli: non è che la portacolori della Cariri goda di grandi certezze tecniche in questa specialità.

400m F (batterie): Anche in questo caso, come per gli 800, si  passa direttamente in finale. Con batterie che in pratica sono semifinali, c’è poco da scherzare: La pista del “Guidobaldi” non riesce ad essere amica della aspirazioni di Lucia Pasquale, visti i precedenti tricolori che l’estrosa ragazza pugliese ha accumulato nella sua giovane carriera. Invece Ilenia Vitale toglie più di mezzo secondo al suo tempo di partenza e con 54.41 si porta a ridosso della top-10 juniores di sempre. Entrambe le azzurre sono ragazze al primo anno di categoria, particolare non trascurabile. In un contesto di eccellente valore sul piano cronometrico, alla lussemburghese Frederique Hansen non basta fare un bel primato nazionale assoluto (54.05) per passare: in finale si approda con 53.88, decisamente molto meglio che nelle ultime edizioni dei Campionati.

1500m M (batterie): Nella prima batteria vanno tutti in carrozza e quindi c’è da sparare tutto e sperare qualcosa nella seconda. Fortunatamente c’è chi impone il giudizio e di conseguenza il ritmo giusto: la promozione di Federico Gasbarri non è tra gli eventi più scontati in questi Europei e per questo la diligente condotta tattica dell’abruzzese è una piacevole sorpresa. Soddisfazione in più, il nuovo personale abbondantemente limato (3:48.00).

Alto M (qual): Solo tre atleti fanno tutto alla prima prova e uno di questi è il figlio d’arte cagliaritano Eugenio Meloni: 1.98-2.03-2.08-2.12, ma il ripescaggio premia i concorrenti che hanno fatto 2.08 almeno al primo tentativo. Quasi a far dispetto a questi ragazzi,appena finita la qualificazione, esce un bel sole dopo la pioggia battente del primo pomeriggio che ha complicato le cose.

100m M (semifinali): anche qui il peggioramento delle condizioni atmosferiche appesantisce i tempi rispetto alla mattinata: con 10.70 si va in finale, ma senza azzurri. Quello che ci va più vicino è Giacomo Isolano (10.77), mentre Lorenzo Bilotti e Luca Cassano finiscono nelle retrovie delle rispettive semifinali. L’obiettivo di un riscatto immediato c’è e si chiama staffetta. Intanto, ai piani alti del ranking, Denis Dimitrov deve impegnarsi molto più che in batteria: il suo 10.16 di accredito pre-campionati potrebbe non valere poi così tanto quando in gioco ci saranno le medaglie.

Peso (eptathlon): Di sicuro Flavia Nasella non ha nel peso il suo punto di forza, ma il mancato raggiungimento della fettuccia dei 10 metri è un grave colpo alle sue possibilità di rimanere in classifica: infatti l’azzurra scivola in fondo, mentre la belga Thiam consolida la sua leadership provvisoria.

100m F (semifinali): La pista è bagnata per il nubifragio del primo pomeriggio, il vento vira dal favorevole al contrario e il cronometro improvvisamente non è più amico: però la francese Stella Akakpo è sempre più leader del gruppo (11.39 con -1.0 di vento), trascinando in finale anche SilviaCorbucci (11.97, quinto tempo delle semifinali). L’altra azzurra, Sabrina Galimberti, non parte benissimo e poi – vedendosi nelle retrovie – tende anche ad ingobbirsi e disunirsi: peccato, perché in mattinata, dopo un balletto di cifre, era stato invece ufficializzato il suo nuovo personale (11.81).

800m F (batterie): Si salta un turno e quindi le batterie valgono per l’accesso diretto alla finale di domani. Non c’è Jessica Judd, la britannica da meno due minuti in stagione, già precettata per il Mondiale dei grandi a Mosca: ma c’è l’islandese Anita Hinriksdottir, reduce dal successo in chiave “gialla” ottenuto ai Mondiali U18 di Donetsk (oro dopo essere stata squalificata e poi riammessa in semifinale). Joyce Mattagliano, la triestina nata nella Sierra Leone, vuole giocarsela in prima fila: passa in 60”2 e oggettivamente è un po’ troppo per le sue attuali possibilità. Poi finisce un po’ sulle ginocchia e così resta lontana da un personale che – con una strategia più conservativa – sarebbe sicuramente arrivato.

RISULTATI/Results

Campionati Europei Juniores 
Rieti (18-21 luglio)
Gli azzurri in gara

Prima giornata (giovedì 18 luglio)
10000m marcia F (finale): (1) Anezka Drahotova CZE 44:15.87, (2) Oksana Golyatkina RUS 44:21.03, (3) Eliska Drahotova CZE 44:45.27, (6) ANNA CLEMENTE 47:53.13 PB, (14) MARIAVITTORIA BECCHETTI 50:00.17, (NP) ALESSIA COSTANTINO squal
Peso M (qual): (14) Gian Piero Ragonesi 17.95 PB (E), (15) Lorenzo Del Gatto 17.75 (E)
100hs (eptathlon): (13) Flavia Nasella 14.66/+0.5 PB (887)
100m F (batterie): (2)b4 Silvia Corbucci 11.80/+1.1 (10^ Q), (4)b3 Sabrina Galimberti 11.89/+1.3 (12^ Q)
100m M (batterie): (3)b3 Giacomo Isolano 10.55/+0.6 PB (9° Q), (4)b4 Lorenzo Bilotti 10.62/+1.1 PB (17° Q), (3)b5 Luca Cassano 10.60/+0.5 (15° Q)
400m (batterie): (5)b4 Mirko Romano 48.16 PB (21° E), (6)b1 Luca Cropelli 48.57 (26° E), (7)b2 Francesco Conti 48.14 (20° E)
Alto (eptathlon): (13) Flavia Nasella 1.68 (1717)
Martello M (qual): (10) Marco Bortolato 68.80 (Q)

800m F (batterie): (6)b2 Joyce Mattagliano 2:11.30 (15^ E)
Peso (eptathlon): (17) Flavia Nasella 9.98 (2245)
100m F (semifinali): (3)sf1 Silvia Corbucci 11.97/-1.0 (5^ Q), (8)sf2 Sabrina Galimberti 12.32/-0.9 (16^ E)
100m M (semifinali): (8)sf1 Lorenzo Bilotti 10.96/-1.5 (23° E), (6)sf2 Giacomo Isolano 10.77/-0.9 (15° E),
(7)sf3 Luca Cassano 10.95/-1.4 (22° E)

Alto (qual): (1)= Eugenio Meloni 2.12 (Q)

1500m (batterie): (7)b2 Federico Gasbarri 3:48.00 PB (7° Q)

400m F (semifinali): (5)b2 Ilenia Vitale 54.41 PB (11^ E), (7)b1 Lucia Pasquale 55.27 (20^ E)

Disco F (qual): (10) Mariantonietta Basile 47.13 (Q), (23) Silvia Zanini 42.13 (E), (NC) Monia Cantarella NM (tre nulli) (E)

Lungo M (qual): (8) Marcel Jacobs 7.45/+0.1 PB (Q)

200m (eptathlon): (10) Flavia Nasella 24.57/-0.6 PB (3172)

Triplo F (qual): (6) Ottavia Cestonaro 13.01/-0.9 (Q), (16) Francesca Lanciano 12.61/-0.8 (E)

Asta (qual): (3) Francesco Sinno 5.05 PB (Q)

Giavellotto M (qual): (20) Joseph Figliolini 64.12 (E)

10000m M (finale): (1) Ali Kaya TUR 28:31.16, (2) LORENZO DINI 29:31.11 PB, (3) Dino Bosnjak CRO 29:59.07, (9) MIRKO PARTENOPE 31:49.29, (NC) NEKAGENET CRIPPA ritirato

 

ufficio stampa fidal

nella foto – Lorenzo Dini (Foto Colombo/FIDAL)

 

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Peluso

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