Atletica News slide — 20 luglio 2013

All’ultimo salto di una finale drammatica la vicentina Ottavia Cestonaro conquista l’oro europeo nel triplo: 13.41 (-0.5) per l’azzurra – fino a quel momento sesta in classifica – capace di strappare l’oro alla romena Elena Panturoiu (leader provvisoria con 13.36). Il bronzo va alla spagnola Ana Peleteiro (13.29), campionessa mondiale in carica. Subito dopo arriva, inatteso, il bronzo di Marco Bortolatosulla pedana del martello (73.43 al quarto lancio per il ragazzo di Udine). Lorenzo Perini si aggiudica il confronto diretto in semifinale con il francese Wilhem Belocian (bronzo mondiale in carica): sotto la pioggia l’azzurro fa 13.53 (-0.8), secondo tempo del turno (lo svizzero Brahian Pena 13.52 nella prima semifinale) e domani si batterà per una medaglia.  Il titolo dei 100 va al britannico Chijindu Ujah (10.40 con -1.5 di vento) e alla francese Stella Akakpo (11.52) tra le donne, dove l’azzurra Silvia Corbucci è sesta (12.05/-1.0). Brava nell’eptathlon la romana Flavia Nasella, ottava con 5323 punti (PB), come pure Mariantonietta Basile nel disco (48.45): mentre nel lungo Marcel Jacobs paga un nullo marginale nel primo salto e poi chiude nono (7.20).

LE GARE DELLA SECONDA GIORNATA

Disco Donne (finale): Mariantonietta Basile inizia un po’ titubante, sembra ormai fuori gara, ed invece scala la classifica con un bel terzo lancio da 48.44 che la proietta tra le prime otto d’Europa. E poi non molla, arrivando a 48.45 nell’ultimo turno: per la napoletana di Marano una prestazione che conferisce una dignità internazionale alla sua stagione, anche se ancora manca quel lancio da 50 metri che le era riuscito lo scorso anno da allieva. E in ogni caso parliamo di una ragazza al primo anno di categoria che compirà 18 anni martedì prossimo, 23 luglio.

200m Uomini (batterie): Il capofila azzurro “Fausto” Desalu, quarto in Europa quest’anno, deve vedersela subito con il bulgaro Denis Dimitrov, fresco argento sui 100 metri: il finanziere di Casalmaggiore indulge nel solito, inutile vezzo di rialzarsi quando si vede davanti, in ogni caso una buona dimostrazione di forma (21.28).Evidentemente l’aria fresca della serata influisce sugli atteggiamenti incomprensibili dei nostri ragazzi: Pietro Pivotto fa il personale (21.42 nella prima batteria) eppure si lascia andare ad un gesto di stizza quando arriva la traguardo preceduto dal britannico Reid (20.85) e dall’irlandese Lawler. L’unico effetto è quello di perdere qualche centesimo. Anche il beniamino locale Enrico Nobili fa felice la tribuna e così saranno tre gli azzurri in semifinale domani.

Lungo Uomini (finale): Sfuma in un primo salto nullo per un’unghia tutta la tensione di MarcelJacobs: era un bel balzo e, con ogni probabilità, avrebbe consentito all’azzurro una classifica ambiziosa, da mettere alla prova negli altri turni di finale. Purtroppo o per fortuna, l’atletica è pur sempre una disciplina tendenzialmente esatta e quindi Marcel deve accontentarsi di una scomodissima nona posizione (7.20 e 7.17 gli altri due salti): da prendere come base di partenza per un talento da valutare soprattutto in prospettiva dopo le imprese invernali e l’infortunio primaverile. La finale poi si infiamma negli ultimi due turni, entusiasmando il pubblico della Tribuna Terminillo.

200m Donne (batterie): Il primo turno vale per l’ammissione diretta in finale e questo traguardo è sicuramente fuori portata per le due azzurre: le prestazioni di oggi, su questa pista, attestano in ogni caso di una preparazione molto accurata per Johanelis Herrera (24.23) e per Martina Piergallini(24.48), entrambe in un ranking buono per le semifinali virtuali sulla distanza. Considerata la condizione di Silvia Corbucci, una buona base per provare a conquistarsi una finale con la staffetta.

Martello Uomini (finale): Il cielo su Rieti è nero, ma l’Europeo è sempre più azzurro: come nel triplo, la pedana costringe i protagonisti della finale a capolavori di equilibrismo, ma il nostro MarcoBortolato non se ne cura. Il colosso di Udine, portato in pedana dall’ex primatista italiano Mario Vecchiato, è di certo in giornata: lo si vede fin dal primo lancio, che gli assicura un 72.54 in piena sicurezza in vista del prosieguo. Quando poi, al quarto turno, la palla di ferro arriva a 73.43 e promuove l’azzurro in terza posizione, il pensiero corre subito all’impresa di Lorenzo Povegliano – altro prodotto della scuola di Vecchiato – che in condizioni analoghe vinse addirittura l’oro a Tampere 2003, giusto dieci anni fa. I primi due, il russo Pronkin e l’ungherese Pasztor, sono francamente irraggiungibili, epigoni di scuole leggendarie della specialità in campo mondiale. Marco manca il personale di circa mezzo metro, ma tutti gli altri restano dietro e oggi è l’unica cosa che conta.

800m (eptathlon): Assolutamente di parola Flavia Nasella: aveva messo in preventivo un miglioramento in questi 800 metri (dell’ordine dei 2’21”, ha fatto 2:21.49), un piazzamento nelle prime otto di questo Europeo (ha colto proprio quel piazzamento) e un nuovo personale nel punteggio complessivo (è passata da 5200 a 5323 punti, entrando tra le prime 10 juniores italiane di sempre: scalzata la neo-campionessa continentale del triplo, Ottavia Cestonaro). Un premio anche per il tecnico romano Vincenzo De Luca, che guida i progressi di questa ragazza eccezionale. In ogni caso una gran gara in senso complessivo: con 6298 punti la belga Nafissatou Thiam si installa al settimo posto continentale all-time e anche la svedese Sofia Linde supera il muro sempre significativo dei 6000 punti. La divina Carolina Kluft, ora in disarmo, ha davvero delle degne eredi, in casa e fuori.

Triplo Donne (finale): Una gara drammatica, difficile e spettacolare: al di là delle misure che oggi – in condizioni ambientali sfavorevoli – possono avere un valore relativo. Sesta fino all’ultimo turno di salti con 13.12, a dispetto di una continuità sostanziale, Ottavia Cestonaro piazza il match-point con un 13.41 (-0.5) che uccide le speranze delle rivali e scatena la gioia del babbo, Sergio, tecnico da sempre dell’azzurra. Con la spagnola Ana Peleteiro, campionessa del mondo in carica, brava a salvare almeno il bronzo in una stagione per lei complicata dagli infortuni, l’azzurra strappa il titolo alla romena Elena Pantoroiu, in testa alla classifica fin dal secondo turno con 13.36. Irriconoscibile ieri in qualificazione, il neo-acquisto della Forestale ha tirato fuori la sua proverbiale grinta nell’unico momento che contava, lasciando fuori dal podio la bicampionessa mondiale allieve Florentina Marincu (13.23 per la giovane romena, che aveva ormai in pugno la medaglia di bronzo).   

100m Donne (finale): Oggi non si può correre forte, è evidente: ma le gerarchie uscite dai turni eliminatori non vengono alterate più di tanto. Stella Akakpo era stata la migliore sia in batteria (11.26 il miglior crono visto qui a Rieti), sia in semifinale. Una nuova dimensione internazionale, in questa bella stagione, per l’azzurra Silvia Corbucci  (sesta): forse con un paio d’anni di ritardo, a causa di infortuni a ripetizione. Nella prova maschile, vinta dal britannico Chijindu Ujah (10.40/-1.5), non era riuscito a centrare una medaglia il ceco Stromsik, che aveva impressionato ieri: invece nella finale femminile arriva il bronzo un po’ inatteso della connazionale Seidlova.

110hs Uomini (semifinali): Dalle batterie della mattinata cambiano completamente le condizioni meteo: pioggia leggera, pista bagnata e vento contrario. Dopo aver ammirato lo svizzero di colore Brahian Pena nella prima semifinale (13.52), la seconda offre un ghiotto confronto diretto tra il bronzo mondiale Wilhem Belocian e il nostro Lorenzo Perini: stavolta il francese corre sul serio, non ci sta assolutamente a mollare un centimetro. L’azzurro, che talvolta ha sofferto il turno intermedio, stavolta dimostra la sua crescita sul piano mentale e mantiene la leadership, anche se con 13.53 fa un centesimo peggio di Pena. Nota a margine, non parte il britannico David King. Una bella conferma per l’altro azzurro Davide De Marchi, che arriva a 12/100 dal ripescaggio per la finale eguagliando con 14.07 il suo PB pre-Europei.    

Giavellotto (eptathlon): Le indicazioni tecniche di Elio Olevano danno frutto: va sempre più lontano il giavellotto di Flavia Nasella, con una tecnica abbastanza elementare ma efficace. La romana passa da 37.53 a 38.13 e recupera la decima posizione in classifica: ora, conti alla mano, l’obiettivo diventa quello dei 5300 punti in caso di personale eguagliato nell’ultima prova degli 800 metri. Con Thiam e Linde autrici dei due migliori parziali, a Lindemans e Visser non resta che lottare per il bronzo.

 

ufficio stampa fidal

 

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