Cronaca — 15 dicembre 2009

Dedico con poche righe  questa mia 35^ maratona alla mia fatina (mia moglie), che nell’arco di 45 giorni ha subito 2 interventi chirurgici. Alla soddisfazione personale di aver centrato l’obiettivo minimo prefissato, vorrà  dire arrivare al traguardo con le proprie gambe, alla fine è stato cosi semplice che la felicità è stata più forte della sofferenza per tutta la durata della gara. Una maratona voluta, nonostante una non perfetta preparazione.
Ritornando alla manifestazione sportiva, la Maratona di Reggio Emilia è una delle migliori organizzata in Italia, data anche dalla   forte partecipazione di volontari, capitanata il tutto dal super Presidente Paolo Manelli. Un valore aggiunto è lo speaker modenese Brighenti, che non gli sfugge nessun atleta all’arrivo, chiamandolo per nome, cognome, società e provenienza. Poi la scelta del percorso aiuta molto, per il fatto che la prima parte è in  leggera  salita, e la seconda parte piuttosto scorrevole per la leggera discesa, e questo aiuta molto l’atleta, guarda caso una buona percentuale di runners fanno il proprio personale. 
Correre una maratona rappresenta una preparazione almeno di 2-3 mesi, il tutto con allenamenti piuttosto duri, poi non mancano momenti brutti, come infortuni, problemi familiari lavoro ecc. Ogni maratona è a sé, bisogna correrla e finirla per poi commentarla per il risultato ottenuto, come molti campioni rimangono scottati, che confermano che ogni gara è diversa dalle altre. Raggiungere il traguardo di una maratona rimane  nella mente per molto tempo, poi raccontare gli ultimi metri l’emozione che si prova, e più della volte è quasi impossibile raccontarla.
Per la cronaca ho corso la maratona in 3h.48’20’, in classifica generale 1396 assoluto.
Per finire volevo ringraziare tutti i miei amici e familiari e in particolare Carmine, Peppe, Paolo Maurizio, Cavaliere, Osvaldo, Antonio e Paola per il sostegno avuto.
Arrivederci alla prossima Maratona di Roma  21 marzo 2010.


    

Autore: Valentino Ristallo

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