Maratone e altro slide — 23 ottobre 2012

Lo scorso week-end è stato dominato dalla disputa della maratona di Amsterdam. La gara olandese è famosa da diversi anni per la scorrevolezza del suo percorso che consente sempre di ottenere tempi molto validi, e così è stato anche quest’anno.
La stessa presenza delle lepri non va oltre il consueto, così che questa corsa non è classificabile fra le “gare di plastica” contro le quali abbiamo scritto così spesso. Certo che una gara senza lepri, a parità di forze in campo, introduce anche l’importantissimo momento della capacità tattica, che non è da tutti e che spesso produce risultati inattesi, come abbiamo visto anche alle recenti Olimpiadi di Londra.
Ad Amsterdam le cose sono andate secondo i piani. Il passaggio degli uomini alla mezza, principale punto di riferimento, è avvenuto in 1:03.06, cioè molto veloce ma non pazzesco.
Ai 30km i migliori sono transitati in 1:29.51, sullo stesso ritmo cioè dei km. precedenti.
La decisione della gara è avvenuta nei 5km fra il 35^ ed il 40^, dove il parziale è stato molto, molto veloce. Il vincitore Wilson Chebet è infatti stato capace di far segnare un crono di 14.19 sui cinque chilometri! Gli altri componenti del gruppetto di testa si sono via via sgranati, e la lista dei loro tempi nel parziale segna anche la loro posizione all’arrivo.
Così alle spalle del vincitore troviamo l’etiope Abrha Gebretsadik (2:06.21), e poi Bentayehu Assefa (2:06.22), Feyisa Bekele (2:06.26), Abraham Girma (2:06.48) e Mulugeta Wami (2:07.11).
Il Kenya si è così preso la soddisfazione di vincere una corsa che, tradizionalmente, era stata appannaggio dei rivali etiopi.
Scorrendo l’ordine d’arrivo abbiamo la sorpresa di trovare al 12^ posto l’olandese Michael Butter, che è stato capace di chiudere in 2:09.58. Si tratta di una prestazione notevole per un europeo, che lodevolmente viene da un rappresentante della buona scuola del piccolo paese dei tulipani.
Sono solo cinque quest’anno gli europei che sono stati capaci di correre la maratona in meno di 2:10.00, ma i due francesi (Tambwe e Kiprotich) sono africani naturalizzati a carriera già avanzata.
In campo femminile l’Etiopia si è presa una bella rivincita, come spesso accade, con Meseret Hailu che ha concluso da sola una corsa regolare, senza strappi violenti, salvo lo scattino che le ha consentito di andare a vincere. Il suo tempo è stato di 2:21.09. Entrambi i vincitori hanno così siglato il nuovo record del percorso.
Alla spalle della Hailu, molto bene ha fatto Eunice Kirwa (2:21.41) e si sono difese Genet Getaneh (2:25.38) e Diana Chepkemoi (2:27.32).
Complessivamente la gara femminile è stata tecnicamente inferiore a quella maschile.

Italia

Questa settimana in Italia si sono corse tre maratone di seconda fascia, abbastanza interessanti.
Con partenza ad Arona si è disputatala Maratona del Lago Maggiore, una manifestazione piuttosto recente ma che è già riuscita a ritagliarsi un suo spazio nel panorama nazionale. Per noi la nota più interessante l’ha fornita Benazzour Slimani, origini marocchine ma cittadinanza italiana ben consolidata, che ha messo tutti in fila andando a vincere dopo 2:14.59 di corsa. Alle sua spalle una fila di africani, battuti a sorpresa, e poi suo fratello Kaddour, sesto in 2;19.49
Il materiale per tentare di ricostruire una squadra degna di questo nome, tutto sommato ci sarebbe anche, ma forse manca proprio la voglia d’impegnarsi in un lavoro che sarebbe, comunque, lungo e difficile.
In campo femminile ha vinto l’etiope Gudeta Kenemi in  2:37.30 e solo quinta la migliore delle italiane, Francesca Marin.
A Pescara si è corsala Maratona Dannunziana, una gara davvero modesta, con solo 216 arrivati al traguardo e vinta da Alessandro Calzolari (2:34.03) e da Daniela Hajnal (3:08.43)
Invece grande successo per l’Ecomaratona del Chianti, corsa nella parte senese del famoso distretto vinicolo. Questa corsa infatti, ha un tracciato non particolarmente difficile, ma reso nervoso dai continui saliscendi e dai numerosi attraversamenti di terreni agricicoli, prime fra tutti le famose vigne, ma anche gli uliveti ed i boschetti che compongono il paesaggio toscano, al quale i colori dell’autunno conferiscono una ancor più struggente bellezza.
I vincitori, alla fine, sono risultati essere Francesco Caroni e Monica Casiraghi, ma tutti i partecipanti sono tornati a casa, ne siamo certi, col cuore pieno di nostalgia
Torneranno!

Le maratone della settimana nel mondo

 Autore Franco Anichini

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