Maratone e altro — 26 maggio 2010

Surgéres


Venticinquesima edizione della mitica “48 heures pedestres de Surgéres” che si è corsa come sempre sulla piccola pista in cenere della cittadina francese, situata vicino alla costa dell’Oceano Atlantico, nei pressi di La Rochelle. Nella lunga storia di questa incredibile corsa troviamo tutti i più bei nomi dell’endurance mondiale, a cominciare dal sette volte vittorioso Yiannis Kouros, detentore del record con 473.495km nel 1996, proseguendo con Martin Fryer, Tomas Rusek, il mitico Gilbert Mainix, già primatista della Sei Giorni di corsa, da Seigi Arita, Alain Mallereau fino all’altro grande francese Jean-Gilles Bussiquet.
Ed anche le signore non sono da meno, dal momento che il rcord della corsa era detenuto da Mami Kudo, la giapponese primatista mondiale delle 24 ore, che qui nel 2009 ha percorso 385.130km. Poi Sumie Inagaki, vincitrice con record quest’anno, la grande americana Sue Ellen Trapp, Edit Berces, Irina Reutovich, Pamela Reed, che fu capace di vincere una Badwater battendo tutti gli uomini, fino a risalire alla partecipazione di Eleanor Adams-Robinson, che invece la Badwater l’ha inventata, battendo tutti gli uomini nella prima edizione.
Di fronte a tanta storia gloriosa, anche l’edizione 2010 non poteva essere da meno. Il fascino di questa gara è tale che è riuscita a strappare al Campionato del Mondo delle 24 ore molti dei migliori specialisti, accogliendoli sulla sua minuscola (325 metri) pista. Il vincitore è il migliore ventiquattrista in circolazione, quel Ryoichi Sekiya che lo scorso anno arrivò per primo a Sparta alla fine di una grande Spartathlon. Egli ha corso a Surgéres un buon  407.966, ed ha preceduto il finlandese Mikael Heerman (382.317), il danese Lars Christoffersen (372.963), Emmanuel Conraux, campione mondiale di deca-ironman (!), Wolfgang Schwerk e Daniel Oralek.
Ma la prestazione tecnicamente più notevole l’hanno fornita le signore, grazie soprattutto alla lotta fra le giapponesi Sumie Inagaki e Mami Kudo, la primatista mondiale delle 24 ore.
Nella prima metà è stata Mami Kudo a condurre, arrivando a realizzare un “passaggio” alle 24 ore pari a km. 232.649, una prestazione che le avrebbe valso l’argento mondiale! Ma Sumie non era molto lontana: 227.520 nelle 24 ore. Nella succesiva giornata (e nottata) di corsa Sumie ha ribaltato la situazione, finendo con 397.103, record mondiale. Una esausta Mami Kudo ha concluso con 362.704km, davanti alla russa Galina Eremina ed alla czeka Michaela Dimitriadu.
Sarebbe interessante poter seguire qui, in futuro, qualcuno dei nostri migliori, a cominciare da quel Tiziano Marchesi che detiene un grande primato italiano

100km

Campionato nazionale francese a Chavagnes su di un percorso collaudato, che in passato ha ospitato anche campionati mondiali ed europei. Bel risultato di massa, ma poco di nuovo per quanto riguarda il riscontro tecnico. Interessante il vincitore della prova maschile: si tratta di Regis Raymond, un maratoneta di seconda fascia abituato a correre molto durante l’anno, con risultati tecnicamente anche apprezzabili. Per questo motivo potremmo definirlo un Calcaterra d’oltralpe in formato ridotto, visto il divario esistente fra i due. A Chavagnes ha vinto la sua prima 100km importante nel buon tempo di 6:49.22, davanti al più noto Bernard Bretaud (6:58.55) ed a Mickael Jeanne (7:15.21). Deboluccia la gara femminile, vinta dall’eterna Magalì Reymonenq Maggiolini, alla quale è bastato correre in 8:21.13 per aver ragione di Christiane Lacombe (8:28.59) e Eugenie Monteil (8:40.27).
Sempre in Francia si è corso anche a Steenwerk, nei pressi del confine col Belgio. Anzi si è corso due volte, in quanto questa originale manifestazione propone una corsa di notte ed una di giorno. Gli atleti possono scegliere a quale prendere parte, anche se la maggioranza si oreinta nettamente verso quella notturna: 160 arrivati contro 25. Il dettaglio tecnico quest’anno è modesto, vista la coincidenza col campionato nazionale. Hanno vinto Philippe Masset (8:18.01) e Alain Grasset (8:49.43) fra gli uomini e Sophie Commont (9:48.06) e Nicole Dubois (12:52.09) fra le donne.

Gare a tempo

Il campionato russo delle 24 ore si è svolto regolarmente a Mosca su pista, appena una settimana dopo il mondiale, dove invece la Russia non ha combinato granchè. Quello della razionalizzazione del calendario sarebbe uno dei problemi da affrontare per favorire uno sviluppo ulteriore delle discipline ultra, ma questo per ora non avviene.
A Mosca ha vinto Gennady Kaisin con 248.201, davanti al giovane (classe 1988) Timur Ponomarev che ha coperto 245.049km, ed è la vera novità della disciplina. Chissà, forse un giorno riusciranno a portarlo al mondiale! Seguono Aleksandr Aksyuta (243.699), Andrey Zemtsov (228.726) e Vasily Dyukin (202.516). Irina Koval è stata la prima donna con 177.831
Assai più modesta la gara canadese di Drummondville, vinta da Jean-Charles Daoust con 182.647. Molto migliore la gara francese di Sené, sostanzialmente riservata agli esclusi di Brive, che se la sono cavata niente male, a cominciare da Jean-Marc Bordus con 241.684, seguito da Christian Efflam (222.888) e da Jean-Francois Herruis (221.545). Nadine Lamare è stata la prima donna con 169.183.
In Brasile si è corsa una 24 ore a Santa Maria, stato del Rio Grande do Sul, dove ha vinto l’amico argentino Gerardo Hector Re, fino a poco tempo fa curatore dell’ottimo sito www.megainformes. Non straodinaria la sua misura (191km) ma bravo lo stesso! La prima donna è stata Maria das Gracas Bittencourt con 150.550


 

Autore: Franco Anichini

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