Maratone e altro — 30 settembre 2010

Spartathlon: grande Ivan!


Ivan il Terribile ha colpito ancora! Dopo il bronzo mondiale delle 24 ore, conquistato in primavera a Brive, ha affrontato la durissima prova della Spartathlon, che già lo scorso anno lo vide comportarsi molto bene, anche se lontano dal podio. Che quest’anno le cose volgessero al meglio lo si è capito subito, quando già al cancello di Megara (40km) Ivan è transitato vicinissimo al gruppetto dei primi. Lo scorso anno, lo ricordiamo, un forse eccessivo timore reverenziale lo aveva invece portato a perdere delle ore, addirittura, nella prima parte di gara.
Già all’attraversamento dell’Istmo di Corinto Ivan si era portato in testa: pochi minuti sull’olandese Lantink e sul glorioso ma anziano brasiliano Valmir Nunes. Il suo vantaggio andava via via aumentando, senza diventare mai incolmabile, a causa della caparbia resistenza dell’olandese. Invece Nunes abbandonava la compagnia dopo circa 130km di corsa, quando gli emerodromi si trovavano ad affrontare i boschi ed i monti dell’Arcadia, resi cupi dalla notte incombente.
E’ in questa fase che Ivan il Terribile ha dimostrato tutta la saldezza del suo animo friulano! Si, perchè l’olandese si dannava l’anima per recuperare su di lui, ed ad un certo punto ci era quasi riuscito, ma Ivan riprendeva la sua andatura implacabile e raggiungeva per primo il traguardo di Sparta, davanti all’alluce della brutta statua di Leonidas, il re spartano che venne mandato a morire in battaglia contro i persiani per riscattare l’onore perduto dei militaristi codardi della sua città.
E’ la prima volta che un italiano vince questa corsa, massacrante forse più sul piano psicologico che fisico, ed è una vittoria che resterà nella storia!


S.Giovanni Lupatoto


La gara veronese ha ritrovato quest’anno slancio grazie alla buona idea degli organizzatori che hanno ridotto la distanza da 24 ore a 100km ed hanno introdotto una Sei Ore, una novità nata dalle richieste degli atleti in preparazione per il mondiale di Gibilterra, desiderosi di un probante collaudo ma non diposti ad affrontare la distanza completa.
Ed è proprio dalla Sei Ore che sono venute le cose migliori. Monica Carlin ha offerto una buonissima prova di efficienza dopo la delusione di Galway: il dolore al piede non dà più fastidio e la forma sta migliorando. Ne è riprova il buon risultato ottenuto (79.804) che migliora un vecchio primato italiano ottenuto nel 2004 da una acerbissima Paola Sanna, ma che conforta soprattutto per le belle prospettive mondiali che apre. Il record italiano è invece sfuggito a Marco Boffo, a causa di ripetuti attacchi di crampi che lo hanno costretto ad un paio di fermate. Il veneziano non è nuovo a questo genere d’inconvenienti, che preoccupano in vista di Gibilterra. Incrociamo le dita!


Le 100km


Molte e valide le 100km in programma in questo week-end. Cominciamo da quella di Millau, in Francia, che è una delle più vecchie d’Europa ma che è vivissima ancora oggi, Ne fanno fede gli oltre 1300 arrivati, cioè molti di più rispetto al nostro Passatore, ma il livello tecnico rimane piuttosto modesto anche a causa del percorso molto ondulato. La positiva novità di quest’anno è l’esordio sui 100km di un buon maratoneta da 2:25, Michael Boch, cha ha vinto facilmente in 7:12.59, tempo che risente appunto del percorso. Seguono Regis Lacombe (7:37.20) e Eric Trabut (7:51.32). Davvero modesta la gara femminile, vinta da Sylvie Boissy in 9:05.06
 A Santa Cruz de Bezana si è invece celebrato il campionato nazionale spagnolo. Si tratta di una manifestazione di grandi tradizioni, che quest’anno ha però espresso un risultato tecnico e partecipativo piuttosto modesto. Il titolo nazionale è andato a Miguel Angel Jimenez nel tempo di 7:26.53, seguito da lontano da Fernandi Fernandez (7:47.20) e da Teofilo Conde (7:58.09). Migliore, contrariamente al solito, la corsa al femminile, grazie alla lotta ingaggiata fra la giovane Cristina Gonzalez Garcia (8:51.45) e la sperimentata Eva Maria Esnaola (8:56.29) che hanno duellato fino all’ultimo.
A San Miguel del Monte c’è stato il campionato nazionale argentino, vinto da Eduardo Redondo in 8:03.51, davanti a Ricardo Rojas (8:27.39) e all’uruguayano Alejandro Caceres (8:38.44), nuovo record nazionale, mentre il titolo femminile è andato all’esordiente Soledad Virasoro in 9:36.33


Gare a tempo


Una buona gara a tempo si è corsa a Brugg, in Svizzera, sulla doppia distanza di 24 e 12 ore.
Nella gara principale ha vinto lo svizzero Christian Fatton con 235.811, niente male, seguito da Simon Schmid con 221.657. Nella 12 ore è interessante il risultato delle donne, prima e seconda assolute: Julia Fatton 122.105 e Gabriele Werthmuller 120.542
In Inghilterra si è gareggiato su pista a Tooting Bec, quartiere di Londra, in una prova molto antica, che attraversato un periodo di crisi finchè non è stata presa in mano dallo Sri Chinmoy Marathon Club che l’ha rilanciata. Ha vinto il capo-scuola svedese Reima Hartikainen con  208.344 davanti a Paul Fernandez con 204.362, La prima donna è stata Monique Hollinshead (167.848) in una gara molto disturbata dalla pioggia.
Un’altra 24 ore si è corsa su pista a Ottawa, in Canada, anche questa organizzata dallo Sri Chinmoy Marathon Club, dove ha vinto Paul Chennery con 214.411km mentre ancora più onore si sono fatte le signore Theresa McGrath (205.629) e Dipali Cunningham (190.075). Quest’ultima è una australiana specialista delle gare ancora più lunghe, tipo Sei Giorni.
Negli Stati Uniti si è corsa un’altra 24 ore, a Rockingham NC, vinta dal lituano Rimas Jakelaitis con 205.481, mentre la prima donna è stat

Autore: Franco Anichini

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