Maratone e altro — 01 dicembre 2009

No Finish Line

Nonostante il titolo ambizioso, la gara di Monaco si è conclusa il 22 novembre, dopo otto giorni di corsa. Lo scopo della prova è di raccogliere fondi, in base al numero complessivo di chilometri percorsi dalla totalità dei partecipanti. Per contribuire allo scopo, nel Principato qualche giro lo fanno praticamente tutti, a partire dal Principe Alberto fino ai ragazzini delle scuole. Questo lodevole intento finisce però per creare un certo caos, aumentato dal fatto che si corre sul molo e quindi il percorso viene di tanto in tanto accorciato per fare posto all’attracco di qualche nave da diporto. Lo scorso anno gli organizzatori andarono nel pallone e solo grazie al paziente lavoro di nostri connazionali fu possibile accreditare Monica Casiraghi di un risultato credibile, sul quale però permangono alcuni dubbi, ritenendo alcuni dei presenti che la distanza percorsa sia stata maggiore.
Si, perchè nell’ultima giornata di gara alla classica Otto Giorni si aggiunge una 24 ore, che vede spesso la partecipazione di atleti di grande rilievo.
Così è stato anche quest’anno, con una prestazione maiuscola ad opera dell’irlandese Thomas Maguire che, salvo errori di conteggio, ha percorso 248.392km, record nazionale, seguito da Emmanuel Fontaine, fratello della campionessa del mondo Anne-Cecile, che ha realizzato il suo personale con 243.570. Bene anche l’anziano Christian Leroux, già nazionale dei 100km, con 225.118. La centista Magali Reymonenq Maggiolini si è provata sulla distanza maggiore, concludendo con un incoraggiante risultato di 205.756.
A proposito di centisti che allungano, va segnalata la prova di Diego di Toma, con 171.900, che di per sè non sarebbe nulla di speciale, ma Diego ha corso solo per diciannove ore il che lascia intendere la possibilità di sensibili miglioramenti.  Invece Enrico Bartolini si è fermato dopo 15 ore e mezzo, quando aveva percorso 143.780km
Nella corsa di Otto Giorni i migliori sono stati il norvegese Trond Sjavik con 922.460km (mamma mia!) e la francese Christine David con 901.714, seguita a sua volta da Gerard Bertin (854.410), dal greco Nikos Thanos (827.160) e da Alexandre Forestieri (779.314)

50 miglia JFK

La distanza delle 50 miglia è molto popolare negli Stati Uniti, sia in preparazione delle classiche 100 miglia, sia come test per i 100km. Solitamente però si corre in natura. Questo vale anche per la gara in memoria di JFK che è la maggiore del Paese e raccoglie sempre oltre mille corridori (1030 arrivati quest’anno). Il percorso risulta piuttosto veloce anche se transita per i monti Appalachian. Quest’anno ha vinto Greg Crowther, già nazionale dei 100km, che ha impiegato 5:50.13 battendo praticamente allo sprint Michael Arnstein (5:50.58). Seguono Matt Woods (5:54.10), Hal Koerner (6:05.02) e Chad Ricklefs (6:06.51). La prima delle signore è stata la 27enne Devon Crosby Helms (6:29.21), che ha preceduto Scott Jurek, davanti a Meghan Arbogast (6:56.05) e Annette Bednosky (7:02.52). Ricordiamo che 50 miglia corrispondono a 80.467km

Rio de Janeiro

Una citazione a parte la merita la corsa di 24 ore su pista che si è svolta a Rio de Janeiro, organizzata dai “Fusileiros Navais” che corrispondono ai più noti marines americani.
Ben 150 partecipanti per una gara del genere non sono davvero pochi, anche se il Paese vanta una notevole tradizione in questo settore, sia pure risalente a qualche anno orsono.
Da una simile partecipazione sono scaturiti risultati tecnici davvero pregevoli. Ha vinto Vanderley Santos Pereira con un totale di 232.808km percorsi, seguito da Marco Aurelio Martins Farinazzo (227.335) e da Fernando Beserra da Silva (205.370). Luciano Prado dos Santos ha avuto dei problemi e si è fermato a quota 188.031.
Buonissimo il riscontro tecnico della migliore donna, la 32enne Denise Paiva Lucas Campos, che ha chiuso in terza posizione assoluta con 224.484, una delle migliori prestazioni mondiali dell’anno.


 

Palermo 24 ore

La gara su pista di Palermo chiude la stagione italiana con risultati discreti ed una partecipazione più che dignitosa, tale da incoraggiare gli organizzatori siciliani a proseguire nel loro sforzo.
Hanno dominato gli ospiti tedeschi, spinti dalla necessità di qualificarsi per i prossimi mondiali 2010 di Brive. Il migliore infatti è stato Ralf Weiss con 239.592 seguito da Florian Reuss con 235.738. Il primo degli italiani è stato Stefano Montagner con 224.590, davanti a Carlo Saccani (220.638) e Antonio Tallarita (214.293).
Andrea Accorsi ha offerto la sua fatica al gruppo di studio che si va formando in Emilia, che ha potuto acquisire tutta una serie di dati scientifici di prima mano quanto mai utili allo sviluppo della loro (e nostra) conoscenza. Andrea ha percorso 182.991km. Le migliori donne sono state Monika Moling (174.491) e Marinella Satta (169.032)
Si chiude così una stagione nazionale fatta di luci ed ombre, in leggero regresso rispetto all’anno precedente, ma non priva di belle soddisfazioni, prima fra tutte la medaglia d’oro ultra-trail conquistata da Cecilia Mora.
Torneremo in seguito sull’analisi di questa stagione azzurra.

Altre gare a tempo

Nel Rhode Island, a Warwick, si è corsa una Sei Ore, una delle rarissime gare su strada che si organizzano negli States, dove imperano le corse trail, anche nella modalità a tempo.
Il 34enne Ben Nephew e Martin Tighe sono rimasti sempre insieme totalizzando alla fine 82.596km. Fra le donne ha vinto la vecchia gloria Daniele Cherniak, che oggi ha 48 anni, con 66.641
Una buona Sei ore si è corsa anche a Grenaa, in Danimarca, con vittoria per Poul Petersen (79.950) e Anne Dorthe Mahato (67.387)
Un’altra interessante gara a tempo è stata la classica “Ultracentric”, che si disputa ogni anno nel Texas e che propone di scegliere fra 72 ore, 48 ore, 24 ore, 12 ore e 6 ore: basta aver voglia di correre!
Risultati senza particolare rilievo tecnico, anche se merita citare il vincitore della 72 ore, Ng Hung Kwong, che ha percorso 391.941km. Nella classica 24 ore hanno vinto Sam Thompson (185.948) e Rochelle Frazeur (155.382)


 

Autore: Franco Anichini

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