Maratone e altro — 21 ottobre 2010

Le cose più interessanti in questo periodo ci vengono dalle gare a tempo, 24 ore ma anche 48 ore.
Cominciamo con le gare francesi, e segnatamente con quella su pista di Arcueil, sede che vide le imprese della grande Maria Nardin, che con l’occasione salutiamo. La gara francese con l’andar del tempo ha perduto  molto del suo smalto, anche a causa della concomitanza con molta concorrenza, ma viene sempre organizzata con molta precisione e competenza. Quest’anno ha vinto Michel Briard, unico sopra i 200km, con 203.204 mentre la prima donna è stata  Samia Tifest con 181.894. Molto meglio, sia sul piano tecnico che organizzativo, l’esordiente corsa di Grenoble, partita subito alla grande. Vincitore è risultato essere il 49enne francese Philippe Warembourg con un ottimo 237.016, ottenuto dopo aver duellato a lungo con Andrea Accorsi, che come noto ha realizzato il PB con 231.586. Bene anche il glorioso Emmanuel Conraux (226.826). Fra le donne la migliore è stata Chantal Bois con 175.454.
Sempre in Francia, a Cher, vittoria per Emmanuel Chefdeville con 195.420, mentre a Royan ha prevalso  Christian Fatton, che ha realizzato 215.434 di passaggio alla 48 ore, da lui conclusa al primo posto con un eccellente totale di 378.464km. Alle 24 ore meglio aveva fatto Stephane Pellissier con 232.902 ma poi si è spento finendo le 48 ore con 346.629km. Seguono Christian Efflam, più volte nazionale di Francia, con 343.569 e lo scozzese William Sichel, immancabile, con 320.964.  Eccellente impresa per la tedesca Julia Fatton, classe 1972, che ha coperto 201.096 nelle 24 ore e 367.918 nelle 48 ore, seconda assoluta. La nazionale francese Nadine Weiss ha lottato a lungo con lei, realizzando 187.758 e 322.774
Una gara piuttosto modesta si è corsa in Russia, a Volgograd, vinta da Andrei Zemtsov con 223.836 davanti a Dmitriy Kniazhev con 211.140. Discreta anche la prova neo-zelandese di Auckland, stavolta su pista, vinta da Greg Hannah con 217.802 e da Vivian Cheng 201.400
Infine a Torino è da segnalare con grande interesse la prova del centista Diego di Toma, che ha messo a segno un eccellente risultato finale di 232.642 che lo proietta nell’orbita della nazionale assieme ad Accorsi. Con i “quattro moschettieri” di Brive e questi due nuovi specialisti, la pattuglia italiana per i prossimi mondiali si conferma la più forte al mondo, ma c’è ancora tempo per l’inserimento di altri.
A proposito di Accorsi, merita sottolineare ancora una volta che questo serissimo atleta-scrittore bolognese sperimenta da tempo una sua strada del tutto originale nel campo dell’alimentazione, in corsa e fuori corsa, seguito con competenza dal dottor Mariano Marino, sul cui dettaglio già Andrea ha fornito alcune anticipazioni che appaiono molti interessanti.
Ancora: una corsa molto buona si è avuta a Katowice, valida per il campionato nazionale polacco. Qui ha vinto Adam Jagiela (241.511), seguito da Marek Gulbierz (239.011) mentre la prima donna è stata la giovanissima (1986!) Aleksandra Niwinska che ha messo a segno un probante totale di 217.153km
Infine, nella Sei Ore di Schwechat, in Austria, un discreto risultato è stato ottenuto dai giovani David Lilek e Klemens Huemer, giunti a braccetto, con 82.214km


100km


Poco da dire, invece, per quanto riguarda le 100km, prossime ormai al mondiale di Gibilterra, che purtroppo noi affronteremo privi del grande Giorgio Calcaterra.
Una discreta gara c’è stata in Messico, nella tradizionale sede di Monterrey ed organizzata da Jorge Luis Andonie, dove hanno vinto Juan Antonio Bravo (8:12.51) e Marina Valencia (10:36.07), che si sono impegnati giusto quanto bastava per vincere il titolo nazionale.
In Spagna, da Madrid a Segovia, si è ricavato un tracciato di 100km sul mitico Camino de Santiago e vi si è disputata una gara vinta da Pablo Vega Torres (9:09.55) e da Marta Pratt Llorens (12:02.27).
Sulla distanza complementare delle 50 miglia (80 chilometri), molto in voga negli Usa, la 28enne Devon Crosby Helms ha ottenuto a Boalsburg il tempo discreto di 6:28.44, vincendo così una delle classiche americane.

Autore: Franco Anichini

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