Maratone e altro — 03 giugno 2010

Comrades

La più bella corsa ultra del mondo si è corsa come ogni anno in Sud Africa, sul classico percorso di 89 chilometri che porta da Pietmaritzburg a Durban. Quest’anno la Comrades è stata leggermente anticipata per non coincidere con i mondiali di calcio ed il suo arrivo è stato fissato a Durban, interrompendo il consueto alternarsi delle due sedi. Questo è stato fatto per mettere in risalto la città di Durban, sede di alcune partite del mondiale
Parliamo prima della corsa femminile, perchè è stata un vero e proprio campionato del mondo di ultra-maratona, sia pure sulla distanza spuria tradizionale delle Comrades. Erano infatti presenti ben tre campionesse del mondo: Zhyrkova, Semick, e Hawker più la russa Irina Vishnevskaya, seconda lo scorso anno a Torhout, che hanno accettato l’invito degli organizzatori a confrontarsi con la “corrazzata” russa che da anni domina questa corsa. I sudafricani sono riusciti così a realizzare quello che i mondiali IAU non si sognano neppure di sperare. Ma anche quest’anno non c’è stato nulla da fare contro le gemelle terribili, che hanno vinto tranquillamente pur non riuscendo ad esibirsi in un tempo pari a quelli ottenuti negli scorsi anni. Ha vinto Yelena Nurgaljeva in 6:13.04 davanti ad Olesya in 6:13.05. A conti fatti si tratta comunque di prestazioni equivalenti sui 100 km. ad un crono leggermente inferiore alle sette ore (6.59.08). A debita distanza è arrivata la terza componente dello squadrone russo, Marina Myshlyanova, che ha fatto fermare i cronometri sul tempo di 6:26.03 (equivalente a 7:13.40). Solo quarta la campionessa IAU in carica, la coraggiosa americana Kami Semick, in 6:32.55 (7:20.28), seguita dalla prima sudafricana, Farwa Mentoor, in 6:38.41 (7:28.20). Alle sue spalle sono giunte l’altra campionessa IAU Lizzy Hawker 6:39.43 (7.29.21) ed Irina Vishnevskaya 6:44.27 (7:33.55), mentre della Zhyrkova si sono perse le tracce. Lindsay van Aswegen ha completato l’arrivo di vertice in 6:46.52 (7:37.20)
Nella gara maschile si è avuto un dominio assoluto dell’Africa australe, nonostante la presenza di qualche keniano (non dei migliori) e del primatista russo di maratona Shevtsov (ritirato). Ha vinto un atleta dello Zimbabwe, che risiede e gareggia stabilmente nel Paese di Mandela, che risponde al nome di Stephen Muzhingi, il quale ha impiegato 5:29.01 (6:09.35). Nel finale egli ha staccato nettamente il connazionale Ludwick Mamabolo, 5:35.29 (6:17.31), Sergio Motsoeneng (5:35.58), Bongmusa Mthlembu (5:37.49), Fanie Matshipa (5:39.53) e Fusi Nhlapo (5:40.28).
Molto più indietro sono arrivati il bielorusso Kotov (14^ in 5:51.38), il russo Murzin (22^ in 5:59.08) e l’americano Michael Wardian (26^ in 6:02.36). Il campione IAU dei 50km, Lucas Nonyana, che aveva dominato a Gibilterra anche davanti ai nostri, è arrivato 34^ in 6:09.31
Cinquantotto corridori (58!) hanno corso in un tempo equivalente a meno di sette ore sui 100 chilometri! Gli arrivati sono stati oltre 15.000 (si, quindicimila!) nonostante che il tempo massimo fosse di sole 12 ore, cioè, ad esempio, molto più severo di quello del Passatore.
Questo risultato dimostra ancora una volta che la strada per arrivare ad un vero mondiale dei 100km passa per l’Africa e che senza una forte spinta proveniente da questo continente sono nulle le speranze di vedere un giorno la distanza classica in un mondiale IAAF o alle Olimpiadi.
E’ del tutto evidente!

Passatore

Giorgio Calcaterra ha vinto per la quinta volta (su cinque partecipazioni) la 100km del Passatore, piegando la resistenza di una rappresentativa russa moto compatta, formata da alcuni giovani atleti che in futuro faranno sicuramente parlare di sé. Nel primo tratto, fino all’attacco della Colla, anche Marco Boffo ha provato a competere con i migliori, ma appena la strada ha cominciato a salire ha abbondonato la partita. Izmailov, Tsyganov, l’ucraino Glyva ed in ventunenne Khudyakov si sono provati ad infastidire Re Giorgio, ma non c’è stato nulla da fare. Se n’è andato sui tornanti della Colla e lo hanno rivisto a Faenza. Non ha dovuto neanche spremersi più tanto, tanto è vero che il suo crono è stato quasi il peggiore fra i suoi al Passatore, ma questo è un particolare irrilevante. Adesso Re Giorgio ha davanti a sé solo Aleksey Kononov, che negli anni novanta ha collezionato sei vittorie, ed è quindi a portata di mano.
Dietro a Calcaterra, primo in 6.51.29, sono arrivati  Dmitriy Tsyganov (7:02.40), Francesco Caroni (7:04.03), Evgeniy Glyva (7:08.40), il grande Marco d’Innocenti (7:10.40), Aleksey Izmailov (7:13.08) ed Andrea Rigo (7:21.59). E’ con immenso piacere che salutiamo il ritorno ad una buona efficienza dell’intero terzetto (D’Innocenti, Caroni, Rigo) che a Tarquinia due anni orsono regalò agli appassionati italiani una profonda emozione arrivando compatto sotto le sette ore e permettendo la conquista del mondiale a squadre.
Modesta la gara femminile, priva di straniere di valore ed orfana anche delle migliori italiane, per vari motivi. Ma è da sottolineare la bellissima prova della ligure Sonia Ceretto, neo-mamma, che ha stampato addirittura il primato personale pur sul diffcile percorso tosco-romagnolo: 8:13.40. Rubandole un suo slogan, gridiamo con lei: viva le mamme che corrono!
Alle sue spalle, molto lontane le altre, regolate da Lorena di Vito fresca reduce dalla bella prova del mondiale 24 ore, che ha corso in 9:17.45, tanto le è bastato per avere ragione della rientrante Cristina Pitonzo (9:31.48) e di una delusa Noemy Gizzi (9:37.31) che ha perso anche il “Trittico di Romagna”.
In questa gara la coincidenza con le Comrades si è fatta particolarmente sentire, dato che tutte le migliori del mondo hanno preferito prendere l’aereo per il Sud Africa.
Infine diciamo che al traguardo si sono contati 1028 arrivati, ben lontano dal record di 1694 finishers risalente al 1980, ma il migliore delle ultime edizioni.

Le 100km:

Dal Giappone giunge con un certo ritardo un interessante risultato ottenyo nella 100km di Tsurunuma, una località turistica marina. Ha vinto Masakazu Takahashi in 6:51.17, fatto tutto da solo su di un percorso che assomiglia al Passatore, pur toccando quote inferiori. Secondo è stato Tatsumaro Hori in 7:58.54, mentre la prima donna è stata Masae Kamura in 9:48.29


Una corsa più modesta si è realizzata a Praga ad opera del locale Club Sri Chinmoy. Pochi partecipanti, il migliore dei quali è stato Jaroslav Bohdal in 8:33.28.


A Madrid, invece, buoni risultati alla “100 kilometros Pedestres”, tradizionale gara in circuito di 10km, ricalcata sulle modalità delle corse di campionato. Ha vinto l’andaluso Miguel Angel Jimenez in 6:55.01 davanti a Ludisvindo Romero (7:06.32), Gonzalo Alvarez Toledo (7:25.32) ed il polacco Pawel Szymandera (7:32.01).


 

Autore: Franco Anichini

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