Maratone e altro — 08 luglio 2010

Bornholm
In questo periodo le corse di Sei Giorni si susseguono a rìtmo davvero incalzante. Si è appena conclusa Antibes, che subito veniamo ad occuparci della corsa di Bornholm, in Danimarca. L’isola turistica situata fra la terraferma e la costa svedese, facilmente raggiungibile anche grazie ad un ponte che scavalca lo stretto, ha realizzato questa corsa, proponendo un percorso che s’inoltra nel bosco, offrendo scorci suggestivi ed un fondo semi-morbido assai più agevole dei ciottoli francesi. Ne è scaturita una buona gara, allietata da musiche fino a tarda sera e da impressionanti grigliate, non disdegnate di certo dagli avventurosi viandanti.
La Sei Giorni classica è stata vinta da un atleta molto forte, il danese Lars Skytte Christoffersen, che tra l’altro lo scorso anno ha battuto il nostro Cudin alla Spartathlon. Qui ha realizzato un ottimo totale di 790.512km, precedendo Rene Hansen (657.384). Ottima anche la prima donna, l’autraliana Sarah Barnett, che da queste parti è di casa, che ha realizzato 676.992km davanti a Christine Schroder con 587.208
Tanto per gradire erano previste anche una 24 ed una 48 ore.  Sulla distanza minore si segnalano l’australiano Anth Courtney con 219.784 e Anne Marie Geisler con 200.208, mentre nella 48 ore il chilometraggio maggiore è stati firmato dall’islandese Gunnlaugur Juliusson (351.912 molto meglio di quanto fatto ad Antibes).


Le 100 km.


La stagione propone a questo punto la prestigiosa Nacht van Vallanderen di Torhout, spesso scelta come sede dei campionati dl mondo, ma non quest’anno. Gli organizzatori si sono tuttavia assicurati la presenza dell’intramontabile polacco Jaroslaw Janicki, che a Tarquinia fu l’avversario più impegnativo per uno straordinario Giorgio Calcaterra. In questo giorni stiamo mettendo mano alle liste All-Time: ebbene, la prima volta che troviamo ad alto livello il nome del polacco correva l’anno 1994…
Qui a Torhout si è limitato a vincere in un buon 7:10.15 davanti al migliore dei belgi, che non sono più forti come una volta. Secondo infatti è arrivato Pieter Vermeesch in 7:22.56 e terzo Nid Rumphakwaen in 7:30.47. Modesta la prima donna, Conny Braeckman, che ha vinto senza opposizioni in 8:59.22
Il cambio di data non sembra aver giovato alla rinata Torino-Saint Vincent, che ha visto calare i partecipanti e crollare il valore tecnico. Ha vinto Amedeo Bonfanti in 8:43.16 davanti al ventiquattrista Stefano Montagner un 8:45.41. Prima donna è stata la brava napoletana Maria Grazia Villella in 9:23.14 davanti alla rientrante Luisa Zecchino in 9:43.17
Modesta anche la corsa di Parigi, vinta da Stephan Heloir in 8:22.58, mentre a St.Augstin-les-bois la locale 100km è stata vinta in perfetta solitudine da Jean-Francois Banck in 7:55.42, peraltro unico risultato degno di nota.
Infine in Inghilterra si è corsa la100km di Boddington, vinta da Brian Cole col buon tempo di 7:07.20, seguito da David Kirkland (7:08.44), da Allen Smalls (7:21.29) e da Iain Ridgeway (7:35.55). In campo femminile ha vinto Emily Gelder in 8:15.36 a sua volta seguita da Nathlia Christie (8:50.41) e da Gail Murdoch (9:11.38). Nella contemporanea 50km ha vinto Julian Rendall nel modesto tempo di 3:08.47 seguito da Tim Doran in 3:09.55. La prima donna è stata Helen Taranowski in 3:35.54, buono, che ha battuto nettamente la più nota Adela Salt (3:38.06) e terza Karen Rushton (3:47.40). Il complesso di questi risultati testimonia un tentativo di rilancio in atto nel Regno Unito.
Si è corso anche in Lituania, a Nida, dove il russo Aleksey Izmailov ha rinverdito i fasti della scuola russa, vincendo in 6:51.09, niente male, dopo dura lotta col giovanissimo Vsevolod Khudyakov (6:51.50) e terzo il lettone Andris Dudels (7:55.28). La prima donna è stata Sada Buksniene in 9:42.13
Ci siamo già occupati dell’impresa del keniano Erick Wainaina, che ha vinto al Lago Saroma in 6:39.52. Aggiungiamo adesso che secondo è stato il giapponese Nonyuki Araki (6:41.07) mentre la corsa delle donne è stata vinta da Emi Matsushita in 7:49.31, Purtroppo il risultato completo di questa corsa non è ancora disponibile.


Corse a Tempo


Esordio col botto per una nuova 24 ore tedesca, quella di Rockenhausen. Più di 150 ardimentosi si sono presentati sullo scorrevole percorso stradale per cimentarsi nella distanza classica degli “emerodromi”, e i migliori di loro hanno ottenuto risultati degni di nota. In campo maschile ha vinto Rene Strossny, finora noto come uno dei migliori centisti del suo Paese, che ha ottenuto 236.518. Notevoli anche i piazzati: Mario Reichelt (231.203), Oliver Ruf (229.750) e Stefan Hinze (227.832). Molto bene anche le signore. La prima è stata Gabriele Grohmann, che nel tempo canonico ha percorso 213.573km, seguita da Marika Heinlein (210.048) e Dorothea Pfeffer (200.319). Sempre in Germania, ma a Delmenhorst, un altro discreto risultato porta la firma di Oliver Leu (227.788).
Il Olanda si è corsa la tradizionale gara di Den Haag sulle 12 ore, che ha segnalato le buone prestazioni dei belgi Peter Palmans (134.166) e Bart Vonck (130.591).
Quelli che pensano che i podisti, tutto sommato, siano interessati solo ai pacchi gara si sbagliano di grosso. Ne è un esempio la 24 ore benefica di Leognan, in Francia, dove non solo si correva, ma si pagava un euro al chilometro. Cioè, chi correva di più pagava di più! Il più… munifico è stato Jimmy Boubaker, con i suoi 208 chilometri.
A Katowice, in Polonia, si segnala il nome tutto nuovo di una giovane polacca: Aleksandra Niwinska, classe 1986, che nelle 48 ore ha percorso 321 chilometri, battendo tutti i maschietti, il migliore dei quali è stato Grzegorz Wiese con 318 km.
Infine la bella 24 ore di Worschach, spostata quest’anno su di un tracciato diverso da quello che vide anche un Campionato IAU, è stata vinta Gerhard Eggenreich con 215.438, con prima donna Sigrid Antoniuk (167.407)


Balaton


Più che un lago, il Balaton è una sorta di mare interno, tradizionalmente méta turistica di livello per i benestanti dell’Europa mitteleuropea. Sulle sue sponde si suggeguono decine di amene località, tutte immerse nel verde, fino a Balatonfured, la piccola “capitale” dove riposa il grande poeta bengalese Rabindranath Tagore. Sulle sue sponde sono sorti una miriade di piccoli ristorantini dove si può gustare il pesce del lago, in particolare il luccio, che viene cucinato arrosto e presentato intero, mentre sulle colline si produce un delizioso vino bianco, in massima parte esportato nella vicina Vienna, dove ha fatto la fortuna del villaggio “gastronomico” di Grinzing. I percorsi che possono interessare i podisti non mancano, resi impegnativi in alcuni tratti da strade che affrontano le modeste ma frequenti alture che circondano il grande lago. Il giro intero dello specchio d’acqua supera i 200km, e non poteva mancare una competizione che lo propone intero, in una sola tappa.
La gara di quest’anno misurava 212km ed è stata vinta da un mito delle ultra, l’ungherese Attila Vozar, che ha impiegato 20:30.32
Quasi un’ora e mezza dopo è arrivato Laszlo Kovacs (21:54.20) a sua volta davanti allo sloveno Loize Primozic (22:19.14). La prima donna è stata Veronika Gorog, settima assoluta, in 23:35.43,
Erano presenti anche tre italiani, che si sono fatti onore. Carlo Saccani è arrivato 13^ in 25:36.07 mentre il mitico Lucio Bazzana è stato 15^ in 25:52.46 ed Alessandro Papi 39^ in 29:30.43

Autore: Franco Anichini

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