Maratone e altro — 30 luglio 2009

Badwater!


La corsa più folle del mondo si è celebrata anche quest’anno in pieno luglio nella californiana Death Valley, una lunghissima depressione immersa nel deserto, attraversata da una assurda autostrada pressochè rettilinea, che si conlude sulle pendici del maggior vulcano del Nord America, il Monte Whitney. Fu nel 1977 che Al Arnold si mise in testa che era possibile attraversare questo inferno a piedi, e lo dimostrò personalmente eseguendo per primo l’impresa.
Dal 1987 si disputa una gara vera e propria, in tempo reale, che rappresenta uno dei sogni di follia di tutti gli ultra-maratoneti del mondo. Tanto per allenarsi si corrono anche alcune gare sulla stessa distanza, in Canada ed in Brasile, con l’unica condizione dell’ambiente estremo nel quale sono collocate.
E proprio dalla corsa brasiliana arriva il vincitore di quest’anno, Marcos Farinazzo, un quarantenne di evidente origine italiana, che ha impiegato appena 23 ore, 39 minuti e 18 secondi, per la precisione. Alle sue spalle il messicano Osvaldo Lopez, Zach Gingerich e Charlie Engle. Prima donna e quinta assoluta Jamie Donaldson, seguita da Pam Reed, che una volta è arrivata anche prima assoluta precedendo tutti i maschietti.
Roberto Ardovini è stato classificato 63°, pur essendo stato costretto a fermarsi anzi tempo a causa di un furioso incendio.

Davos k78

La maggiore competizione ultra-trail su distanza intermedia è la k78 di Davos, denominata Swiss Alpine Marathon, che misura appunto 78 chilometri. Il percorso si dipana sulle pendici delle Alpi Svizzere, appena al di là del confine italiano.
Giunta alla ventiquattresima edizione, la corsa svizzera raduna ogni anno oltre settimila appassionati della corsa in montagna, di cui più di mille partecipano alla distanza più impegnativa. Si corrono inoltre due maratone: k42 e c42 di diversa difficoltà, ed una miriade di gare minori.
Nella k78 ha vinto il 35enne svedese Jonas Buud, che ha dominato senza difficoltà bissando il successo dello scorso anno,  arrivato al traguardo dopo 5:48.43 con diciannove minuti di vantaggio sullo svizzero Jean-Yves Rey (6:06.15) ed il nostro Antonio Armuzzi in 6:09.28. Questo bel piazzamento è particolarmente gradito perchè conferma l’interessamento per le corse ultra da parte di un atleta interessante, incautamente esposto al suo esordio in un mondiale dei 100km.
In campo femminile, l’inglesina Lizzy Hawker ha tentato di rifarsi dopo la sconfitta nel mondiale di Serre Chevalier, ma ha trovato sulla sua strada la maratoneta svedese Lena Gavelin che le ha inflitto sedici minuti di distacco, chiudendo dopo 6:41.30. Terza la svizzera Jasmin Nunige, che questa corsa l’aveva vinta lo scorso anno. La Gavelin è una eccellente maratoneta, con un personale di 2:30.39, e se le sua conversione alle lunghe distanze fosse confermata avremmo un altro personaggio da tenere d’occhio. 
Molti dei più bei nomi della UM mondiale figurano nell’albo d’oro di questa manifestazione. Il record della corsa appartiene a Grigoriy Murzin, che nel 2002 ha coperto la distanza in 5:42.34 mentre la migliore donna all-time è proprio Lizzy Hawker (6:30.12 nel 2006).
Anche gli italiani si sono fatti onore spesso: Mario Fattore ha vinto nel 2004 e Giorgio Calcaterra ha fatto altrettanto nel 2006, mentre Monica Casiraghi vanta ben due successi, nel 2003 e 2004.

White River 50 miles

Mentre in Europa si disputava il Campionato Mondiale di ultra-trail, negli Stati Uniti, patria di questa disciplina, si è corso il campionato nazionale sulla distanza delle 50 miglia, ovvero circa 80 chilometri, a cui hanno preso parte tutti i migliori. E’ questa la ragione della loro assenza al mondiale francese. Ha vinto nettamente il 25enne Anton Krupicka in 6:32.07. Il tempo del vincitore, capace di correre la maratona in poco più di 2:20, testimonia la durezza del percorso. Alle sue spalle il campione uscente, Michael Wardian (6:51.49). In questo caso il crono ci dice della grande supremazia del vincitore, anche considerato che Wardian è da alcuni anni il miglior statunitense ai mondiali dei 100km. Seguono Greg Crowther e Scott Jurek: un vero parterre de roi
La gara femminile non è stata da meno, nobilitata dalla vittoria di Kami Semick, fresca campione del mondo dei 100km, che qui ha dominato in 7:37.35, precedendo di oltre 40 minuti Prudence L’Heureux  e di un’ora Shawna Wilskey.

Rimini Extreme 100km

La bella gara riminese ha riservato diversi spunti di interesse per chi segue le vicende di questo tipo di corse. Il primo spunto riguarda la corsa di Christian Sighel, un ipovedente veneto, che ha felicemente portato a termine i suoi 100km, prima persona al mondo a farlo senza la guida di un accompagnatore collegato con l’ormai classica cordicella gialla. Un accompagnatore naturalmente c’era, ed era il grande Andrea Accorsi, ma si è trattato di un amico che dava consigli e ed avvertimenti solo a voce. C’è una bella differenza. Nella storia non si conosce nessun altro che sia stato capace di fare lo stesso. Se allarghiamo la ricerca alla maratona troviamo invece un altra straordinaria persona: l’americana Marla Runyan. anche lei ipodevedente. Costei fu capace addirittura di qualificarsi per le Olimpiadi di Sydney dove prese parte ai 1500 metri. Non cententa, nel 2002 partecipò alla maratona di New York, concludendola in 2:27.10.
L’altro spunto interessante viene dal ritorno alle gare ad alto livello di Ivan Cudin, dopo la sfortunata prova di Bergamo. La dimostrazione di efficienza del bravo friulano è stata più che convincente in quanto non solo ha saputo vincere ma ha anche ottenuto un tempo di ottimo valore: 7:39.24 nonostante le asperità del percorso.
Infine registriamo la buona partecipazione numerica, nonostante la difficoltà del tracciato e la stagione non favorevole.

24 ore

Fra le 24 ore europee, quella austriaca di Worschach si è conquistata uno spazio di sicuro prestigio, che l’ha portata ad essere esede di un mondiale, tra l’altro pieno di soddisfazioni per noi. Dopo un anno di… respiro, il paesino austriaco è tornato dunque ad organizzare la sua gara, ed anche stavolta è stata festa per l’Italia. Vincitore assoluto è risultato essere il corridore locale Andreas Pfandbauer con 226.463, ma alle sue spalle, prima donna e seconda assoluta, è arrivata la nostra Annemerie Gross, che ha nettamente migliorato la sua già notevole prestazione bergamasca approdando ad un immenso totale di 222.490 km., seconda prestazione italiana all-time, preceduta solo da Monica Casiraghi, cioè la migliore UM italiana di sempre, nonchè grande amica della sud-tirolese. Complessivamente la gara austriaca ha portato alla fine 12 uomini ed una donna oltre i 200km.
Un buon risultato l’ha messo a segno il franco-americano Serge Arbona, che a Philadelphia ha totalizzato 235.418km, mentre sulle 12 ore l’ungherese Akos Konya ha realizzato km. 137.309
A proposito di 24 ore apprendiamo che il prossimo mondiale delle 24 ore si svolgerà in Francia, a Brive-la-Gaillarde, in maggio. I francesi sono stati molto critici nei confronti dell’organizzazione del mondiale di Bergamo, pubblicando con risalto sul sito Ultrafondus le osservazioni negative dei loro atleti, riguardanti un pò tutti gli aspetti organizzativi della gara italiana. Ora avranno l’occasione di farci vedere come si fa…


 

Autore: Franco Anichini

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