Maratone e altro — 27 ottobre 2009

Arcueil 24h

La cittadina francese di Arcueil evoca in noi italiani bei ricordi legati alle imprese di Maria Nardin, che qui ottenne il suo risultato migliore: 211.080km tutt’ora primato italiano su pista.
Quest’anno la gara francese risulta un pò compressa fra molte altre iniziative dello stesso genere, ma riesce comunque a far registrare buoni risultati. A cominciare da Didier Cartreau (216.047), seguito da Peter Kluka (208.633) e da Pierre Mitev (205.240). La prima donna è stata Mimi Chevillon con 171.297 davanti a Christine David (163.206)


Heartland 100 miles


Amy Palmiero Winters, 37 anni, ha vinto la classifica femminile della 100 miglia Heartland, disputata nei boschi attorno a Cassoday, nel Kansas. Cosa c’è di notevole in questa notizia? C’è che Amy è stata amputata di un piede e corre con una protesi, simile a quelle usate da Oscar Pistorius. L’impianto, unito alla sua ferrea forza di volontà, le permette di superare i numerosi ostacoli naturali che il percorso trail propone ai corridori. Infatti una corsa trail signica misurarsi con sentieri nel bosco, salite e discese, salti, passaggi di torrenti, fango e quant’altro. Si può!

Bergen, Tampere, Kalisz e Monterrey 100km


Il norvegese Helge Hafsas ha vinto anche quest’anno la 100km di Bergen, stavolta in 7:11.43, In passato era anche sceso sotto le sette ore. Seguono Per-Olav Boyum (7:43.16), Farts Mohr (8:31.00) e l’ottimo ventiquattrista Peter Tubaas (8:46.02). Prima donna Edna Leikvoll in 9:54.32. Si segnala inoltre il record danese sulle Sei Ore da parte di Kenneth Munk, con 82.421
Nello stesso fine settimana si è corso anche in Finlandia, a Tampere per la Wihan Kilometrit, con vittoria per Janne Klasila (7:52.00) davanti a Tomi Halme (8:14.05) ed Outi Siimes al femminile (9:31.41).
Nella stessa data altra 100km, stavolta in Polonia, a Kalisz, vinta da Pawel Szymandera, un nome nuovo, in un discreto tempo di 7:17.24, davanti all’ucraino Evgeniy Glyva (7:18.40), Andrzej Baran (7:27.31), Dariusz Cichorek (7:42.42) e Dariusz Guzowski (7:49.06). Fra le donne ha vinto Iwona Zukowska in 9:36.46
Infine il campionato messicano si è corso come da tradizione a Monterrey, organizzato da Jorge e Sylvia Andonie, ed ha visto la vittoria di Sinhue Contreras (8:06.33) davanti al più conosciuto Juan Antonio Bravo (8:23.58)


Royan 100km


Sempre in Francia, nonostante il cattivo tempo di questo autunno, si corre ancora a buon livello anche sui 100km, come nella gara di Royan, denominata Cote de Beauté. Con 156 arrivati in tempo massimo, ha vinto una vecchia gloria: Jean-Marc Bordus, più volte nazionale, capace di prodursi in un buon 7:30.12 più che sufficiente per precedere Jean-Francois Banck (7:34.03) e Fabrice Poras (8:18.38). La prima donna è stata Jacqueline Olivier (9:26.32), davanti a Christine Dadouin (9:40.26) e Sidonie Scouarnec (9:47.52)


River Shimanto


Nel 1998 questa 100km fu sede del campionato del mondo della specialità, che a quel tempo venne rovinato dalla coda di un violento tifone. Ma la gara rimane la seconda del Paese, dopo quella del Lago Saroma, e anche quest’anno conferma la sua tradizione, portando al traguardo 1166 corridori. Discrete le prestazioni dei migliori, che sono stati Shuichi (7:25.14), Okada (7:25.30), Kaname (7:26.25) e Miura (7:27.06). Fra le donne ha vinto Kumie Uehara (8:34.09), su Harame Naso (8:46.53) e Hiroko Kamikawa (8:54.30)


Tooting Bec


Tradizionale gara di 24 ore che si svolge nella Grande Londra, su pista, e che ha sempre fornito buone prestazioni. Anche quest’anno è stato così con la vittoria di  Richard Quenell, che ha messo insieme 234.813km, ed ha preceduto Paul Hart (226.834), il norvegese Per-Audun Haskestad (221.978), John O’Reagan (220.021), Neil Bryant (218.425) ed altri quattro sopra i 200km
Meno valido il risultato della corsa donne, vinta da Alleen Scott con 188.859, davanti alla svedese Elisabeth Karlsson con 181.749
Tutti studiano, tutti migliorano… e noi?


Torino-St.Vincent


Il Gran Premio delle Regioni da Torino a St.Vincent segna il ritorno sulla scena nazionale di una 100km piemontese, che mancava da oltre un decennio. Discreta partecipazione, grosso sforzo organizzativo per lo staff di Enzo Caporaso e buoni risultati tecnici.
Vincitore a sorpresa è stato il 49enne Alessandro Rastello, noto maratoneta degli anni ottanta, che ha dimostrato un insospettabile adattamento alla distanza maggiore. Su di un percorso affascinante ma reso severo da alcune asperità, ha realizzato l’ottimo tempo di 7:27.42. Seguono  Daniele Gaido (1975) altro esordiente di lusso, secondo in 7:47.26, l’azzurro Silvio Bertone (7:54.23) e Gaetano Favarò (8:07.20), recente vincitore della Ottore di Capraia.
La prima donna è stata Lorena Di Vito in 9:38.15


Vienna-Bratislava-Budapest


Corsa a tappe sulla distanza complessiva di 320 chilometri, suddivisi in cinque giorni, gratificata dalla presenza di molti campioni conosciuti nel mondo delle ultra-maratone.
In campo maschile ha infatti vinto in vice-campione mondiale di Tarquinia, Jaroslav Janicki, in 23:29.54 seguito da Janos Zabari in 25:03.13 e Janos Bogar in 28:09.21
Fra le donne, degna vincitrice la vice-mondiale di quest’anno, la siberiana Irina Vishnevskaya, che ha impiegato 25:37.21 (terza assoluta), davanti alla connazionale Galina Eremina (29:41.32) e Agnes Czibok (31:06.50)


 

Autore: Franco Anichini

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