Maratone e altro — 20 aprile 2010

6 e 12 ore
Le gare a tempo sono particolarmente popolari nella vicina Austria e ne vengono organizzate molte e di buon livello, a cominciare dalla 24 ore di Worschach, mentre 100km di livello non ve ne sono.
In questo quadro la sua bella figura la fa anche la 6 Ore di Wals, gara d’esordio, che ha fornito risultati non eclatanti ma interessanti. Tre uomini oltre gli ottanta chilometri: Klemens Huemer (82.538), Herbert Hartl (81.520) e Rainer Prendl (81.205). Quest’ultimo è nato addirittura nel 1990! Discrete anche le donne, con Sabine Hofer (77.915) e Regina Strasser (70.229)
In Gran Bretagna, a Crawley, si è corso invece sulle 12 ore su pista. Una gara che ha fatto registrare il buon risultato del britannico George Dayantis, che ha realizzato 141.879 chilometri, seguito da Richard Quenell (134.508) e dalla prima donna Angela Sadler (115.991)
In Norvegia, ad Eggemoen, altra Sei Ore, vinta da Gjermund Sorstad con 80.995


Le 100km


Cominciamo col riferire della 100km americana disputata a Madison, Winsconsin, una volta tanto su strada anzichè sugli amatissimi percorsi trail. Fra gli uomini, assente Wardian impegnato in Africa, si sono messi in evidenza atleti che hanno più volte rappresentato gli Usa negli ultimi anni e qualche nome nuovo. Ha vinto Matt Woods, classe 1980, in 7:06.22 davanti a Greg Crowther (7.15.11) e Chad Ricklefs (7:16.52). Interessante il quarto posto di Chikara Omine, che proviene dalle corse trail, un classe 1983 che ha chiuso in 7:17.15. Scorrendo l’arrivo troviamo addirittura un ragazzo del 1992, Michael Kanning (8:13.03). Fra le donne ha vinto Meghan Arbogast (8:00.53), su Annette Bednosky (8:05.24), Melanie Fryar (8:18.25) e Kristin Moehl (8:33.52). Non si hanno invece notizie recenti della campionessa del mondo in carica, Kami Semick che si è detta interessata alle Comrades. Vedremo.
Nella gara di contorno sui 50km ha fatto piuttosto bene Beverley Anderson-Abbs (3:44.13)
In Norvegia si è corso invece nella tradizionale sede di Bergen, dove ha vinto come accade da molti anni un personaggio particolare che risponde al nome di Helge Hafsas. Si tratta di un maratoneta alla Calcaterra che vince una pletora di maratone ogni anno, con buoni tempi, ed occasionalmente si mette in gioco su questa distanza, dove ha ottenuto anche risultati d’eccellenza inferiori alle sette ore. Purtroppo si tratta di una persona fortemente legata al suo territorio, che raramente sale su di un aereo, per cui risulta costantemente assente nelle grandi corse internazionali. Quest’anno ha corso in 7:17.21, infliggendo un distacco di mezz’ora a Runar Gilberg (7:46.59) e Tero Paivarinne (7:49.47). Nella stessa zona opera Margrethe Longavlen,  un’attempata maratoneta, arrivata quest’anno a 45 anni, che si è espressa su grandi livelli nelle 6 ore (oltre 81 chilometri, meglio di Carlin e Sanna!) ma che sulla distanza piena non è mai riuscita a concretizzare il suo valore a livello internazionale. Quest’anno ha confermato i suoi problemi e si è ritirata, lasciando la vittoria a Sharon Broadwell in 8:51.01
Negli Usa si corre prevalentemente sulle 50 miglia, distanza considerata equivalente sul piano tecnico ai 100km, ed alcune gare godono di grande popolarità, come la “American River” di Sacramento, California. Anche quest’anno la corsa ha messo in evidenza alcuni buoni elementi, soprattutto considerato che si correva in natura, pur su di un percorso non eccessivamente severo. Ha vinto Geoff Roes in 5:49.59 davanti a Andrew Henshaw (1986) in 5:56.02 e Max King (1980) in 6:01.17. La prima donna è stata Tracy Garneau in 6:43.14, Si calcola che per avere un’idea dei tempi equivalenti sui 100km sia prudente aggiungere 1h30 per gli uomini e 1h40 per le donne.
Il campionato ungherese della distanza si è corso a Kisber, su di un circuito di circa otto chilometri. Si trattava di una gara open, per cui nessuna sorpresa se al primo posto troviamo il cécho Daniel Oralek, che ha stra-dominato in 6:58.07 giungendo al traguardo quasi on’ora prima di Balasz Hajduska (7:52.20). La prima donna è stata Veronika Gorog, discreta in 8:48.40


Alieni


Più o meno negli stessi giorni in cui gli “alieni” correvano ad Atene per arrivare alle Mille Miglia, un altro gruppo di esseri misteriosi prendeva il via in quel di Hekpoort, in Sud Africa, per una corsa prevista sulla durata di dieci giorni (appena!). Fra di loro anche l’ultra-settantenne maratoneta svedese KG Nystrom, curatore di un bellissimo sito ultra nella lingua del suo Paese. E non erano nemmeno pochi, esattemente diciannove, fra cui undici signore.
Chilometro dopo chilometro, giro dopo giro, alla fine il chilometraggio maggiore l’ha messo insieme un giovanottino di soli 25 anni, che si è fatto la bellezza di 850 chilometri. Molto bene anche la signora Marthie Brits, una 46enne madre di famiglia che ha preso ferie per correre i suoi bravi 778 chilometri.


Mar Morto


La Giordania è un Paese che da qualche anno ha cominciato a curare il settore, puntando a formare corridori in grado di affermarsi nelle grandi corse del deserto. Il secondo posto conseguito da Al-Aqra nella prestigiosa Marathon des Sables è un risultato che avvalora questo sforzo. Negli stessi giorni si è corsa una 50km (in discesa) fra la capitale Amman e le sponde del Mar Morto, gara affascinante divenuta ormai tradizionale. Ha vinto Sulaiman Al-Zboun in 2:57.52, seguito da Fathi Suleiman (3:10.24) e dll’iracheno Nouri Jaber (3:14.24).
Spulciando l’ordine d’arrivo troviamo anche il nostro connazionale G.Battista Torelli, assiduo ultra-maratoneta, che è arrivato ottavo in 3:41.01, seguito da una discreta partecipazione italiana. La prima donna è stata la sud-africana Suzette Vermaak, che da queste parti non manca mai, in 3:57.45. Novanta arrivati, provenienti da  diciannove Nazioni, fra cui Honduras, Singapore e Korea


Connemara


Si tratta di una piccola località irlandese, situata in una zona del Paese che poco ricorda le suggestioni della “verde Irlanda” ed assomiglia piuttosto ai paesaggi aspri di altre zone nordiche. Qui si corrono tre gare in una: mezza, maratona ed una ultra di km. 63,3
Ce ne occupiamo perchè si parla di questa location come sede di prossimi mondiali ultra. L’impressione rilasciata dalla visione dei video ufficiali non è delle migliori, ma potrebbe essere falsamente influenzata dall’andamento stagionale.
Dunque, nella ultra-maratona si è imposto il britannico David Kirkland (4:03.29), davanti a Dennis Walmsley (4:17.44) e Vasiliy Neumerzhitskiy (4:20.41). Quarto Andrea Rigo, nazionale italiano dei 100km, in 4:21.43 e sesto Simone Grassi, che lo scorso anno qui aveva vinto la maratona. La prima donna è stata Ann Marie Holland (5:40.51).


Taby 100 miles


Gara svedese organizzata avendo come base un circuito di 10km nelle foreste nordiche, con transiti frequenti per angusti sentieri e comunque sempre su tratturi boschivi. Però assistenza con rifornimenti e massaggi ad ogni giro, il che è un bel vantaggio.
Ha vinto Janas Buud, vice-campione del mondo dei 100km davanti a Giorgio Calcaterra, che ha coperto la distanza più lunga, le 100 miglia, nel pregevole tempo di 12:32.04 ed ha lasciato il secondo, Andreas Falk, ad oltre quattro ore di distacco. Se poniamo mente al fatto che 100 miglia equivalgono a 160 chilometri compredniamo subito le potenzialità di questo atleta qualora volesse provarsi seriamente sulle 24 ore. La prima donna è stata Sandra Lundqvist in 19:53.20.
Continua così ad esprimersi ad alto livello la scuola svedese, che molto insiste su di una alimentazione equilibrata in corsa, fra liquidi e solidi e fra zuccheri e grassi.


 

Autore: Franco Anichini

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