Maratone e altro — 12 marzo 2010

100km del Sahara
Corsa a tappe nel sud della Tunisia, per un chilometraggio complesssivo di circa 100km, ma la tappa più lunga prevede la distanza di una classica maratona. Gli italiani accorrono numerosi a questa prova, ritenuta di preparazione alla classica “Marathon des Sables” ed anche quest’anno non hanno tradito le attese.
In campo maschile la classifica complessiva è stata però vinta dal tedesco Thomas Wittek (8:12.33) dopo che Marco Bonfiglio aveva dominato fino a metà della terza tappa, quando era costretto al ritiro a causa di un forte dolore al ginocchio. Seguono Maurizio Muraro (8:16.37) e Paolo Morelli (8:21.36).
In campo femminile la vittoria ha baciato Daniela Gilardi, brianzola classe 1966, grande amica di Monica Casiraghi e di Paola Sanna, insieme alle quali ha formato un terzetto imbattibile in una Monza-Resegone corsa a tempo di record. Qui ha vinto tutte le tappe concludendo nel tempo complessivo di 8:38.33. Seguono la spagnola Monica Aguilera y Villadomiu (8:55.56) e la vincitrice delle due precedenti edizioni, Luisa Zecchino (9:21.46) che rientrava dopo un grave infortunio, dimostrando efficienza fisica ma uno stato di forma ancora precario.


50km


In Sud Africa è tempo di 50km, la distanza più amata dai corridori australi (Comrades a parte, naturalmente!)
Una bella corsa si è disputata alla GM Bay, sulla costa dell’Oceano Indiano, con eccellenti risultati. Il vincitore è stato Wayne Gallant in 2:52.24, crono di gran valore ottenuto da un maratoneta capace di correre in meno di 2:20 anche in altura. Seguono Elisha Sigxashe (3:04.13) e Charles Mabengeza (3:05.21). Discrete anche le ragazze: Chris Stewart (3:51.29) e C.Claasen (3:59.01)


Stein e Coburg 6 ore


Ci trasferiamo in Europa per dare conto della Sei Ore di Stein, in Olanda, una corsa iniziata nel 1996 e che ha conosciuto tempi migliori, come quando fu teatro del primato mondiale su strada ad opera del polacco Tomasz Chawawko, che percorse oltre 92 chilometri.
Quest’anno si registra un dominio del Belgio, che fa tre su tre fra i maschi e si aggiudica anche la prova femminile. I migliori sono stati Pieter Vermeesch (83.962), Gino Casier (82.688), Gert Mertens (81.722) e la signorina Conny Braekmann (73.500)
Sulla stessa distanza, ma stavolta a Coburg in Australia, il vincitore è stato Deon Cook con 79.594 mentre la prima donna è stata Sharon Scholz con 71.927


Transgrancanaria


 Attraversare le isole di corsa è diventato di gran moda, sulla scia della corsa di Reunion, che rimane tuttavia inimitabile.
La maggiore delle isole Canarie, territorio spagnolo in pieno Oceano Atlantico, non ha voluto mancare ed organizza perciò da qualche anno una bella corsa, che raccoglie anche una discreta partecipazione estera.
Si allestiscono diversi percorsi, il più significativo dei quali misura approssimativamente 123 chilometri e propone un totale di 7.200 metri di dislivello.
I corridori di casa hanno dominato in campo maschile, con Miguel Heras Hernandez (13:04.14), seguito dal catalano Arnau Julià Bonma e da Adolf Aguilo Bom.
In campo femminile la corsa è stata nobilitata dalla presenza, con vittoria, dell’inglese Elizabeth Hawker. Lei è una ricercatrice che lavora soprattutto in Antartide, e fra una spedizione e l’altra si dedica con passione alle corse estreme e di solito le vince. L’unica volta che si è cimentata in una corsa “normale” su strada è stato nel mondiale 2006 dei 100km, dove naturalmente ha vinto, reagendo nel finale ad un generoso tentativo di rimonta di Monica Carlin. Qui non ha avuto problemi, arrivando undicesima assoluta e staccando di quaranta minuti Nerea Martinez Urruzola e la tedesca Julia Alter.


Yours Truly 50km


Si tratta di una gara invernale di 50km che si corre fra gennaio e febbraio in diverse date e sedi, ed alla fine si compila una classifica integrata.
Aderiscono nazioni nordiche o quasi, come Finlandia, Canada, Ungheria e Olanda. Spesso si corre sulla neve. Quest’anno si è messo in bella evidenza l’ungherese Gabor Szabo che ha realizzato un tempo di 3:23.55 che di per sè non sarebbe niente di speciale se non ci fossero le immaginabili condizioni ambientali. Alle sue spalle, molto lontani, Antti Nisonen e Jaap Vis.
La prima donna è stata Szilvia Lubics, anche lei ungherese, in 4:12.24


Campionato Usa 50km


Nella tradizionale sede di Caumsett Park, stato di New York, si è svolto l’annuale campionato Usa dei 50km, valido anche come prova di qualificazione per il Trofeo IAU della distanza, che viene riproposto nonostante l’asfittica edizione 2009. In questo caso pensiamo che la IAU faccia bene ad insistere perchè l’idea è buona e bisognerebbe trovare le modalità oragnizzative più adatte per lanciarla come merita.
Qui ha vinto il conosciuto ultra-maratoneta Michael Wardian, non un fenomeno, che ha chiuso nel discreto tempo di 2:55.50, peraltro unico a scendere sotto le tre ore. Seguono infatti Malcolm Campbell (3:04.23) e Jaime Scott (3:13.25). In campo femminile non si è fatta viva la vincitrice dello scorso anno, Kami Semick, che tra l’altro ha anche vinto facilmente il Trofeo Iau, e la vittoria se l’è aggiudicata la donna di casa Yolanda Flamino in 3:34.26. Si tratta di una esordiente per le corse ultra, classe 1977, capace di correre la maratona in 2:42.53 nel 2008 arrivando 38^ ai Trials Olimpici Usa.
Alle sue spalle sono arrivate Annette Bednosky, una vecchia conoscenza, in 3:43.48 e Jill Perry in 3:47.59


Las Verapaces 80km


Normalmente non citiamo le gare su distanze “spurie” ma stavolta un’eccezione la merita la gara di 80km che viene organizzata per il secondo anno a Coban, in Guatemala, proprio a causa del piccolo Paese centro-americano dove si svolge. Sono territori vergini, dove le UM sono ancora un’avventura sconosciuta, e quindi i coraggiosi che le fanno meritano almeno una citazione. Il vincitore è stato Oscar Ramos, guatemalteco, che ha coperto la distanza in 6:32.44, che non è niente male anche sul piano cronometrico. Seguono Erick Chocool (7:16.00) e Carlos Ical (7:26.50). Pare che il prossimo anno la distanza di gara venga portata ai classici 100km.

Autore: Franco Anichini

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