Maratone e altro — 10 novembre 2009

100km degli Etruschi


Quarta edizione della ultra-maratona degli Etruschi, contando anche l’edizione zero. Dopo la straodinaria edizione dello scorso anno, valida per il campionato del mondo, si nutriva qualche apprensione per questa edizione, che invece ha fatto registrare un buon successo. Il romano Giorgio Calcaterra non poteva lasciarsi sfuggire la quarta vittoria consecutiva, e così è stato, in 7:04.05. buono per questo finale di stagione. A contrastargli da lontano il passo c’è stato solo il russo Konstantin Zhelenov, che ha chiuso in 7:31.28, davanti agli altri italiani, Loris Fanton. esordiente, in 7:58.21 e Michele Evangelisti (8:06.42). Quinta assoluta e prima donna è stata Monica Casiraghi in 8:31.36. Per lei questa è la seconda vittoria dell’anno sui 100km su due uscite, dopo quella della Brianza. Dopo la gara si è quasi scusata per il tempo (che comunque è valido) spiegando che la mancanza di avversarie competive e la bellezza straodinaria del paesaggio l’hanno indotta a risparmiare le forze per i futuri impegni agonistici.

Finale Trofeo IAU 50km

Vincono Sud Africa e Stati Uniti


Si è corsa a Gibilterra la finale del Trofeo Iau dei 50km. Si tratta di una manifestazione nata con grandi ambizioni ma che non è mai decollata. L’intenzione era quella di invogliare i maratoneti migliori a provarsi su distanze superiori, ma, ad oggi, non risulta avere centrato l’obbiettivo.
Il Trofeo si articola su varie prove di selezione ed una finale. Praticamente ogni Nazione può proporre una sua gara di 50km, purchè regolarmente misurata. Ebbene, rispetto alla Nazioni affiliate Iau, che sono una cinquantina, solo in 13 hanno risposto all’appello degli organizzatori. A conti fatti, sono mancate Nazioni importanti come Russia, Francia, Spagna e Polonia, ma anche Brasile, Nuova Zelanda, Corea e molte altre, specialmente europee.
Come se non bastasse, si sono poi aggiunti problemi relativi al percorso. Infatti all’ultimo momento la polizia locale ha negato i permessi per la chiusura al traffico, costringendo gli organizzatosi ad arrangiarsi all’ultimo momento su di un percorso di fortuna ricavato nella zona portuale, in mezzo ad inquinamento, traffico, frastuono e… quant’altro. Inoltre c’erano molte brevi ma dure salite, e perfino alcune gallerie, non illuminate, dove era difficile respirare a causa del ristagno di sostanze maleodoranti.
I migliori dopo la fase di qualificazione sono risultati essere il nostro Emanuele Zenucchi, vincitore in Romagna, e la sud-africana Riana van Niekerk, ma entrambi non si sono poi curati di partecipare alla finale.
Alla fine del salmo, una cinquantina di atleti si sono dati appuntamento a Gibilterra e di questi solo 29 hanno raggiunto il traguardo, fra i quali solo sette donne!
Nonostante tutti questi problemi, che certo non hanno contribuito a migliorare la credibilità della IAU, alla fine i due vincitori appaiono del tutto degni di una manifestazione che meritava miglior fortuna.
Negli uomini ha vinto il sud-africano Lucas Nonyana, qualificato nella Om die Dam. Si tratta di un ottimo ultra-maratoneta, che quest’anno si è classificato quinto nella mitica Comrades, e che dopo la gara ha dichiarato che spera di essere presente al prossimo campionato del mondo dei 100km (ancora a Gibilterra, fra un anno).
Questa è la risultanza più importante, perchè potrebbe segnare il rientro nelle gare internazionali del Sud-Africa, Nazione leader delle UM, assente da oltre dieci anni. Il che, forse, potrebbe trascinare altre nazionali africane della zona, quali il Lesotho, la Namibia e lo Zimbabwe, tutte potenzialmente molto forti, e magari perfino il Kenya…
In campo femminile abbiamo salutato una vincitrice altrettanto degna, nella persona dell’americana Kami Semick, campione del mondo in carica dei 100km, la quale vantava il miglior tempo fra le presenti. L’americana ha corso giudiziosamente, senza strafare, limitandosi a vincere con un tempo tutto sommato normale: 3:29.48, che rapportato alla maratona equivale a 2:56.12. Niente di speciale, ma ampiamente giustificato dalle condizioni di corsa e sufficiente per infliggere un distacco pesante alle seconda, che è stata la nostra Monica Carlin.
La trentina è stata peraltro l’unica dei nostri a mettersi in evidenza, stante i ritiri di Boffo e Armuzzi, che erano le nostre carte migliori in campo maschile.
Il suo tempo è stato di 3:37.10, nettamente peggiore del 3:31.41 ottenuto in primavera sul difficile percorso della 50km Romagna. Dopo la gara si è appreso che nei giorni precedenti era stata colpita da una lieve forma influenzale, superata brillantemente ma che certo deve aver lasciato qualche strascico. Stante tutte queste risultanze, la sua prestazione può considerarsi buona. Se stavolta non ha vinto, poco male, ci saranno altre occasioni: questo è lo sport, quello vero.

Le corse a tempo e 100km

In questo periodo le gare di 24 ore non vanno di certo in vacanza, anche se i corridori devono sfidare spesso il freddo notturno.
Ne fa fede la corsa di San Francisco, negli Usa, denominata semplicemente “One Day” vinta da Brian Krogmann con un discreto risultato finale di 225.485km. Bene anche le donne, anzi addirittura migliore tecnicamente la vincitrice Suzanna Bon con 216.795.
In Argentina le gare di ultra-maratona stanno prendendo lentamente piede: il programma si aplia e si completa e le competizioni accolgono un dignitoso numero di partecipanti. I risultati tecnici sono ancora pioneristici, ma siamo sicuri che presto miglioreranno. Il campionato nazionale delle 24 ore si è corso a Trelew, su pista, con la partecipazione anche di alcuni atleti provenienti da altri Paesi sudamericani. Hanno vinto Walter Lopez (187.474) e Alicia Colilaf, esordiente, con 170.919
Una buona Sei Ore si è corsa a Troisdorf in Germania, senza risultati eclatanti ma con una bella dimostrazione di massa. Ha vinto Gino Casier, belga, (81.930) davanti a Gert Mertens (BEL/81.250), Thomas Herget (80.978), Marian-Jan Olejnik (80.951), Jorg Hooss (80.511) e Ronald Gasch (80.330). Netta vittoria in campo femminile per Tanja Hooss (78.529), davanti a Antje Krause (74.390), Pamela Veith (74.092) e Conny Braekmann (BEL/74.015).
Nel campo delle 100km, segnaliamo il buon esito del campionato nazionale canadese, Nazione che talvolta ha saputo dire la sua nelle UM. Sul percorso da Haney a Harrison, ha vinto Darin Bentley in 7:49.37 mentre prima donna e seconda assoluta è arrivata Denise Mohale, che solitamente si cimenta nelle corse fuori strada, che ha impiegato 8:15.56, dopo dura lotta con Suzanne Evans, anche lei molto bene in 8:30.45.

Autore: Franco Anichini

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