Cronaca — 13 novembre 2007

Per noi in Italia la gara che più attrae l’attenzione è stata la 100km degli Etruschi, giunta alla sua seconda esperienza, anche se porta il numero uno per via del fatto che quella dell’anno scorso è considerata un’edizione di prova.
Sul piano agonistico la gara maschile non ha avuto storia con la consueta cavalcata in coppia di Calcaterra e D’Innocenti, con un bel finale del romano che ha dato prova di una consolante efficenza globale, pur su ritmi di tutto rispetto. Giorgio ha chiuso in 6:56.36 mentre Marco ha finito in 7:11.55. Anche per lui è arrivato un riscontro positivo dopo i guai fisici dai quali era stato frenato nel recente passato. Ottimo terzo Ivan Cudin (7:29.39) che progredisce continuamente.
Andamento simile fra le donne, con Paola Sanna inizialmente da sola, poi a lungo in compagnia della buona maratoneta croata Marija Vrajic, che nel finale ha prevalso per quattordici secondi, tutti guadagnati nel finale in salita: 7:53.48 contro 7:54.02 gli ottimi riscontri cronometrici.
Salutiamo con grande gioia la ritrovata Paola Sanna, uscita limpidamente da un periodo difficile che ha superato felicemente con la sua straordinaria forza d’animo. Bentornata, grande guerriera!
Questa corsa viene a coprire un vuoto nel calendario italiano delle ultra, e questo è un fatto molto positivo, ma mostra anche alcuni limiti su cui i bravi organizzatori dovranno lavorare meglio. Mi riferisco al percorso, bellissimo ma assolutamente solitario, con gli atleti che vagano per ore nella campagna senza udire voce umana. Inoltre la zona mostra, in questo periodo invernale, una sorprendente carenza recettiva, che rende difficoltoso il viaggio per molti, nonostante i numeri piccoli della manifestazione. Cosa accadrebbe se arrivassero mille iscrizioni?


Le 100 chilometri


In attesa che le 24 ore riprendano il proprio fatale andare, sono le 100 chilometri a tenere banco.


Si è corso a Saint Esteve, un paesino sul versante francese dei Pirenei del Sud, in una zona che rivendica la propria appartenenza alla Catalogna con la stessa cocciutaggine di quella analoga spagnola, al punto che Perpignan, il principale centro della zona, si proclama orgogliosamente ‘capitale della Catalogna del Nord’. Si tratta di una gara su circuito di 10km, la tipologia che sempre di più si afferma come la più adatta per questo tipo di prove, e che in passato vide la bella corsa di Lorena Di Vito. Quest’anno hanno vinto Alain Grasset (8:03.37) e Emilienne Rogy (9:48.27).
Altra corsa di buona tradizione è quella polacca di Kalisz, avversata quest’anno dal maltempo, che da quelle parti quando dice di ‘mordere’ lo fa sul serio, ma ciò nonostante onorata da un centinaio di corridori, tutti preceduti dall’ucraino Ruslan Kandiba (7:47.18), seguito da Maciej Latkowski (7:57.05), e da Agnieszka Mizera (9:52.27).
La ‘carrera pedestre’ di Madrid si svolge normalmente in primavera ma quest’anno è stata spostata a causa della coincidenza col campionato europeo delle 24 ore, organizzato dallo stesso gruppo.
Nel cambio ci ha rimesso qualcosa sul piano della partecipazione, con l’assenza dopo molti anni dello squadrone russo e dei migliori spagnoli. Comunque ha vinto un ospite, il collaudatissimo ungherese Janos Bogar (7:21.43) davanti a Paris Canals Rovira (7.45.29) e Josè Manso Crespo (7:57.39)
Ad Harrison si è corso il campionato canadese, vinto da Darin Bentley (7:39.44) e da Tania Whelan (10:15.22) mentre il campionato messicano si è celebrato come al solito a Monterrey, organizzato da Sylvia Andonie ed ospitato da una lunga pista ciclabile immersa nel centrale parco cittadino ‘Ninos Heroes’: una collocazione ideale! Ha vinto Juan Antonio Bravo (7:35.07) mentre in campo femminile si è avuto l’ottimo esordio della maratoneta Marina Valencia, che ha corso praticamente da sola chiudendo in 8:33.43.
Infine a Christchurch, Nuova Zelanda, la Sri Chnmoy Races ha ripreso l’attività con una 100km trail corsa quasi tutta nella foresta, vinta da Graeme Butcher in 8:53.12 e dalla maori Annie Falotanoai in 11:04.22


Le corse a tempo


Una buonissima 24 ore si è corsa ad Aulnat, in Francia, su circuito stradale di 1100 metri. All’inizio si mettevano in evidenza lo spagnolo Daniel Cardoso Diaz (130.256 alle 12 ore) ed Eric Trabut (126.767 a metà prova). Poi emergeva Christian Efflam che andava a vincere avendo completato 238.415 metri nel tempo totale. Bene anche Philippe Warembourg (235.709) ma soprattutto la signora Anne-Marie Vernet, che ha totalizzato 220.312 metri. Per lei si tratta della ottava prestazione mondiale dell’anno, subito davanti alla nostra Casiraghi. In totale sette corridori hanno superato i 200km, portando così a 65 il numero delle volte che atleti francesi hanno superato questo ‘muro’ nel corso del 2007.


Invece in Germania, a Troisdorf, tradizionale corsa sulle sei ore che spesso ha fornito grandi risultati. Quest’anno l’esito finale rispecchia la situazione delle ultra in quel Paese: grande partecipazione di massa ma livellamento verso il basso dei valori tecnici. Infatti il vincitore è stato Jorg Hooss (80.827), davanti a Marian Jan Olejnik (78.845) e Daniel Beha (78.315). Tanto per dare un’idea ricordiamo che Claudio Leoncini aveva coperto 81.792 metri il 24 marzo a Ciserano. Nel femminile Simone Stoppler (74.256) ha preceduto Tanja Hooss (72.894) e Carmen Hildebrand (72.643). Si tratta di atlete che in varie occasioni hanno indossato la maglia della loro nazionale. Anche qui ricordiamo che Paola Sanna aveva fatto 77.753, pur dovendo fare i conti con un percorso troppo stretto in relazione alla massa dei corridori presenti.


Infine segnaliamo che il milanese Vincenzo Catalano, classe 1969, sta partecipando, sempre a Monterrey, al campionato mondiale del deca-ironman. Si tratta di una gara massacrante, che prevede la disputa di dieci ironman consecutivi, uno al giorno. Catalano è alla sua terza esperienza in una prova del genere, ed ha al suo attivo inoltre 46 ironman singoli e 60 maratone.


 

Autore: Franco Anichini

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