TuttoCampania — 10 settembre 2012

Una corsa con il cuore nello zucchero, per via delle decine di bancarelle ricolme di torroni e dolciumi, a contornare il passaggio in piazza degli 800 atleti che hanno scelto la gara della Podistica Marcianise, per questo fine settimana. Arrivo e partenza nel cuore storico della cittadina, quella piazza Umberto che offre la magnifica visione di uno dei monumenti più pregiati della storia napoletana. Non si tratta di chiese e palazzi, che pure destano curiosità, ma di una fontana tanto cara a re Ferdinando IV e a Maria Carolina. C’è la mano di uno degli allievi del Vanvitelli alla creazione della Fontana dei Delfini, a metà strada dalla facciata del municipio e dell’antico tempio religioso dedicato a San Carlo. Decine di atleti vi hanno sostato, seduti sul circolare basamento a due gradini  di fine Settecento, poco lontano dal palco della manifestazione. Da quei rubinetti riesce a scorrere l’acqua della Reggia di Caserta, attraverso l’antico villaggio di Recale e sulla targa, posta ai piedi della costruzione, c’è la riconoscenza di un popolo per gli allora sovrani del regno delle Due Sicilie.

Città della canapa e dello sport, Marcianise saluterà i “suoi” pugili che durante i festeggiamenti in onore del Crocifisso verranno in piazza a ricevere il giusto tributo degli appassionati. La corsa dei 10 km. si è inserita nel fitto programma settimanale che venera il Cristo in Croce, simbolo assai caro nell’intera piana casertana. Quell’effige prelevata oltre trecento anni fa dall’ex Conservatorio dei fanciulli di Napoli, che altro non è che l’attuale Seminario arcivescovile dei Colli Aminei. Crocifisso miracoloso per aver allontanato siccità e colera nel 1706, ma anche venerato per la memorabile visita di Papa Giovanni Paolo II.

Il viaggio settimanale attraverso le competizioni podistiche della regione ha fatto conoscere l’ospitalità casertana, che addirittura a Marcianise riesce a far aprire i pesanti portoni degli antichi palazzi, pur di permettere allo “straniero” di parcheggiare in santa pace l’auto nell’intasato centro storico. L’ospite è sacro, al pari del pranzo domenicale che nel cortile si prepara nel forno di campagna. Fuori dal maestoso androne è un vociare di musiche e microfoni, un rincorrersi di grida e nomi, mentre qui, alle spalle della piazza, il tempo sembra essersi fermato. La partenza della gara richiama all’ordine, per le chiacchiere che sanno di storia se ne riparlerà più tardi.

Partenza affollata nel budello di vie che circondano il quartier generale. Il percorso è pianeggiante, se si eccettuano due cavalcavia posti ai primi chilometri dei due giri diseguali; nel primo c’è più città, nel secondo avanza la periferia. Ma entrambi riservano tratti dell’antico centro storico pavimentato con i lastroni di basalto. Intorno c’è l’architettura edilizia di quella che fu un’antica colonia romana.

Ai passaggi dell’intergiro ci sono gli applausi dei tanti spettatori, i flash degli amici fotografi e la voce del caro speaker, che mi saluta cordialmente. In tutto questo riesco a mandar giù un sorso d’acqua dei generosi approvvigionamenti.La Podistica Marcianisesi fa in quattro per farci sentire a casa nostra ed alla fine c’è anche un buon gelato per tutti noi. Intantola Messanella vicina chiesa è finita e s’avvicina l’ora di pranzo. Tra una premiazione e l’altra, c’è anche l’ultimo bagno di stagione che aspetta.

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Peluso

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