Curiosita — 06 gennaio 2010

Una Vergogna.


Lo Sport è tale, e la corsa in particolare, perché è tutt’altro (o almeno dovrebbe essere tutt’altro) di quanto la quotidianità ci propone: con i suoi compromessi, le sue piccolezze, le sue vergognose disparità.


Lo Sport, e la corsa in particolare, è socializzazione, gioia di vivere, fantasia del Cuore, giustizia: espressione degli allenamenti e dell’impegno profuso in essi.


La gara di Acerra ha avuto il piacere di avere tra l’altro al via atleti di prestigio e valore assoluto eppure, se guardate la classifica (e senza nessuna colpa di chi ha organizzato), nella stessa non troverete traccia di Marco Calderone, Debora Toniolo, Giovanni Ruggiero, Paolo Ciappa, Abdelhadi Ben Khadir, di Mimmo d’Ambrosio (tra l’altro il vincitore, e con lui Debora Toniolo, dello scorso anno).


Quale Sport è questo che mi ritrovo ad amare e presentare la domenica?


Per me, e non solo per me, ma per chiunque ami la corsa (come noi la amiamo) conta solo il crononometro e, soprattutto, la correttezza di chi vive il Nostro Amore. Una tessera diversa, una società di appartenenza non Campana, non può e non deve rappresentare un limite, una esclusione da un evento: Mai!


Che sport è questo che mi ritrovo ad amare?! La politica ha regionalizzato anche le gare.


Giusto chiedere l’idoneità agonistica, per garantire sicurezza e serenità. Ingiusto tutto il resto.


La Corsa è libertà, e la libertà è ritrovare in classifica Debora, Giovanni, Mimmo, Abdelhadi, Marco, Paolo…e tutti gli atleti che tagliano il traguardo.


Non perchè si è emigrati, sportivamente parlando (tante volte costretti a farlo, per trovare società capaci di darti un aiuto, anche ecnomico) ci si deve poi ritrovare clandestini nella propria terra. Non perchè si è deciso di tesserarsi ad un ente piuttosto che un altro, ci si deve poi trovare buttato fuori da una classifica ufficiale.


Lasciate che sia il cronometro l’unico parametro a definire la classifica. Altrimenti sarà ancora e solo, una vergogna!


 


 


 


 

Autore: Marco Cascone

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Peluso

  • villano gianluca atletica scafati

    hai raggione marco e una vergogna

  • michele cesarano agg. hinna

    Non si puo negare a ragazzi del calibro di mimmo d’ambrosio, marco calderone ,giovanni ruggiero, christian gaeta, gilio iannone, paolo ciappa, martina rocco, giustina menna,alessandro d’ascoli, angelo iannelli di correre settimanalmente xke sarebbe un ripudio della terra che li ha fatti crescere e diventare campioni

  • pino veneruso asd silma

    daccordissimo con te marco . ciao a presto.

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Caro Marco, capisco il tuo dispiacere, il tuo disappunto. Ma ogni sport ha le sue regole, se queste non piacciono bisogna lottare per cambiarle; ma nel frattempo bisogna rispettarle. Se gli amici di Acerra pensavano di invitare atleti di grosso calibro potevano rendere la gara nazionale e le tue recriminazioni non ci sarebbero state. Non basta però avere atleti competitivi alla partenza per dimostrarsi all’altezza. Penso che ci siano alcune gravi distorsioni nei nostri eventi (che ho già più volte segnalato e non mi ripeto) e mi dispiace che, quasi sempre, si faccia finta di non notarle (anzi, talvolta, diventano “virtù”); poi, ogni tanto, si spara a zero sui regolamenti. Senza, prima, fare qualcosa di concreto per evitare queste distorsioni (alcune delle quali sempre più spesso vengono sottolineate da atleti e dirigenti).
    I redattori di questo sito penso che abbiano il dovere, oltrechè il diritto, di remare nella direzione giusta, che è quella del rispetto delle regole. Altrimenti si che fanno un danno irreparabile al nostro sport, agli atleti e agli organizzatori che rispettano i regolamenti, al Comitato regionale FIDAL che sta facendo pienamente il proprio dovere (ultima dimostrazione: annullamento della tassa aggiuntiva per le gare regionali).

  • Gaetano Marino Marathon Club Neapolis Vesevo

    Sono stati abbattuti muri, recinzioni, dato vita al MEC, alla CEE, istituito il trattato di Mastritch, accordi di Schengen per la libera circolazione di cittadini nell’unione europea, e atutt’oggi si esclude un atleta dalla classifica solo perchè proviene da un ente di promozione o tesserato di un altra regione. ASSURDO. Bravo Marco complimenti per lo stile, la professionalità, e l’amore che dai a questo sport.
    Ranners uomo libero.

  • Turco Antonio -Arca Atletica Aversa-

    Carissimo Marco sono pienamente d’accordo con te, ma non so in che modo noi atleti potermmo far sentire la nostra voce. Forse sensibilizzando i presidenti delle ns società che a loro volta riportano al presidente fidal regionale?. il nostro slogan dovrà essere sin da ora ” LASCIATE CHE SIA IL CRONOMETRO L’UNICO PARAMETRO A DEFINIRE LA CLASSIFICA.”

  • Emilio Bassi – Saronno

    Ma perchè tutto si deve sempre complicare? Credevo che l’atletica, e in particolar modo la corsa, fosse priva di qualsiasi forma di proibizionismo. Corro solo da poco le garette domenicali ed a volte mi diverto con la famiglia ad andare in giro per l’Italia anche e sopratutto per gareggiare. Ma se poi scopro che, fatti tanti chilometri in auto, rischio di non essere nella classifica finale, che sfizio c’è?
    Marco, certamente questo è lo sport che amiamo, amo e amerò sempre, e nessuno, dico nessuno, può metterci dei freni!!

  • marco prosperi

    marco, forse magari se la gara fosse “nazionale fidal” questo problema non si sarebbe posto. allora, eliminiamo l’iscrizione di gara regionale lasciando solo “gara nazionale” (magari riducendo di un 20% la quota). se si accetta un regolamento questo va rispettato, nei confronti e nel rispoetto di tutti. altrimenti perchè un organizzatore dovrebbe pagare una quota maggiorata per averla come nazionale (figurarsi per internazionale)?

  • pasquale della torca – amatori podismo benevento

    sono d’accordo con marco: in un mondo che vorrebbe da anni abbattere ogni tipo di barriera geografica e di confine, ci si ritrova, proprio nel mondo dello sport, a mettere “i paletti” agli atleti che vengono da fuori regione a partecipare a gare regionali. A questo punto è molto più coerente l’on.Bossi e la sua truppa che da anni vorrebbe federalizzare ogni regione!!!
    Una nota sulla gara caro Marco: possono essere 150 o 1500 gli atleti al via, ma non deve esistere che non si mettano a disposizione 4-5 transenne sulla linea di partenza, da togliere 15 secondi prima dello sparo (bastano 2 volontari) per evitare quello che è accaduto stamane ad acerra. Secondo me puoi fare qualcosa per fare in modo che non accada più. Alla prossima!!

  • Agostino Toselli Road Runners Maddaloni

    Condivido a pieno tutto quello che hai esposto.

  • raffaele colantuono

    ragazzi, la penso come voi ,ma le regole si cambiano discutendo partecipando alle riunioni che la fidal indice,facendo capire che non bisogna mettere barriere ne regionali ne tra atleti quindi mettiamoci insieme per far capire alla fidal cosa migliorare per il bene dell’atletica.

  • sonia marongiu atletica città di padova

    uhm… sto iniziando ad analizzare le conseguenze del nuovo regolamento fidal. ancora non mi sono fatta un’idea delle conseguenze pratiche della nuova norma. a pelle ho già detto che non mi piace perchè non è possibile mettere barriere regionali nelle gare. magari benedetto ci può spiegare meglio il motivo VERO di questa norma, a mio giudizio assurda. cioè non trovo nessuna motivazione, se non quella di bieco affarismo. detto questo, concordo pure con chi dice che in previsione di una partecipazione di atleti di questo calibro, la gara poteva essere pensata come nazionale e non come regionale. d’altronde, leggendo i commenti degli atleti (cioè di chi corre e sa veramente che cosa è successo durante tutta la gara) su costo di iscrizione, numero di partenti e premi finali mi pare di capire che non è che mancassero fondi!! poi ho letto di auto sul percorso, di pericolo per l’incolumità degli atleti.. non so! scusate l’invasione e l’invadenza. non ho partecipato, leggo da fuori, da esterno, ma il caso “acerra” dà da pensare! saluto tutta la campania!!!

  • cristallo tommaso cleb runners grumesegiusto sig m

    giusto marc sono un vecchio ciclista che con la tessera iscrizione della campania si puo partecipare a tutte le gare sul territorio europeo quelli che lsi lamentano si facessero il giro del palazzo el
    lasciassero questo sport. quache domenica mi avvicino a te eti raccontero perche ammo il podismo ti prego non cestinarla

  • lorenzo vanacore aspd runner’s villa di briano

    caro marco hanno perso un’altra occasione per dar vita ad una vera festa di soprt allora io quest’anno non avrei potuto partecipare alla gara di viareggio essendo tesserato in campania e quella una gara regionale bah…. evviva la corsa bbasso le regole inutili

  • alessandro garatto ,podistica Marcianise

    Marci sono pienamente d’accordo con te,io penso che la FIDAL è lo STATO e come tale se non ci sono profitti ………………

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Ciao Sonia, perchè dovrei spiegarti proprio io il motivo di una norma che mi limito a rispettare? Devi sapere, cara Sonia, che da 7 anni paghiamo, per la nostra gara a tappe “Le Colline di Napoli” (una volta abbiamo avuto l’onore di averti), 3 tasse nazionali, come se fossero appunto 3 gare diverse. Devi anche sapere che, nel maggio scorso, a Scampia, per ospitare alla “Corsa delle Donne” atlete del calibro di Gloria Marconi, Denise Cavallini e Martina Rocco abbiamo reso la gara (che l’anno prima era regionale) nazionale. Concordo dunque pienamente con il tuo ex Presidente Raffaele Colantuono: bisogna lottare, con apposite riunioni tra addetti ai lavori, per cambiare le regole che non vanno. Tutto il resto non ha senso. Cordiali saluti e a presto

  • marco prosperi

    scusate signori, il concetto filosofico – sociale è ovvio e giusto: libertà libertà libertà! ma qui non parliamo di questo. la fidal per regolamento organizzazione gare ha posto delle classificazioni organizzative: internazionale (costo altissimo e previo pedigree e anni di organizzazione di una gara) – nazionale (costo alto e possibile a qualsiasi organizzazione anche al primo anno, logicamente previa conformità regolamentare) – regionale/provinciale (costo non alto e possibile anche qui a qualsiasi organizzazione: come questo caso). ora dico, se alcuni organizzatori pagano dei top atleti, quindi possono permettere di pagare ingaggi….perchè non hanno pagato la quota per gara nazionale? non si agisce da furbi, scusate. la regola è regola se un organizzatore vuole stare in un determinato contesto, nel rispetto di tutti. poi, siamo tutti d’accordo che la fidal ha poco senso. ma se uno adesrisce alla fidal deve rispettarne le regole. altrimenti iscrive la sua gara a un ente di promozione sportiva.

  • Peppe Sacco

    Ciao Marco, ho inviato una lettera alla Segreteria Presidenza Fidal Roma e per conoscenza all’Ente a cui sono affiliato per quando tutto ciò è accaduto al Trofeo della Befana di Acerra dove si è ammirato ‘La prosaicità degli incoscienti ‘ la stessa spero che sia pubblicata anche su questo Sito. Ciò che hai asserito si poteva evitare applicando la regola sottostante che modifica della versione del 23 ottobre 2009 inserita in data 18 dicembre 2010 ha discrezione dei Comitati Regionali (nel caso nostro quello Campano) che prevede l’inserimento di partecipanti tesserati di altre regioni compresi quelli appartenenti a Gruppi Militari. Sono convinto e se dico sciocchezze smentitemi sento che di per questa manifestazione nulla si è fatto perché si è impreparati oppure accecati da altri spiriti tanto che con una missiva del C.R. protocollo n° 8 in data 5 gennaio 2010 con firma del Presidente si presentava con un emendamento copiato da vecchie regole che fanno parte per le prove di campionati. quindi l’alternativa c’era decisionale anche nella stessa mattinata considerando che era presente il segretario sig. Marco Piscopo.
    Edizione 2010 – versione approvata dal Consiglio Federale del 23-10-2009
    e successive modifiche del C.F. del 18-12-2009
    Art . 5 – NORME PER LE CORSE SU STRADA
    Regionali ‘B’- Provinciali: gare per le quali è ammessa la partecipazione
    di:
    atleti italiani e stranieri tesserati per Società della Regione affiliate alla
    Fidal;
    atleti italiani tesserati in ambito regionale per gli Enti di Promozione
    Sportiva (Sez. Atletica), nel rispetto delle convenzioni stipulate con la
    Fidal;
    atleti provvisti del ‘cartellino di partecipazione gara’, nel rispetto di
    quanto previsto all’art. 12/6.
    Regionali ‘A’: gare per le quali è ammessa la partecipazione di:
    oltre agli atleti che possono partecipare alle manifestazioni
    regionali ‘B’ ciascun Comitato Regionale ha facoltà di
    consentire, in manifestazioni regionali organizzate nella propria
    regione, la partecipazione di atleti italiani e stranieri, tesserati
    per società di altre regioni, esclusi quelli compresi in un elenco
    di atleti ‘Top’ italiani predisposto annualmente dal Settore
    Tecnico Nazionale e ‘Top’ stranieri con permesso di soggiorno
    per attività sportiva dilettantistica, applicando una eventuale
    tassa aggiuntiva alla tassa approvazione gara già prevista per le
    manifestazioni regionali.
    Ciao ci vediamo a Sant’Antonio Abate dove vige la regola primaria Vinca il Migliore.
    Peppe Sacco.

  • marco prosperi

    facciamo un esempio. tipo a un concerto. ci sono due tipologie di biglietto, una economica (in piedi) e una costosa (posto a sedere). magari si contesta che ci siano due differenze di biglietto, ok. ma l’organizzazione del concerto ha posto questa regola. bene. se uno che paga il biglietto economico si posiziona in un posto a sedere, tu che hai pagato il biglietto costoso (a sedere)….ti incavoli o no? risposta….

  • sonia per benedetto

    ups.. benedetto, scusami non volevo essere scortese. solo che magari tu da organizzatore ne sai più di me! io mi limito a leggere! poi mi sono dimenticata pure di questa postilla delle gare regionali A e B che peppe ha fatto bene a riportare. quoto alla grande marco prosperi ma mi chiedo pure se gli addetti ai lavori conoscessero la postilla riportata da peppe! scusa eh.. non volevo far polemica! poi raffaele colantuono ha quasi sempre ragione! quasi….

  • marco prosperi

    facciamo un esempio. tipo a un concerto. ci sono due tipologie di biglietto, una economica (in piedi) e una costosa (posto a sedere). magari si contesta che ci siano due differenze di biglietto, ok. ma l’organizzazione del concerto ha posto questa regola. bene. se uno che paga il biglietto economico si posiziona in un posto a sedere, tu che hai pagato il biglietto costoso (a sedere)….ti incavoli o no? risposta….

  • peppe tufano a.s.d.la solidarieà

    caro marco non posso che darti ragione per tutto quello che dici su questo sport,ma permettimi una domanda se la manifestazione,e la tassa fosse pagata dagli organizzatori come nazionale sarebbe successo’?un abbraccio peppe tufano

  • marco prosperi

    infatti è qui la vergogna, il classico pasticciaccio all’italiana: non tanto di quanto detto prima ma di quello che mette in evidenza peppe: regionale A e B che “permette” (non si sa chiaramente come e che tipo di arbitrarietà) la partecipazione esterna. infatti l’articolo di marco dovrebbe vertere su “la vergogna” di questa differenziazione.

  • pasquale soprano amatori frattese

    Non ci capisco piu nulla credetemi…..le regole sono regole,e vanno rispettate di quale natura,esse siano.Ma se non erro leggevo che nel 2009 TELESE( BN) E STATA ELETTA GARA IN CAMPANIA DELL ANNO.Ottima organizzazzione traffico zero(smog zero) parte del circuito transennato etc etc ripeto ottima organizzazzione mi chiedo e mi domando xche non si prosegue su questa strada……..forse e troppo semplice?Eppure Telese non e che sia una realta cosi lontana e diversa a rispettato solo delle semplici regole riuscendo ad essere prima in campania e li se non vado errato c era il fior fior dell atletica tutti sono stati premiati e nessuno si lamentato.E PRIMA CHE QUALCHE PURITANO DIRA LA SUA LA MIA E STATA SOLO UNA SEMPLICE COSTATAZIONE

  • Bromuro fabrizio ROMA ROAD RUNNERS

    Ciao marco hai ragione nn far correre qs campioni dove vogliono x una regola sbagliata della fidal e una vergogna x il ns sport
    sono un podista romano che con la scusa di gareggiare scopro posti nuovi e diversi amici podisti
    ho la ragazza ha napoli e ora grazie alla fidal dovro fare un doppio tesseramento x correre le vs gare regionali
    x noi master l’importante e correre guardare il cronometro e se e possibile migliorarci e nn la regione dove corriamo
    mi dispiacebbe con il nuovo regolamento nn corere ad atrani.c.napoli ecc
    ciao runners campani
    un saluto a benny scarpellino

  • gigi di meo Pozzuoli Marathon

    Tutte le forme di razzismo sono deleterie ed isolano coloro che danno vita al ripetersi di tali ingiustizie.Personalmente La cosa che più mi preoccupa e sentire svanire l’ottimismo di Marco;lui che con il suo entusiasmo riesce a coinvolgere chi gli è vicino e non solo ed in grado con la sua passione di dare un senso ai tanti amanti di questa questa disciplina…è un vero peccato

  • marco prosperi

    scusami gigi di meo….se ti scagli contro la fidal che mette regole inique siamo d’accordo. io farei un’unica quota d’iscrizione gara e differenzierei i costi se si tratta o di maratona o di mezzamaratona o di 10 km (ovviamente più bassa la quota mano mano che si scende in chilometraggio). questo in conformità dei dettami dell’unione europea, in particolare del tce (trattato comunità europea): tutti i cittadini dell’unione si dovrebbe muovere liberamente cosi come la partecipazione ad eventi sportivi. figuriamoci se tra regioni di uno stato membro….
    …..
    però, una volta posta la regola (ripeto: iniqua), questa va rispettata. altrimenti si giustifica l’organizzatore furbo che paga di meno la quota d’iscrizione rispetto agli altri organizzatori.

  • marco prosperi

    il quid lo pone peppe: la distinzione tra una regionale A da una B. come si decide? qual’è il criterio di arbitrarietà? come si assegna il “permesso”? è il tipico pasticciaccio all’italiana. la norma quando è chiara e si basa su criteri precisi la si può contestare o meno sul fatto di averla posta. ma una volta posta ci si adegua se si voglia far parte del contesto. la cosa che odio è l’arbitrarietà che genera modelli di comportamento tipici nostri italiani…..

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Figurati Sonia, ormai ho capito che sei “birichina” ma estremamente corretta e acuta nelle tue osservazioni. Anche io concordo pienamente con le considerazioni e l’esempio di Marco Prosperi. In questo mondo c’è “chi trase e’ sicc’ e se mett’ e’ chiatt’ ” (provo a tradurre: chi prima si infila e poi ti toglie il posto) e chi è “cornuto e mazziato” (inutile tradurre, spero).

  • Albino Di Filippo, Atl. Ermes

    Il sig. Peppe Sacco mi ha anticipato riguardo alle modifiche apportate in data 18-12-2009 alle “Norme per l’organizzazione delle manifestazioni” in merito al distinguo tra Gare Regionali di Tipo A e B! Ora, da persona poco informata sui fatti, mi chiedo: come è possibile che gli organizzatori di una gara con 1500 iscritti e tanti atleti d’elite (a rischio) si siano potuti lasciar sfuggire questo particolare??? Forse Madre FIDAL , se pur spesso sciagurata nelle sue decisioni, non è causa di tutti i mali, forse quando ‘qualcuno’ disse ‘Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” non pensava così male!

  • marco prosperi

    scusami gigi di meo….se ti scagli contro la fidal che mette regole inique siamo d’accordo. io farei un’unica quota d’iscrizione gara e differenzierei i costi se si tratta o di maratona o di mezzamaratona o di 10 km (ovviamente più bassa la quota mano mano che si scende in chilometraggio). questo in conformità dei dettami dell’unione europea, in particolare del tce (trattato comunità europea): tutti i cittadini dell’unione si dovrebbe muovere liberamente cosi come la partecipazione ad eventi sportivi. figuriamoci se tra regioni di uno stato membro….
    …..
    però, una volta posta la regola (ripeto: iniqua), questa va rispettata. altrimenti si giustifica l’organizzatore furbo che paga di meno la quota d’iscrizione rispetto agli altri organizzatori.

  • peppe tufano a.s.d.la solidarieà

    prosperi condivido tutto delle tue parole di buon senso ma vorrei dire una parola atutti quei podisti che invocano la libertà di correre,visitare il mondo correndo chi c’è lo vieta ma se vogliono partecipere ad un evento fatto di regole si devono informare e rispettarle. Piuttosto una maggiore attenzione da parte degli organizzatori!

  • Carlo Cantales – Comitato Provinciale FIDAL Napoli

    Salve a tutti.
    Premesso che il mio non vuole essere nè un attacco nè una critica a zero nei confronti di nessuno, quanto invece uno stimolo per tutti ad essere più partecipi e competenti in tali delicatissime questioni, ho letto l’articolo di marco e non mi sento di condividere nè di contraddire tutto…
    Premesso che la metà dei nomi degli atletii da lui citati sono amici, mi chiedo come mai si cada dalle nuvole solo quando ci scappa il morto, nonostante questa morte fosse annunciata da mesi!
    Condivido a pieno tutte le parole spese da Benny Scarpellino, da Marco Prosperi (che non ho il piacere di conoscere, ma di cui ho apprezzato quanto scritto), dal carissimo Peppe Sacco e da Raffaele Colantuono e aggiungo: dove erano i dirigenti delle società quando la FIDAL ha emanato un comunicato in cui invitava utte le società organizzatrici in riunione il 5 dicembre scorso? Dove erano tutti i presidenti che dovrebbero riportare ai propri tesserati le notizie e le novità vigenti DA REGOLAMENTO per la stagione alle porte? Com’è possibile che da allora (e anche Marco era presente), dopo il dibattito e la notizie profuse in quella sede nessuno ne ha parlato o ha provveduto a mettersi in moto per far modificare le intenzioni federali come è successo per la famigerata “tapascion tax”?
    Siamo tesserati per una Federazione, a sua volta appartenente al CONI, non siamo a feste di paese o a sagre, certo se si organizza una gara in quel contesto ben venga, ma correre è libertà, si, e lo si può ben fare in un parco o sul lungomare, non quando ci si iscrive ad un evento agonistico (che sia federale o promozionale) presente in un calendario ufficiale di una Federazione (che ha fini prevalentemente agonistici, per quanto pare essere la linea Arese); in tal caso si accettano le regole che l’ente preposto ha redatto a riguardo e se non si è d’accordo con esse bisogna conoscerle prima di iscriversi, non lamentarsi dopo perchè nessuno ce le ha porte fino a casa in guanti bianchi!
    Mi spiace per la decisione presa dagli organizzatori di Acerra di non elevare di grado la propria manifestazione, ma la loro scelta era legittima e personale e chi andava a correre la loro gara lo faceva stando alle loro regole (oltre a quelle IAAF e FIDAL), non a quelle di chi voleva correre a modo proprio! le si può non condividere, ma informandosi prima e conoscendo il regolamento gara (e soprattutto il regolamento FIDAL) si sarebbe optato per un eventuale alternativa o per il non partecipare!
    Con questo non sto a sentenziare la mia approvazione per tali norme, io stesso avevo condiviso quanto scritto da Salvatore Calderone nel suo articolo, ma purtroppo la regola esiste e una federazione seria fa rispettare il proprio regolamento!
    Il motivo “ufficiale” di tale norma è la volontà di far crescere il livello tecnico di ogni regione dovendo “creare” dei Top Run locali in modo tale da far crescere il livello tecnico medio di ogni regione (e conseguentemente quello nazionale), eventualmente lasciando spazio a nuovi giovani atleri, senza far spostare e vincere sempre gli stessi atleti in giro per l’italia… possiamo condividerlo o meno, ma è legge per il 2010!
    Tanti dirigenti attualmente si stanno muovendo, stanno parlando, stanno creando movimenti e stanno tentando di farsi sentire dalla federazione nazionale (non prendiamocela con il Comitato Regionale, di cui NON faccio parte, che si è trovato anch’egli questa regola sulle spalle) e tentiamo di essere più partecipi alle riunioni (come consigliato anche da Raffaele Colantuono, che è effettivamente onnipresente) e più competenti in merito al regolamento invece di scrivere che “è una vergogna”, che “è assurdo”, che “si è persa un’occasione per una festa di sport” senza essersi attivamente adoperati in precedenza ad informarsi o a contattare chiunque degli esponenti dei vari comitati (Provinciali, Regionale o Nazionale) o chiunque avesse voce in capitolo per evitare che tali disagi personali si manifestassero…
    Ribadisco la mia contrarietà alla norma, ma in quanto tale va applicata a prescindere dal giudizio individuale; impegnamoci per il futuro per farla cambiare!
    “La conoscenza è il potere di cambiare”… spero verrà inteso il mio fine costruttivo…
    un saluto a tutti, a presto.

  • Mariano Formisano – A.L.B.A. Bacoli

    Signori è inutile che continuamo a girarci intorno… la FIDAL è quella che detta le regole (giuste e/o sbagliate che siano) essendo la monopolista… detto questo che può risultare pretestuoso passo al pensiero.
    Il caso scoppiato oggi non sarà, credo, il solo a cui assisteremo quest’anno (sarò il primo a rivolgermi ai giudici per l’applicazione e squalifica di atleti e società che non si atterranno alle citate norme e regolamenti) e questo farà male al NOSTRO sport essendo ogni manifestazione una battaglia e non una festa.
    Essendo subentrati interessi economici (societari e personali) nelle nostre manifestazioni la risoluzione di tutto (che andrebbe ricercata e trovata nel comune buonsenso) non sarà facilmente attuabile.
    Per correttezza dovrei pretendere, almeno con qualche giorno di preavviso, di saper CHI è iscritto alla manifestazione, il numero degli iscritti ESATTO, la composizione per squadra etc.
    Finora, per quieto vivere, si è chiuso un occhio… da domani… non ce ne sarà per nessuno.
    Per Marco Prosperi… nel caso delle gare su strada non puoi applicare l’esempio del biglietto del concerto… è esattamente il contrario. Pago un biglietto per un posto a sedere ma ho diritto ad un posto ‘in piedi… solo il tesseramento annuale si differisce. Gli amici adesso capiranno la scelta di star un mese a riposo… che schifo !!!

  • antonio manna

    pienamente in sintonia con marco ,aggiungo che aldilà delle regole e postille che il regolamento (impone)e con tutto il rispetto per questi campioni, che forse saranno 10-15 al massimo 20, voglio ricordare che chi chi promuove una competizione e’ (il podista della domenica)che con i loro sacrifici si spostano aspettando con ansia la gara della settimana pagando non piu’5.000 del vecchio conio,ma minimo 6 euro che moltiplicato non per 10-15-20 ma per 1400 , pretendono di avere solo un te caldo all’arrivo.Quindi pensate per un attimo l’organizzazione e la federazione che cosa avrebbe fatto stamattina? ciao e AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI

  • Mimmo Scognamiglio

    Sono d’accordo con Marco Prosperi e Benny Scarpellino sul fatto che se è stata decisa una regola federale, essa deve essere rispettata!
    Inoltre, non è certamente il luogo di gara la sede giusta dove discutere la non condivisione ad essa.
    Ritengo comunque, che tutti gli atleti a cui è stata richiesta la quota d’iscrizione devono essere premiati se rientrano nelle classifiche a premi, ma allo stesso tempo mi chiedo: come mai una gara che si svolge da tanti anni e che è divenuta ormai una classica non sia una gara nazionale in modo che non c’erano tutte queste polemiche ? Non credo che gli organizzatori di una gara che si pregia del lusso di avere oltre 1300 iscritti non possono permettersi di pagare le quote previste per un gara nazionale… Ci sono già state gare in Campania che nonostante l’applicazione del nuovo regolamento hanno visto la partecipazione e la vittoria di atleti non regionali che poi non sono ‘stranamente’ apparsi in classifica. Già in quella occasione sollevai il problema, ma allora pare, che non ci furono polemiche. Devo pensare allora: questi atleti hanno corso solo per un ingaggio e senza montepremi? E’ inutile girarci intorno; infatti, con i soldi risparmiati per la tassa di gara nazionale, si può privilegiare la partecipazione di qualche Top atleta che può portare più lustro alla manifestazione offrendo per un miglior ingaggio… Se facciamo un pò di calcoli ci accorgiamo che essendo di 500

  • Francesco Capriglione, pod cpca

    Caro Marco sono concorde con il tuo modo di ragionare e di interpretare la corsa. Il paradosso, poi, è che molto spesso vengono punite delle trasgressioni insignificanti ai fini del successo dell’evento – almeno per ciò che interessa noi podisti – mentre si ignorano irregolarità palesi e grossolane. Dovrebbero essere altri comportamenti ad essere puniti, quelli derivanti dalla mancanza di rispetto e di buon senso. Comunque, a mio giudizio è l’organizzazione a stare dalla parte del torto perchè, in virtù di una corretta applicazione del regolamento, non può prima far iscrivere un atleta per poi eleminarlo dalla classifica.

  • Marco Cascone

    Alcune precisazioni vanno fatte, alla luce dei commenti. La gara di Acerra è stato uno spunto, in ragione di quanto accaduto, ma la cosa vale per tutti gli eventi: Campani o di altre regioni. Sì, le regole vanno rispettate, ma esiste anche il diritto di criticarle. Le regole di cui sopra sono orginate dalla federazione centrale e credo che magari qualche federazione regionale si ritrovi a doverle applicare, pur non condividendole, in tutto o in parte. Da sempre ho riconosciuto alla dirigenza fidal campania qualità di dialogo e di ascolto. Ho preso (a titolo personale) parte alla riunione società/fidal e anche in quella sede ho fatto mie considerazioni. Bisogna lottare per cambiare alcune regole. Si inizia in qualche modo. Anche attraverso un sito che pulsa di passione.

  • marco prosperi

    marco, quello che scrivi è giusto. dal punto di vista concettuale e di principio. siamo credo un pò tutti d’accordo. ma questo non vuol dire che una gara, per un discorso di principio, violi la regola. come quel detto latino: lex dura sed lex (al posto di dura metterei ingiusta). comunque la regola va rispettata perchè quella gara, immagino, avrà messo come cappello del volantino e del sito il logo fidal come certificazione. altrimenti poteva farla non fidal. ma una volta che è fidal devi accertarne regole e gabelle. poi prima, durante e dopo ne contesti la validità. ma non con la trasgressione di fatto, nel rispetto di tutti.

  • giovannicalce Poligofo Formia

    Siamo con te noi della Poligolfo con le tue considerazioni ancora Buon Anno a tutti

  • silvio scotto pagliara

    sè si lasciava tutta nazionale ……tutto diventava un’altra cosa !
    I costi ? ma non l’ha detto il medico di organizzare la gara !!

  • Carlo Cantales – Comitato Provinciale FIDAL Napoli

    Caro Marco,
    ho apprezzato la tue “precisazioni” (che ritengo più che necessarie!) e i riferimenti a quanto da me precedentemente scritto, ma credo che anche la forma faccia la differenza…
    Un discorso di critica costruttiva e propositiva, impostato su uno sfogo di delusione codiziona la venatura che lo stesso finisce col prendere!
    Credo che chi abbia l’enorme responsabilità di gestire un punto di incontro, divulgazione e cronaca come questo debba inesorabilmente veicolare nel proprio agire (non metto assolutamente in discussione il libero arbitrio, ma mi richiamo ad una sorta di dovere morale) i messaggi utili a divulgare la conoscenza (in questo caso dei regolamenti) e a farne capire utilità, finalità e motivazioni prima di apporvi il proprio personale commento… Tanti convengono sul fatto che i regolamenti sono all’80% dei tesserati totalmente ignoti, nonostante essi stessi ne siano condizionati o li rispettino inconsapevolmente, e sarebbe il caso (come io in primis mi sto prodigando in Federazione) di fare in modo tale di migliorare questa enorme pecca che contraddistingue le nostre gare su strada che, come già ho sottolineato, sono manifestazioni “agonistiche”, non delle scampagnate volte a farsi una corsetta in compagnia (nessuno vieta che siano anche quello, ma non deve essere il primo motivo se ci si tessera per la FIDAL, per quello esistono gli Enti di Promozione Sportiva!); poi se ci si vuol mettere in gioco ed effettivamente muoversi in chiave operativa e finalizzata per far sentire il proprio dissenso non credo che risulti essere un problema organizzare una riunione, un incontro o un dibattiito dove atleti, presidenti e rappresentanti vari possano dialogare di persona, generare un documento condiviso scritto e presentarlo ai propri referenti Federali per farlo giungere a Roma… Ritorniamo veramente alle regole, ai funzionamenti, alle strutture che per tutti noi esistono e lavorano, e riteniamoci contenti e tutelati se essi funzionano e vengono rispettati… Avrei apprezzato questo sfogo a seguito di quella riunione cui eravamo presenti, entrambe a titolo personale, e in cui si fece cenno di tali normative, adesso rischia solo di aizzare gli animi e di infervorare il clima 11 mesi prima di ogni possibilità di cambiamento sul regolamento vigente.
    Il mio non vuole essere un attacco o un’accusa, ma una sincera e costruttiva sollecitazione a migliorare il mondo dell’atletica di cui il podismo è parte di peso.
    Con la speranza che effettivamente si apra un tavolo ed un movimento atto a demolire questa plumbea norma ci atteniamo ad essa per la sua vigenza e la accettiamo in quanto tale.
    Chiedo scusa se il tono possa essere sembrato troppo rigido e rigoroso, la mia non voleva essere nè una lezione nè un insegnamento (non credo di averne diritto nè veste), ma credo, personalmente, che sia il modo più corretto e serio di porsi a riguardo.
    Un saluto a Marco e a tutti, a presto

  • giovanni giordano M.T.R.

    “mi capita di andare in vacanza in FRANCIA o altro paese europeo;basta avere il certificato medico o essere tesserato con una societa’sportiva,paghi,metti il pettorale,corri e se sei bravo vinci! non importa se sei Italiano o Extra-europeo! Basta con queste gare:PROVINCIALI-REGIONALI-NAZIONALI O INTERNAZIONALI!!!!!!!!!!!!!! un abbraccio a Marco e a tutti gli amici PODISTI!!

  • Marco Cascone

    “Ciao Carlo. Il sottoscritto era presente ed ha detto la sua, in occasione di quella fatidica riunione. A quanto da me segnalato è stata data subito risposta, e decisamente positiva…negli intenti. Avevo proposto come minimo l’estensione della partecipazione a gare regionali ad atleti comunque nati in Campania, anche se tesserati extraregionali. Il nostro è uno sport povero e se qualche talento va fuori regione non è per libera scelta, ma solo per trovare un team che gli dia economicamente la possibilità di fare poi quanto il talento lo chiama a fare…e non è giusto che oltre al danno di dover emigrare poi si ritrovi la beffa del non poter gareggiare magari nel suo quartiere. In più, ho proposto, sempre in quella sede, convenzioni di reciprocità con regioni limitrofe e non, per favorire la partecipazione di atleti campani a gare fuori regione e quella di atleti di altre regioni in Campania (sempre per gare cd regionali). Ho detto la mia in merito alla suddivisione tra gare regional e nazionali (che per me non ha e non avrà mai alcun senso). Ecco, Carlo, queste mie precisazioni sono state ascoltate e non solo dalla dirigenza. Tanto che l’ottimo presidente del Naia disse al momento che avrebbe preso in seria considerazione alcune mie indicazioni (anzi,…qualcuna persino l’aveva lui stesso anticipata). Purtroppo al momento ancora nulla si è fatto in merito, ma so che Sandro si muoverà nel modo giusto. Come vedi io le cose le dico prima dove necessita e poi dove tutti possono leggere, e dire la propria. Più democrazia di così….! Un saluto a te.”

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Ciao Marco, come sai esprimo sempre il mio pensiero in maniera chiara e tarsparente. Ebbene, le tue esternazioni, proprio perchè eri presente alla riunone del mese scorso, mi hanno stupito, anche se ho compreso l’aspetto agonistico che ti ha indotto a scriverle. Forse non ti sei reso conto, e sono costretto a ribadirlo, che in questo modo vai “contro” chi paga le tasse (giuste o eccessive che siano) e rispetta i regolamenti; quindi, alla fine, chi sta nel giusto, deve accettare che un addetto ai lavori quale tu sei, evidenzi i problemi esattamente all’opposto di come dovrebbe. Denunciando, cioè, le irregolarità pubblicamente ed eventualmente, poi, dando il suo prezioso contributo per modificare le regole.
    Sono d’accordo con Mimmo sui risparmi delle tasse FIDAL per pagare gli ingaggi; in alcuni casi ai 2.200 euro calcolati da Mimmo andrebbero aggiunti i contributi ricevuti dall’amministrazione comunale perchè “V’purtamm’ e’ campiun'”.
    Su questi ed altri aspetti dovrà lavorare chi ama davvero lo sport pulito, in tutti i sensi!

  • Marco Cascone

    Ciao Benny. Forse non ci siamo capiti. io non difendo un bel niente, e ancor di meno chi non rispetta i regolamenti. Sto solo dicendo, e lo ribadirò sempre, che queste regole sono insensate e come tale si deve fare di tutto per eliminarle. Non so se riesco a fare a rrivare il concetto, ma di certo non è una difesa di chi magari vuole aggirare le norme e farsi i fatti suoi. Fin quando esistono le regole vanno applicate (ma anche interpretate bene) ma esiste anche un sacrosanto diritto di dire: alcune regole fanno schifo!

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Ok Marco, allora costruiamo: qual è un’ipotesi alternativa da portare avanti? Unificazione della tassa gara e abolizione della classificazione delle gare (o classificazione stilata a fine anno dai Comitati regionali solo per meriti organizzativi)? Possibilità per i non tesserati FIDAL di partecipare alle gare FIDAL e di avere gli stessi diritti pagando una quota di iscrizione maggiorata? Certamente la strada non può essere quella dell’anarchia o della fuga indiscriminata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera! Cari saluti e a presto

  • Carlo Cantales – Comitato Provinciale FIDAL Napoli

    Caro Marco,
    mi spiace che tu non abbia inteso fino in fondo il mio discorso che, come espressamente scritto, non voleva essere nè un attacco nè una critica personali, ma di principio e di modo…
    Io ribadisco fermamemente la mia contrarietà a tale normativa e non mi sono mai sognato di scrivere che la tua presenza alla riunione dello scorso mese era stata sterile o asettica, anzi io stesso avevo apprezzato alcune tue affermazioni, ciò che obiettavo era altro: il giorno stesso si sarebbe dovuto prendere in esame il dibattito attualmente in corso, non solo adesso a seguito di specifici eventi! Inoltre, come ben hai detto le tue proposte erano già state anticipate e anche concluse dal comitato regionale il quale ovviamente tutela tutti gli atleti! queste scelte sono di carattere nazionale e nonostante tutti i tentativi fatti il regolamento vigente è quello emanato a Roma sul quale non è stato dato margine d’azione. Infine nessuno mette in discussione la democrazia e la libertà, ma un richiamo di responsabilità soprattutto educativa e divulgativa (sui regolamenti, ma non solo) mi sembrava sacrosanta per uno spazio di così ampia platea, soprattutto dopo anni di totale anarchia e disinteresse dei precendenti comitati…
    Spero che l’idea di una tavola cui ci si possa sedere concretamente tutti per partorire un documento condiviso venga seriamente presa in considerazione, credo sia l’unica via per poter abolire questo scempio (che anche se a noi può apparir strano ha un senso preciso) che resta comunque in vigore e sottoscrivo ogni parola scritta da Benny perchè le vedo finalizzate al comune proposito.
    Spero di essere stato più chiaro e di averti fatto capire il mio fine totalmente costruttivo e indirizzato al bene di noi tutti.
    a presto.

  • Marco Cascone

    Ciao Carlo. No, non l’ho inteso come un attacco ma a tue considerazioni devo pur dare una risposta altrettanto sentita. A presto. Ciao Benny. proposte? praticamente quanto dissi in riunione e ribadito nel mio commento (ripeto, parlo della Campania, ma vale per tutte le regioni, naturalmente): gara nazionale, regionale, provinciale..non devono esistere. Gara, punto e basta. Se questo non è possibile, in quanto da Roma (e dal nord soprattutto) non è voluto, si dia almeno agli atleti campani (nativi o residenti in campania) di poter gareggiare SEMPRE nella regione. Inoltre magari reciprocità tra regioni, per permetter agli atleti delle stesse di prendere parte a gare in regioni limitrofe (in questo caso magari la federazioni potrebbe dare il suo assenso, in ragione della qualità della gara Campana. Così a chi viene da fuori si garantisce una gara di livello, dal punto di vista organizzativo). Sul palco alla premiazione gli atleti primi classificati. Che siano fidal o non fidal non deve assolutamente importare: la gara è gara e la premiazione deve dare merito a chi merita. Altra cosa poi è il discorso premi, per gli stessi saranno i regolamenti approvati a prevedere eventuali differenziazioni (anche se personalmente non ritengo giusto differenziare).

  • raffaele colantuono

    tutti parlano,dicono alcuni sono ambiqui,pochi sono quelli che vogliono il bene d’atletica ,prevale il proprio interesse.

  • giovanni rocco ercosport

    sono d’accordissimo con te Marco la corsa è bella perchè è libertà e non porre barriere
    ragazzi avanti tutta ciao

  • Marco Calderone

    Presto avrò la mia tessera FIDAL 2010…. FUORI REGIONE! Tanto continuerò a correre comunque come ho sempre fatto!

  • Pignatiello pasquale Podistica Pomigliano

    Caro MARCO HAI ragione lo SPORT è unificazione fratellanza abbatimento di tutte le barriere il TRAGUARDO è di tutti la prossima volta che se ne parli prima.

  • Aurelio De Maio gruppo podistico 4° stormo grosse

    Caro Marco hai perfettamente ragione. Questa regola é assurda perchè io che sono nato in Campania,ma vivo per lavoro da 30 anni in Toscana non posso gareggiare nella mia terra. Troppa politica e interessi ciao

  • enio diligenti runners chieti

    marco hai ragione in tutto quello che sostieni,quindi sei un fenomeno,sei tutti noi,le tue teorie rispecchiano a pura realtà,noi podisti siamo con te.parentesi,ti ho conosciuto a peastum,in occasione del campionato italiano,ed ho potuto constatare la tua bravura professionale,vai sempre così enio………

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