Cronaca HOME PAGE — 12 maggio 2012

Grandi numeri alla 6 Ore dei Templari a Banzi (PZ). Non so se i 227 classificati, che farebbero la gioia anche di organizzatori di gare in linea, siano un record per un’ultramaratona di tale durata. Comunque, sarebbe un fatto marginale. E’ importante che una così grande partecipazione si sia verificata in un paese di 1200 abitanti, non proprio facile da raggiungere. Non ci sono segreti per conseguire un simile risultato, lo sanno tutti: lavorare il doppio e dare il triplo. Potrebbe non bastare, perché la diffidenza che si nutre verso i piccoli e i deboli è difficile da superare. Poi vai in quest’Italia “minore” e ti offrono non solo il prodottino locale, lo scorcio pittoresco, la generosità, ma ti sbattono in faccia anche la grande storia. Tutti sanno che nella botte piccola c’è il vino buono, eppure tutti vanno a New York.

Ci vai il venerdì sera nel Borgo Badiale, illuminato dalla dorata luce delle fiaccole, ti vestono con costumi d’epoca e ti preparano una cena medievale allietata da musici e banditori. Il luogo, risalente all’VIII sec., è suggestivo ed ha visto personaggi che hanno cambiato il corso della storia. Nel 1089 da qui è passato Papa Urbano II, che lanciò le Crociate da Clermont nel 1095. In realtà, le aveva programmate da queste parti, dove dominavano i Normanni, senza i quali non si sarebbero potute concretizzare.

Il sabato mattina è tutto un fiorire d’iniziative socio-culturali. Protagonisti sono le cooperative, i disabili, i bambini, i centri di riabilitazione. Alle ore 11.00 tutti a pranzo, accompagnatori compresi.

Alle ore 14.00 parte la gara inserita nel 10° Grand Prix IUTA 2012, e si comincia a fare sul serio. Sono rappresentate molte Regioni, ma la massa la fanno i locali. Del posto possono essere considerati anche i Pugliesi, venuti a frotte in questo comune della Basilicata situato sui loro confini. Quando ad una corsa partecipano i locali, vuol dire che è bene organizzata. Chi meglio di essi sa come stanno le cose? Perché le gare sono come i ristoranti: se ci trovi i locali, si mangia bene e si spende poco; se trovi solo turisti, meglio andar via. Nell’ultramaratona, deve crederci prima la gente del posto. Se non nutre fiducia in sè stessa, come può pensare di meritare quella dei forestieri!

Cosimo Manigrasso, sconosciuto prima della sua vittoria alla 6 Ore di Putignano, vola leggero. Ha il torace proteso in avanti, per dare maggiore libertà ai polmoni di espandersi; le spalle sono retroposte tanto quanto basta; il rachide cervicale  è atteggiato in lieve estensione, per cui lo sguardo è diretto in avanti ed in alto; muove con agilità gambe toniche e snelle; i gomiti sono flessi, ed il movimento delle braccia asseconda armonicamente quello delle gambe.

Sulla sua scia si pone Vito Intini, terzo a Putignano, con una corsa di tipo muscolare. Il suo baricentro è spostato in avanti; lunghe e potenti le sue falcate, accompagnate da un ampio gesto delle braccia nuotanti nell’aria.

I due, intenti a controllarsi a vicenda, non si accorgono d’essersi lasciato sfuggire Nicolangelo D’Avanzo, quarto a Putignano, che prende subito il largo. Il suo vantaggio diventa talmente importante che il suo nome compare sullo schermo in una videata diversa da quella di Manigrasso-Intini, i quali, non accorgendosi di nulla, continuano a marcarsi, mentre Nicolangelo insiste nella sua corsa poco appariscente ma efficace. Quando nell’ultima mezz’ora si dà inizio ai giri piccoli e la classifica è chiara, nessuno ha la forza d’impensierirlo: 1° Nicolangelo D’Avanzo 76.436 km, 2° Vito Intini 75.965 km, 3° Cosimo Manigrasso 74.511 km.

Nella gara femminile, ha trionfato la regolarità di Luisa Zecchino (67.669 km), laureatasi Campionessa Regionale Pugliese IUTA della 6 Ore a Putignano ed ex nazionale della 100 km. Al secondo posto la toscana Cristina Pitonzo (66.832 km), al terzo posto l’altra pugliese Emma Delfine (66.587 km). Anche la gara femminile ha rischiato di fare la fine della gara maschile, con le due pugliesi a controllarsi a vicenda e la sconosciuta toscana a fare da terzo incomodo.

Considerato il percorso collinare, i risultati sono di valore.

La cena, i balli ed i canti si sono protratti fino a mezzanotte.

Un insegnamento viene da Banzi: per organizzare una buona gara bisogna dare più di quanto si riceve.

 

 

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Peluso

  • Complimenti vivissimi a Gabriele Mazzoccoli, il giovane ed eccellente organizzatore di questa perla dell’ultramaratona.
    Ho avuto il piacere e la fortuna di parteciparvi nel 2010 e ho immediatamente percepito la passione e il talento organizzativo di Gabriele. Esperienza indimenticabile, che consiglio a tutti gli appassionati delle lunghe distanze.

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