TuttoCampania — 20 novembre 2009

Ci sarà il tutto esaurito domenica a Qualiano. Per l’ottava edizione del Corri per la Pace, attesi milletrecento podisti nell’ex Campania Felix, in terra giuglianese. Sulla strada per Cuma, qui una volta s’accampavano i Romani; adesso sono gli atleti che da Cuma tornano sui propri passi, dopo la mezza maratona di Bacoli, riscrivendo una storia (sportiva) che pone l’ex feudo del monastero di santa Chiara a Napoli tra i percorsi più amati dai runners della regione.
Domenica l’Atletica Qualiano sfiderà se stessa e dimostrerà di che pasta è fatta la propria organizzazione. Dopo il forzato stop per la pioggia torrenziale di quindici giorni fa, si replica (adesso col sole ) in questa bella estate di San Martino. Non sarà facile gestire tanti corridori, ma loro credono nelle capacità e nell’esperienza accumulata negli anni e lo dimostreranno, potete giurarci.
La gara vivrà nel ricordo dei tantissimi caduti italiani che dal 1952 sono morti per difendere la pace. L’elenco è lunghissimo e cita gli oltre centoventi militari che per incidenti, attentati ed agguati non hanno fatto più ritorno a casa. Sono i giovani eroi di una nazione che in tempo di pace ha fatto parlare di sé con la stessa intensità dei conflitti in giro per il mondo. E domenica la città di Qualiano li ricorderà assieme alle duemila e seicento mani che in un lungo applauso sportivo li farà rivivere a tutti.
I diecimila metri del percorso di gara sfileranno lisci lungo il doppio anello di 5 km. predisposto dagli organizzatori. Un territorio senza sussulti, attraverso le principali strade comunali, dove in tutti questi secoli nessuno ha mai costruito torri o fortificazioni di difesa. E’ un segno che la statio romana non aveva nulla da temere, nessuno avrebbe mai assalito quel luogo ameno e riposante, scelto dalle legioni dei soldati romani sulla strada per Cuma.
La lunga carovana di sportivi arriverà tra l’altro quasi a lambire il ponte Surriento, l’emblema storico di Qualiano, riconoscibile per le tre campate con archi a tutto sesto ed i blocchi in tufo giallo. Una zona che segna il confine dell’ex regno di Panicocoli e che solo dopo il 1800 conquistò la sua autonomia. L’area sottostante verrà presto destinata a parco, grazie all’impegno di alcune associazioni del territorio e tutti ne potranno usufruire.

Autore: Giovanni Mauriello

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Peluso

  • Stefano Sgariglia presidente Atletica Qualiano

    Grazie Giovanni per le belle parole che hai avuto e come sapientemente hai saputo coniugare la storia con l’attualità. Qualiano è stato davvero, nel passato, l’ameno ombelico del ferace regno di Pomona e manifestazioni come quella di domenica prossima ripropongono il volto più autentico di un territorio, quello agro aversano-giuglianese, troppo spesso triste teatro di avvenimenti di cronaca che ci rattristano e ci mortificano. Aspettiamo i 1300 amici podisti con la consueta gentile ospitalità, sapendo di aver predisposto tutto quanto un impegno così importante richiede. A domenica.

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