Medicina — 04 maggio 2011

Dal punto di vista anatomico , la fascia plantare si estende dalla tuberosità mediale del calcagno fino alle falangi prossimali delle dita del piede.
Essa assolve la funzione di sostegno, tendendosi come un arco quando le dita si estendono durante la fase di appoggio nella deambulazione; la sua azione determina così l’elevazione dell’arco longitudinale del piede,l’inversione del retropiede e la conseguente extrarotazione della gamba .
La fascia plantare, rappresenta la causa più comune di dolore calcaneare nell’adulto .
La sua eziologia è riconducibile ad una lesione degenerativa a livello dell’inserzione calcaneare fasciale e della conseguente reazione tendinosica infiammatoria
La miofascite plantare ricorre nelle donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini e presenta una incidenza maggiore nei pazienti in sovrappeso .
La causa lesiva della fascia plantare può essere secondo me rappresentata da alterazioni posturali proprie del piede sono d’esempio il piede piatto ed il piede piatto valgo in cui la funzione della fascia plantaris risulta compromessa secondo quanto espresso prima .
L’insorgenza della sintomatologia è generalmente insidiosa e non correlata ad eventi distorsivi. I pazienti riportano un dolore localizzato a livello della porzione mediale della tuberosià calcaneare che può estendersi fino a 1 – 2 cm distalmente  la fascia plantare .
Il dolore si presenta spesso più importante al risveglio, perché la catena posteriore durante il sonno tende ad una retrazione spontanea proprio per inattività dei recettori podalici, ma può comunque presentarsi relativamente forte anche alla ripresa della deambulazione alzandosi dalla seduta, nella fase di appoggio durante il passo infatti,  la fascia plantare infiammata allungandosi scatena il  dolore  , dolore che  poi tende ad attenuarsi man mano che con la deambulazione si sollecita il fascio plantare; se dovesse verificarsi il contrario allora si potrebbe  ipotizzare ad una spina calcaneare .
Ciò nonostante la miofascite plantare può divenire cronica con l’ispessimento delle aponeurosi plantari e il dolore persistente modifica la deambulazione con atteggiamenti antalgici ,che con il passare del tempo possono compromettere le strutture muscolo-scheletriche non solo del piede ma anche di ginocchia ,coxofemorali e rachide .
Il decorso clinico per la risoluzione sintomatologica della miofascite plantare prevede periodi compresi tra 2 e sei mesi ma che potranno protrarsi anche fino a 12 mesi dipendendo questo da diversi fattori che sono :
tempestività nelle diagnosi ed efficienza delle tecniche riabilitative , rispettosa astensione  dall’attività sportiva specie nel periodo che coincide con l’insorgere del fastidio-dolore onde evitare sovra infiammazioni a carico dei tessuti.


  Dott . Danilo D’Arco
Posturologo
STUDIO D’ARCO   VIA ROMA N° 13 GRAGNANO  (NA) 80054  TEL 081-8014328 CELL. 3406616670

Autore: Dott. Danilo D’arco

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