Maratone e altro slide — 19 aprile 2018

Il 21/22 aprile torna la gara Regina dell’ultramaratona, la 24 ore di Torino, un appuntamento già da tempo fissato nel calendario di tutti gli appassionati di lunghe distanze.

Per trovare un motivo per non mancare a quella che da 10 anni è una vera è propria festa dell’ultramaratona, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Intanto va detto che con le sue dieci edizioni, la 24 ore di Torino risulta la 24 ore più vecchia d’Italia, un traguardo reso possibile solo grazie ad una costante, massiccia presenza di ultrarunners che dai “timidi”32 pionieri della prima edizione, tenuta a battessimo dal grande Marco Olmo, sono diventate centinaia negli anni, con grande affluenza di podisti dall’estero, spesso a podio. Al momento gli iscritti tra le tre distanze sono 166.

Festival dell’ultramaratona

Sono ben tre le distanze a disposizione degli stakanovisti del chilometro: 24 ore, 6 ore, 100 Km, distanza quest’ultima cui spetterà il compito da questa edizione, di onorare la memoria di un grande dell’ultramaratona recentemente scomparso, Attilio Liberini.  ANDARE FARE DIRE DARE DDAREDARE Potrebbe essere questo uno dei motivi del successo dell’evento, da sommare alla passione profusa da 10 anni dagli organizzatori. Non è un caso che nel nostro Paese nascano e si esauriscano nel volgere di breve tempo gare sulle 24 ore e non è un caso dunque che il motto sportivo di Torino sia “The Passion live here”. Ed è proprio la passione per questa impegnativa distanza, che ha consentito al team torinese di fare approdare nel 2015 il Mondiale 24 ore nel capoluogo sabaudo, un Campionato dove si è registrato un record di Paesi partecipanti, ad oggi ancora imbattuto, senza contare i 180 ultramaratoneti che hanno dato vita alla prova “Open”.

Un percorso da Record

Altro punto di forza indiscusso della gara è il velocissimo tracciato su cui si disputa la gara. 1420 m, perfettamente in piano, in ombra di giorno, illuminati a led la notte, offre la possibilità a tutti i partecipanti di ottenere risultati di grande soddisfazione. A dimostrazione della velocità del percorso, come non ricordare il record di specialità dei Campionati italiani ottenuto dal sanremese Diego di Toma al campionato 2010, disputato proprio tra i viali del Parco Ruffini, che chiuse la bellezza di 232,642, o la migliore prestazione mondiale2017 sulla distanza delle 6 ore, ottenuta lo scorso anno da Marco Bonfiglio, capace di coprire 86,789 Km. A tutto ciò va aggiunta poi la massiccia presenza di pubblico che ogni anno affolla i viali del parco.

Fascino internazionale

La 24 ore di Torino, inserita nei principali calendari internazionali, è insignita di “Bronzelabel IAU”, una caratteristica che attira ogni anno diversi atleti di qualità da tutta Europa e non è un caso che il podio si sia spesso tinto dei colori delle bandiere di Paesi esteri. Da segnalare quest’anno in tal senso, le presenze del nazionale serbo, detentore del record nazionale della 50 Km, IvanMiskeljin e quello di Francisco Navarro Botella, nazionale spagnolo, che ben conosce i viali del parco Ruffini essendo stato uno dei protagonisti del mondiale torinese 2015, che saranno impegnati entrambi nella gara più lunga oltre a quella del russo NikolaySustavov che tenterà invece di migliorarsi sulla distanza dei 100 Km.

I nostri favoriti

Fare pronostici in una gara piena di incognite come una 24 ore non è semplice, tuttavia non possiamo che puntare sugli uomini, sul portacolori del team degli organizzatori (Giro Italia Run) Stefano Romano, artefice di una preparazione curata nei minimi dettagli, oltre che ottimo protagonista della scena delle 6 ore, sua la vittoria alla 6 ore di Torino 2014, mentre tra le donne si eleva su tutti il nome della nazionale romena Mariana Nenu, capace nel 2016 alla 12 ore di Timisoara e l’anno successivo alla 6 ore di Bucarest non solo di vincere la corsa in rosa, ma di piazzarsi prima, davanti a tutti, uomini inclusi. Se la romena sarà in grado di esprimere la stessa forza a Torino, oltre alla prima volta di una donna straniera sul gradino più alto del podio femminile, potrebbe realizzarsi il singolare evento di una donna prima assoluta.

Non possiamo concludere questo lungo elenco di validi motivi per non mancare all’appuntamento del 21/22 aprile a Torino, non parlando proprio della città che ospita l’evento: Torino. Un occasione per scoprire: musei, monumenti, parchi, chiese, luoghi e segreti sotto la Mole della città magica, capitale di arte, cultura e di presidi di alta cucina, in grado di soddisfare occhi e palato di atleti e dei loro accompagnatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Peluso

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