Atletica News — 19 maggio 2011

(Padova 18.05.11) Dino Ponchio e l’atletica, un amore che dura da una vita. Un amore che l’ha spinto a seguire in prima persona sei edizioni dei Giochi Olimpici, prima come tecnico e poi come Ct della nazionale azzurra. Se oggi il presidente del Coni provinciale prende parola per sostenere l’importanza del Meeting Città di Padova, fissato per il prossimo 17 luglio ma in forse per questioni di budget, lo fa con piena cognizione di causa. «Non possiamo permetterci di perdere un evento come questo» sostiene il professor Ponchio.


 


«L’atletica negli anni ha dato lustro all’Italia, ma è una disciplina che ha lustro di per se stessa, perché è educativa e formativa, come insegnano le scuole sportive di tutto il mondo. In questa prospettiva, appuntamenti di livello internazionale come il Meeting di Padova sono la punta dell’iceberg, la parte più visibile, che fa da traino a tutto il movimento. Per questo dico che quello di domenica 17 luglio è un appuntamento ‘sacro’. E questa sacralità va tutelata e supportata da tutti coloro che hanno la possibilità di farlo: dalle istituzioni agli sponsor, sino allo stesso mondo sportivo, che partecipa in prima persona».


 


Nato nel 1987, subito dopo il campionato del mondo che si era appena svolto a Roma, quello padovano è rimasto l’unico evento di questo livello presente nel Triveneto. Inserito all’interno del circuito europeo EAA, è la seconda rassegna in Italia per numero di spettatori dopo il Golden Gala di Roma e nell’edizione del 2010 ha saputo coinvolgere atleti provenienti da 32 nazioni diverse, dando a Padova la visibilità di due ore di diretta televisiva su Rai Sport. Sono ben 61 i campioni olimpici che in questi anni hanno gareggiato nel Città di Padova, dai tempi memorabili di Pietro Paolo Mennea, Said Aouita e Stefka Kostadinova, sino ai giorni nostri con Ivan Pedroso, Stacy Dragila, Yelena Isimbayeva, Xiang Liu, Felix Sanchez e Tatiana Lebedeva. E in mezzo a loro brilla Sergey Bubka che il 30 agosto 1992 migliorò il record mondiale del salto con l’asta, portandolo a 6.12 metri.


 


«Parliamo di un evento che fa parte del patrimonio della Padova sportiva – prosegue il professor Ponchio – e non solo per lo straordinario record di Bubka ma per tutto quello che ha fatto vedere in questi anni. Sentire che oggi il Meeting è a rischio fa male, ma sono sicuro che le forze sportive ed economiche del territorio sapranno mettersi attorno a un tavolo e far quadrare il cerchio, che va assolutamente quadrato. Abbiamo alle spalle l’organizzazione collaudata di Assindustria Sport e un impianto attrezzato come lo Stadio Euganeo, che va valorizzato con attività di qualità. Il Coni padovano può fare poco, ma tutto quello che potrà fare lo farà. Non possiamo perdere il Meeting».


 

Autore: Assindustria Sport Padova

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