PodisteDOC slide — 05 marzo 2014

zagaraAnna Maria Nargiso nasce il 16 giugno del 1974 a Caserta. Madre di Giulia, una dolce e sportivissima ragazzina di 9 anni che, dall’età di 3 anni e mezzo pratica ginnastica ritmica a livello agonistico. Purtroppo quest’anno per problemi di salute ha dovuto interrompere.

Mi dispiace! Ma ora come sta?

Per fortuna sta meglio ma è in cura e si deve sottoporre ad esami di controllo periodici. Quest’estate ha avuto un infarto alla milza e l’ha persa. Inizialmente si ipotizzava una malattia rara o addirittura la leucemia … ti lascio immaginare in che condizioni sono stata in quel periodo … Tra i vari ricoveri e le visite di controllo costanti … Giulia è la mia unica figlia, è tutta la mia vita!

Si certo, ti capisco perfettamente! Ma anche se tu avessi 10 figli, il dolore che si prova nel vedere la propria creatura in sofferenza non ha paragoni per una mamma.

Adesso sta meglio anche se il suo umore è un po’ in ribasso perché, a causa delle cure, il suo fisico si sta modificando. Pensa al fisico di una ginnasta che pian piano si sta gonfiando e lei non riesce a sopportarlo. Io sto aspettando le prossime analisi per decidere quando farle fare un po’ di corsa che a lei piace molto, ma non ho fretta perché con i problemi di coagulazione attuali potrebbe andare incontro ad un embolo.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo per la piccola Giulia, che da brava atleta sicuramente sarà una combattente forte e determinata, presto ti farà compagnia nelle tue sedute di allenamento.

La corsa ti è stata di aiuto nei momenti più bui che hai attraversato?

Certo! Mi rilassava e aiutava a pensare lucidamente alle soluzioni da adottare nei momenti di difficoltà. Davvero, credimi, se non avessi avuto la corsa come punto di forza, dopo quello che ho passato con mia figlia, non so proprio come avrei fatto.

Io corro in maniera amatoriale da circa 4 anni, ma da 2 in modo più serio.

Come hai iniziato a correre?

Per caso … una mattina con una mia amica, invece di andare in palestra abbiamo deciso di incontrarci per correre un po’ e fare due chiacchiere. Da allora non ho più smesso. Mi è piaciuto talmente tanto che ho continuato a correre tutti i giorni, finché due anni fa ho conosciuto dei podisti di Caserta che mi hanno invitato a tesserarmi ed ho iniziato a gareggiare.

Quando preferisci uscire a correre?

Mi piace da morire uscire la mattina presto, primo perché così non tolgo niente alla mia famiglia, poi perché la città è tutta mia a quell’ora, non c’è gente, né macchine, niente … senti altri odori, respiri aria pulita, e vivi la magia di essere tu sola con te stessa, padrona del mondo intero. Niente mi regala una sensazione di libertà così intensa e completa.

Hai ragione! Anch’io corro la mattina presto ad orari improbabili e assurdi per i più, per le stesse motivazioni, ma soprattutto perché uscire con le stelle e rientrare che ci sono ancora alte nel cielo sempre più brillanti, ti lascia addosso una sensazione appagante di benessere senza uguali e ti fa sentire padrona del mondo.

Quindi così riesci a gestire al meglio famiglia, lavoro e sport?

Certo! Ho tutto organizzato alla perfezione: sveglia ore 5,00 del mattino, corsa, doccia e colazione. Nel frattempo, mia figlia, che salta giù dal letto alle 7,00 in punto, si è già vestita, così per le 8,00 accompagno lei a scuola ed io mi reco al lavoro.

Perfetto! Anch’io ho una tabella di marcia simile, solo anticipata di un’oretta J!!!

Cosa ti lascia la corsa?

Non so spiegarti come, ma riesce a darmi quella carica, quel sorriso, quella forza … Eppure non sono quella campionessa che la domenica compete per posizioni di prestigio, Marilisa, io ti ammiro per questo perché so che sei sempre stata un’atleta competitiva. Per me la corsa è un gioco, sono sempre soddisfatta e appagata perché qualsiasi risultato mi sta bene. La corsa per me deve lasciare sensazioni piacevoli e positive, deve essere rilassante. Io non riesco a concepire quegli atleti che, in gara si scassano, non guardano in faccia nessuno, neanche si stessero giocando il podio … Per me la corsa non è questo!

 

 

Hai ragione, anche la vice campionessa del mondo Valeria Straneo, mi ha confermato che per amare appieno la corsa, non deve mai rappresentare un sacrificio, deve essere un piacere che ti deve lasciare sensazioni positive e appaganti,  anche vissuta livello agonistico.

Quale distanza preferisci?

Senza ombra di dubbio le lunghe distanze, 21 e 42 km. Vedi, a me non piace soffrire, e le distanze brevi che ti portano a correre più veloce, non le preferisco. Io quando metto le scarpette ai piedi sarei capace di correre anche 2 … 3 ore in maniera ininterrotta e senza fatica, perché mi lascio incantare da quello che vedo. Cioè, corro e guardo e … penso, sento gli odori, mi piace vedere i colori … per questo scelgo con cura i posti dove correre. Ad esempio Napoli mi affascina moltissimo perché i nostri paesaggi sono stupendi. Napoli è Napoli! E’ na’ cartolina!

Qual è stata la tua prima gara?

La “Garibaldina” di Maddaloni, 18 km.

E che sensazioni ti ha lasciato?

Sensazioni stupende. Ah, non te lo avevo ancora detto? Io quando corro parlo, rido, canto .. per tutto il tempo! E’ la mia caratteristica, non sto un minuto zitta, faccio nu burdell’ e pazz’!

Allora devo organizzarmi e fare qualche gara in gruppo con voi!

Quante maratone hai fatto?

Non ho ancora fatto la mia prima maratona. Il mio obiettivo era la maratona di Napoli, ma poi mi è saltata, devo dire per colpa mia, perché ho esagerato e mi son fatta male ad un ginocchio. Ma non dispero, ho tanto tempo per prepararne un’altra. Con calma e pazienza raggiungerò il mio obiettivo, e allora dovrò ringraziare solo me stessa, perché la forza per percorrere tanti km te la può dare solo la tua testa, sei tu, sola con te stessa. Certo, puoi correre in compagnia, ma la forza esce solo da te.

Ti rende più sicura di te!

Si, ho acquisito una buona dose di autostima! La parola giusta è autostima! Ho capito che non è vero che devo per forza dipendere da qualcuno. Sono stata abituata da mio padre a pensare che la “donna senza un uomo non vale nulla”, quindi dipende dal padre prima e dal marito poi. Ora invece ho capito che la donna da sola, non è vero che non vale niente, ma vale il doppio, il triplo, il quadruplo e se “un uomo è un vero uomo è perché ha una grande donna accanto”. La corsa mi ha reso autonoma e mi ha fortificato.

Posso dire che la corsa ti ha aiutato a superare le tue ansie, le tue insicurezze e continua ad aiutarti?

Si, certo!

La gara che ti ha emozionato di più?

La gara più bella che ho fatto è stata la 25 km “Vanvitelliana” a Maddaloni. Salire sui ponti della valle accompagnati dall’”Inno di Mameli” … è da brividi! Me lo ricorderò per tutta la vita. Quella è stata la più bella! Poi c’è stata la “Coast to Coast” per i km fatti e la fatica fisica proprio per le tante salite. Lì sono stata contenta e orgogliosa di me stessa. Tu mi credi che io ho pianto! Si, sono arrivata al traguardo ed ho pianto di gioia! Perché mi sono detta -Tu da sola, ti sei messa su “chesti cuscetelle” e hai fatto 32 km!- e mi dico da sola “Brava Anna! Ce l’hai fatta! Lo vedi che se vuoi puoi superare traguardi prima impensabili?”

La gara che preferisci?

Tutte le gare che si fanno a Napoli. Nonostante l’organizzazione a volte un po’ spartana, Napoli è Napoli e il panorama che si gode ti fa scordare la fatica.

Che cosa pensi della corsa come aggregazione?

La corsa è aggregazione! Si crea quella solidarietà e quella complicità anche con chi non conosci che ha qualcosa di speciale. Il momento del ristoro in gara secondo me è il più bello, perché se non riesci a prendere la bottiglina, c’è sempre qualcuno che te la offre! Secondo me  si, quello è il momento più bello, lo scambio delle bottiglie d’acqua che racchiude in sé quel senso di solidarietà e di appartenenza ad un gruppo che ci rende uniti. Tutti, dal primo all’ultimo.

Si, si, Anna, ci si aiuta sempre tra di noi. Posso parlarti della mia esperienza alla recente mezza maratona di Salerno : dopo 17 km percorsi alla media di 4,25 al km … andai in crisi. Ma proprio in crisi, come mai mi era successo! Persi forza e lucidità all’improvviso. Io stavo proprio male, ma mi emozionò l’aiuto che ebbi da molti podisti, tra l’altro sconosciuti, che mi incitarono fino alla fine.

Anch’io, durante una mezza maratona di Napoli (ne ho fatte 4 fin’ora), fatta in un periodo di crisi, ebbi un attacco di panico e volevo fermarmi. Senti … il sostegno della gente che mi ha aiutato lungo il percorso e gli incitamenti dei podisti in gara mi hanno dato la forza di portarla a termine nonostante tutto!

Poi alle gare incontri persone che ti salutano, ti abbracciano e poi lì a parlare “… ti ricordi quando abbiamo corso insieme, abbiamo sofferto insieme, ci siamo aiutati e sostenuti a vicenda …” Ma la cosa più bella è che ci si vuole bene per quello che si è, non per il risultato che si fa. Sei stimata e amata per quello che sei, sia che arrivi prima che se arrivi ultima.

Io non potrei mai rinunciare a tutto questo! Sei circondata da amici che amano la corsa come te. Con chi corre, che sia maschio o femmina, si crea una relazione di complicità che nessuno che non corre può capire, ed è una cosa stupenda. Io ho conosciuto davvero degli amici sinceri.

Inoltre fa bene alla salute.

Certo! Non ti ammali più di testa, si rinforzano le difese immunitarie, migliora la circolazione e il metabolismo si accelera. Ti lascia insomma tutto uno stato di benessere psico-fisico completo.

Ti senti di consigliare la corsa a qualcuno?

Io consiglio la corsa a tutti, dai più piccoli ai più grandi perché ti aiuta anche a superare veramente i problemi della vita. Ad esempio, ai ragazzi di oggi che stanno sempre al computer,che bevono e cercano distrazioni nelle trasgressioni, se mettessero le scarpette ai piedi, altro che alcool e quant’altro!

Si, perché se fai sport non puoi pensare a fumare o bere e conosci persone pulite e serie come te.

Secondo me dovrebbe essere insegnato nelle scuole, così si toglierebbero molti ragazzi dalle strade.

Vuoi ringraziare qualcuno?

Io sinceramente ringrazio me stessa quel giorno che ho messo le scarpette ai piedi e tutti i podisti che mi conoscono e condividono la mia passione. In particolare gli amici più vicini che mi stanno accanto e mia figlia Giulia.

A lei dedichi tutto.

Certo! Io tutti i miei arrivi, tutte le mie gare le dedico sempre a lei, che dalla prima volta che ho messo le scarpette ai piedi mi ha commosso aspettandomi al traguardo con uno striscione fatto con le sue mani, scritto con il pennarello.

Grande Zagara! Grande mamma e amatore modello! Il tuo spirito è quello giusto, affronta tutte le gare con allegria e spensieratezza vedrai che la corsa sarà sempre una presenza importante nella tua vita. Saprà darti grosse soddisfazioni, tanta serenità e compagnia. Ti auguro una vita con … le scarpette ai piedi, tanti amici e tanta spensieratezza. Continua a farci divertire alle gare con la tua allegra confusione, che ne abbiamo davvero bisogno.

Ti ringrazio e ti saluto con un forte abbraccio. Un bacio alla piccola Giulia.

 

 

marilisa carrano

per PodisteDOC Marilisa Carrano

 

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Peluso

  • Carmine Babbone

    Complimenti a Marilisa …. bella intervista ….. la corsa non è solo fatta di tempi. L’intervistata … grande donna.

  • franco manna

    Zagara corri sempre con il sorriso e la spensieratezza , vedrai i tuoi problemi presto vengono risolti. Ricordati che tutti noi ti vogliamo bene……un bacio alla piccola Giulia

  • matarazzo fortunato

    Zagara hai le qualità x superare le difficoltà della vita e si vede dall’impegno che metti nella tua passione. Riesci ad apprezzare quello che c’è di bello nella corsa come pure l’atmosfera che abbiamo vissuto in posti come il passaggio sul ponte della mezza vanvitelliana, davvero emozionante. Continua così.

  • Bellissima intervista!!! Sempre molto esauriente marilisa! 😉

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