PodisteDOC slide — 12 luglio 2014

Toraldo VincenzaMi trovo a Casaluce (Caserta), in compagnia della giovane e bella podista ex pallavolista Toraldo Vincenza, con la quale ho avuto il piacere di confrontarmi oggi e … mi ha fatto sudare molto per tenerle testa. Voglio complimentarmi con lei perché in poco più di un anno è migliorata in maniera esponenziale. Oggi per te un ottimo secondo posto!

Complimenti a te Marilisa!

No, no, i complimenti vanno a te che stai collezionando sempre più successi! Ma so che fino a poco tempo fa praticavi tutt’altro sport …

I miei miglioramenti sono merito della mia “Misteressa” Ammanaria Vanacore. Hai ragione, è poco più di un anno che corro, ho iniziato con la pallavolo, che ho praticato per 10 anni. Diciamo che la struttura fisica mi ha sempre aiutato, infatti grazie al mio fisico sono arrivata in serie C. Poi purtroppo un infortunio, la frattura del femore, mi ha precluso la possibilità di fare il salto di qualità in serie B. Però io non ho mai mollato …

E si vede … per questo hai scelto uno sport duro come la corsa, dove il carattere, la forza e la determinazione sono fondamentali.

Hai ragione, sono una testarda!

Qual è stata la tua prima società?

Ho iniziato con l’”Atletica Caivano” allenata da Manzo Enrico, ex campione di marcia. Inizialmente la mia società mi ha permesso di fare contemporaneamente entrambi gli sport, infatti allora amavo molto la pallavolo, anzi, ne ero “Pazza!”, e facevo poche sedute settimanali di corsa. Poi piano piano il podismo mi ha coinvolto ed affascinato sempre di più, complice anche la sana competizione che si scatena ogni domenica grazie alla vostra presenza. Voi mi stimolate sempre di più e ad ogni gara riscontro costanti miglioramenti che mi gratificano e mi esaltano, al punto che dopo i play off di pallavolo ho deciso di dedicarmi solo al podismo.

Nooo, hai lasciato la pallavolo definitivamente?

Si, anche se non è stato facile passare da uno sport di squadra, dove in partita hai il supporto delle compagne, ad uno sport individuale, dove emerge la personalità e il carattere del singolo perché corri sola con te stessa.

Io penso però che in uno sport di squadra, se non c’è coesione ed empatia tra le componenti del gruppo il risultato non arriva nonostante la squadra possa essere fortissima.

Si, certo, lì è necessario il supporto delle compagne per centrare l’obiettivo, ma con la corsa se inizia a mollare la testa, puoi essere forte quanto vuoi tu di gambe, molla tutto.

Anche io vengo dalla pallavolo, è stato il mio primo amore, perciò voglio insistere … non erano conciliabili entrambi gli sport?

Trovavo molta difficoltà perché la pallavolo utilizza molta forza esplosiva verso l’alto, tutt’altro tipo di sollecitazioni muscolari richieste dalla corsa. Però quello che di positivo mi è rimasto è la forza nei piedi, che tengo come valore aggiunto.

Ora in che società corri?

A causa di piccole invidie e incomprensioni mi sono ritrovata ad un certo punto senza squadra e senza allenatore, che io stimo comunque moltissimo per la sua personalità e forza di carattere. Ho avuto però diverse proposte da squadre e allenatori, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa perché non pensavo di essere così contesa.

Non ti sottovalutare perché, sei brava e determinata e questo è il segreto per ottenere ottimi risultati da sé stessi. Hai ampi margini di miglioramento. Sei appena all’inizio.

Le donne, specie quelle forti sono molto contese dalle società, perciò le proposte che hai avuto sono state tante.

Si, noi donne siamo in numero molto inferiore rispetto agli uomini, c’è molta meno concorrenza tra di noi, e c‘è anche una certa soddisfazione, in gara, nel superare un gran numero di maschietti che per natura dovrebbero essere molto più forti e dotati di noi muscolarmente.

Sei riuscita poi a trovare la società giusta?

Durante la scorsa estate ho incontrato vari allenatori che mi hanno dato allenamenti estenuanti che mi hanno distrutto sia fisicamente che mentalmente, provocato infortuni e indebolito, infatti spesso mi ammalavo. Quindi dopo più di una esperienza negativa a causa di allenamenti sbagliati e consigli non adatti alle mie esigenze, volevo abbandonare anche l’atletica. Mi stava sfumando tutto l’entusiasmo per questo bellissimo sport.

Cosa ti ha fatto ritrovare la strada giusta e gli stimoli adatti a reagire?

Il mio fidanzato e futuro marito mi ha aiutato tantissimo spiegandomi che per ritrovare le giuste motivazioni dovevo ripartire dalla gioia e dall’amore che mi hanno spinto mesi fa ad iniziare. E’ stato così che ho ricominciato con rinnovata grinta e determinazione.

Non immagini quante volte un podista attraversa periodi di crisi che lo portano a decidere di smettere, di “attaccare le scarpette al chiodo”. Ad esempio frasi che un tempo ti avrebbero fatto sorridere tipo “… oramai hai un’età! Non puoi reggere i ritmi di un tempo e fare gli stessi risultati …” oppure  “ … ma chi te lo fa fare di soffrire così,non ne vale la pena … “ in un periodo durante il quale già non riesci a trovare il bandolo della matassa … Beh, ti fanno riflettere. Però solo per poco, perché la passione che hai dentro emerge feroce e spazza via tutti i dubbi e … si ricomincia più determinati di prima!

Si, è vero, poi vieni catapultata in questa dimensione dove tutti ti conoscono, ti salutano, ti sono amici. Il mio ragazzo ha lasciato la pallavolo nonostante militasse in una squadra che gareggiava in una categoria alta, la serie C, per me, per seguirmi e spronarmi a correre. Abbiamo così incontrato “l’ Eneas Run”, una bellissima squadra di amici che mi ha fatto una buona proposta e dalla quale mi sento amata e coccolata.

E l’allenatore l’hai trovato nella tua nuova società?

Per caso, ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada Annamaria Vanacore, che io stimo e ammiro molto. Con lei ho un ottimo rapporto ed è stato un bene incontrare un’allenatrice donna, perché tra di noi c’è un feeling e un’empatia speciale, che di sicuro non si sarebbe potuta creare con un allenatore maschio.

Hai ragione, io stimo tantissimo Annamaria, ottima atleta, bella persona e preparatrice atletica di tutto rispetto.

In poco tempo mi ha già insegnato tanto, lei dice sempre “Tu devi correre per il piacere di correre, e di sicuro i tuoi allenamenti non devono essere stressanti ed estenuanti, devono essere tranquilli”. Infatti grazie a lei, che mi sta seguendo dal novembre 2013, ho avuto piccoli ma costanti miglioramenti gara dopo gara, sempre di più, e con una preparazione molto meno intensa rispetto a quella che facevo prima. Incontrare risultati e migliorarmi sempre di più mi ha stimolato e fatto ritrovare l’amore verso l’atletica che sembrava avessi perso.

Saggia Annamaria, non avevo dubbi che fosse anche una trascinatrice valida e in gamba!

Lei dice sempre “Corri per il piacere di correre, su quel percorso il tuo stimolo non deve essere tanto l’arrivo, ma il viaggio che fai, il durante, perché è quello che poi ti porta il benessere e a vincere quando arrivi alla fine. C’è stato un inizio ed una fine, ma la cosa più bella deve essere il durante, il percorso …”

Secondo me un bravo allenatore non è quello che ti prepara una tabella di allenamento, un piano di lavoro freddo e asettico, ma una persona attenta e profonda, sensibile e introspettiva, che entri in sintonia col suo atleta, che sia capace di conoscerlo nel profondo ed entrare in simbiosi con lui, con le sue sensazioni e sofferenze in allenamento e in gara. Capire le sue difficoltà e prevenirle o aiutarlo a superarle nel modo più adatto a lui.  Capace di creare quella fiducia incondizionata che contraddistingue due professionisti e gli permette di lavorare al meglio, tirando fuori il massimo da entrambi.

Infatti ci facciamo certe chiacchierate!

Sono felice per te, adesso ti ritrovo con l’entusiasmo giusto. E’ sempre bello confrontarsi con avversarie serene e preparate.

Io mi ritengo fortunata per questo, inoltre ho la fortuna di correre accompagnata dal mio ragazzo che mi supporta costantemente. Sapere di avere una persona al fianco che ti aiuta è importante, ti da tanta forza in più.

Hai ragione, io istintivamente alle gare cerco con lo sguardo qualche amico al quale affiancarmi, con il quale condividere l’impegno, ma Aldo mi dice sempre che per crescere devo trovare dentro me stessa la forza e la sicurezza, devo partire dalla mia testa a cercare quella forza mentale che mi permetta di fare il salto di qualità per migliorarmi,  correre con me stessa perché solo io posso sapere in quel momento le sensazioni e la forza che ho e gestirla al massimo.

Hai mai corso una 21 km?

Fino a qualche mese fa non ne avevo corsa neanche una, però, l’entusiasmo scatenato in me dai miglioramenti costanti che si sono susseguiti da novembre, mi hanno portato a fare ad Annamaria una richiesta un po’ insolita, chiudere il mio primo anno agonistico correndo una 21 km!

Lei veramente non era molto d’accordo, perché diceva che le distanze lunghe possono rovinare le fibre muscolari e compromettere i risultati sulle 10, e che sono ancora troppo giovane per affrontarle. Io però ho insistito così tanto, spinta dal desiderio di sfidare me stessa e verificare se ero in grado di portarla a termine grazie alla mia forza mentale, che alla fine mi ha accontentato. L’ho allenata per appena 2 settimane e poi mi sono lanciata alla conquista della “Napoli – Pozzuoli!”.

La tua prima 21 ! Che cos’hai provato?

Un misto di emozioni! E’ stata bellissima anche se abbastanza dura! Mi sono emozionata, mi sono proprio emozionata! Durante questa mia prima 21 sono successe un sacco di cose, primo fra tutti il nostro problema di donne … che non avevo previsto, ma, pur non avendo nessuna protezione, non mi sono demoralizzata, né vergognata, grazie alla presenza del mio fidanzato al mio fianco che mi incoraggiava e tranquillizzava. Poi al 14°/15° km, quando avevamo quasi raggiunto Napoli, sono inciampata tra i piedi di un signore, ma neanche la caduta con la conseguente distorsione sono riuscite a fermarmi. Ho corso così per altri 2 km sul dolore, non ho mollato ricordando gli insegnamenti della mia Misteressa che mi esorta a non arrendermi mai e concludere sempre la gara senza interessarmi al risultato. E’ stata lei la mia forza!

Certo! Quando arriva la crisi, per un motivo o per un altro, ognuno deve trovare una motivazione, uno stimolo che lo sblocca ed è strettamente personale, diverso per ognuno di noi, se no rimani lì, non la superi la crisi.

Infatti ho avuto una crisi dal 18° km fino a piazza San Nazzaro. Mi volevo fermare, ma il mio fidanzato mi ha tranquillizzato dicendomi che dopo la galleria il peggio era passato, ed è stato un benessere. Quando poi sono entrata a Napoli … sono scoppiata a piangere! Vedere tutto quel calore della gente che ti acclama, ti applaudisce e ti incoraggia, mi ha supportato e dato la forza di raggiungere piazza Plebiscito e chiudere questa mia prima fatica in 1h 40’.

A fine gara sono stata anche intervistata ed ho raccontato a caldo tutte queste forti emozioni ed è stato bellissimo!

Brava, complimenti per la grinta! Ti sei tolta una grossa soddisfazione.

… sull’onda dell’entusiasmo, ho chiesto ad Annamaria di partecipare alla “Stramilano”, gara Internazionale ricca di campioni italiani ed Olimpionici. Lei, seppur con mille dubbi, mi ha di nuovo accontentato, dicendo che sarebbe stata però la mia ultima 21, dopo la quale mi sarei dovuta impegnare al raggiungimento dell’obiettivo “10 km”.

E’ stato lì, alla “Stramilano”, tra 6000 persone, kenioti, campioni e professionisti che mi sono gasata. Prima della partenza mi è successa un’altra cosa che non scorderò più per tutta la mia vita, il mio ragazzo si è inginocchiato lì, davanti a tutti e … mi ha infilato l’anello al dito e mi ha chiesto in moglie.

Che emozione! Ma è bellissimo! Una bellissima favola che anche nel mondo della corsa sa emozionare!  Ora di sicuro amerai ancora di più l’atletica, legata ad un ricordo così bello!

In quel momento non so cosa mi è successo, ancora adesso non ti so dire come ho fatto a chiudere quella 21 km in 1h, 37’.

Brava! Che differenza hai notato tra le gare che si corrono in Campania e quelle corse al nord? Sia dal punto di vista del calore umano, del quantitativo dei partecipanti che dell’organizzazione?

Forse sarò di parte, ma Napoli è Napoli, ed è tutta un’altra cosa, c’è passione, calore umano da vendere, il tifo è molto più sentito e tu ti senti galvanizzata da tutto questo entusiasmo. Per non parlare poi dei posti che sono meravigliosi,  tanto belli che non ti fanno sentire la fatica, distratta da tanta bellezza. Sono anche molto più impegnativi e ti sorprendono, perché mentre stai correndo all’improvviso ti puoi trovare una salita ripida, o una discesa mozzafiato, il mare, la campagna, insomma è tutto un alternarsi di pendenze e paesaggi.

Al nord?

Milano invece, al di là del grosso numero di partecipanti e dell’organizzazione meticolosa e perfetta dove non si nota una sbavatura neanche parlando di grossi numeri, tutto è schematizzato, anche il percorso, tutto pianeggiante e uniforme. La “Stramilano” è stata molto dura perché ho dovuto lavorare molto mentalmente, di testa, per concluderla.

Ma tu avevi cosa sognare quel giorno!

Si, si, avevo cosa sognare e … sono anche molto contenta del risultato che, ripeto, non so come sono riuscita a raggiungere, infatti sono rientrata tra le prime 100 donne, 74° su 808 donne, posizione 1430 su 6000 partecipanti, 16° della mia categoria. Ottimo se pensi che le prime 10 erano olimpioniche e straniere.

Ancora complimenti, bella esperienza che ti porta però ad apprezzare ancora di più la nostra gente e la nostra regione. Ti ha arricchito insomma.

Si, l’unica cosa che si può consigliare agli organizzatori campani se me lo permettete, sono le strutture, le protezioni sicure e un occhio particolare alla viabilità, perché senza una macchina in circolazione, postazioni mediche ogni 5 km e ristori organizzati benissimo, anche le nostre fatiche sarebbero più gratificate.

Qual è stata la gara più bella che hai fatto? Non bella necessariamente per il risultato raggiunto, ma per le sensazioni ed emozioni che ti ha suscitato , per il ricordo che ti ha lasciato.

Cicciano, che ho corso l’anno scorso, se non erro nel periodo di aprile. E’ stata bellissima perché ho corso nel verde, in montagna e, non lo so … c’era qualcosa che la rendeva speciale, diversa dalle altre, magica. La temperatura ideale, il calore e la semplicità della gente, l’atmosfera che si respirava … per me è stata bellissima!

Inoltre un’altra cosa che mi è piaciuta e che non avevo mai avuto modo di vedere, è stato il controllo antidoping.

 Io penso che sia giusto che ci sia, perché lo sport è serietà, rispetto delle regole, rispetto dell’altro. Facendo uso di sostanze proibite, l’atleta, non solo mortifica sé stesso, ma è irrispettoso anche nei confronti degli altri che lavorano, fanno sacrifici e li vedono vanificati da individui disonesti e sicuramente non professionisti.

Si, questo a tutti i livelli è disonesto, ma a livello amatoriale, è addirittura deleterio.

Quali sono i tuoi personali?

Oggi ho fatto un altro personale, infatti l’ultimo era stato 43,50. Dalla mia prima gara corsa in 49 minuti senza allenamento, è stato un continuo migliorarmi, gara dopo gara, e mi auguro che continui così.

Ti auguro di migliorarti sempre di più perché lo meriti.

Cosa pensi della presenza femminile alle gare?

E’ una presenza molto importante perché è da stimolo anche alle altre donne. Poi penso che contrariamene a quello che si pensa, la donna non è il sesso debole, è molto più forte soprattutto mentalmente “Mens sana in corpore sano”. Noi siamo abituate a soffrire dalla nascita, perciò sappiamo come affrontarla. Inoltre quando ci uniamo siamo molto solidali, tanto da fare quasi paura. E’ bellissima anche quella sana competizione che ci contraddistingue, avversarie in gara, amiche più di prima fuori. Tra le donne, anche se non ne conosco ancora molte, un ottimo rapporto l’ho instaurato con Rosa Ippolito che ritengo una bellissima persona. La adoro!

Cosa vuoi chiedere al mondo podistico femminile?

Io invito tutte le donne che ne hanno la possibilità a correre,  perché il nostro numero alle gare deve crescere notevolmente tanto da farci diventare sempre più importanti. Non voglio più sentire alle gare frasi  del genere “Ah, ci stann pur e femmn?” . Certo! Ci stanno e sono pure forti, molto più di tanti uomini!

Consiglieresti la corsa ai giovani?

Si, certamente! Proprio per allontanarli da quella tecnologia, computer, telefonino, i – pad e quant’altro che li costringe all‘inattività e a stare ore e ore chiusi in casa, isolandoli anche dai sani rapporti sociali che con lo sport maturano e migliorano. Io consiglio la corsa a tutta la società, maschi, femmine, giovani, ragazzi, bambini, che rappresentano il nostro futuro, e non devono andare in regresso, ma sempre al passo col progresso.

Che insegnamenti possono scaturire dallo sport?

Lo sport è maestro di vita, ti insegna a rispettare le regole e l’altro, ti insegna la costanza e a tenere duro in tutto quello che si fa. Inoltre è salutare, dà benessere sia dentro che fuori aiutandoti a scaricare le tensioni negative.

Vuoi salutare qualcuno in particolare?

Si, saluto prima di tutto te, che mi hai dato la possibilità di farmi conoscere, il mio futuro marito, Giovanni Sanniola, a cui dedico ogni mio piccolo risultato, vittoria, soddisfazione e miglioramento, perché lo amo da morire e poi alla mia Misteressa Annamaria Vanacore. Saluto la mia amica Rosa Ippolito e tutto il movimento podistico campano.

Saluto tutti e spero di fare sempre bene.

Fin quando correrai farai sempre bene, farai bene soprattutto a te stessa.

Io ringrazio Enza per la simpatia e la disponibilità.

Grande Enza! Bella, solare, spontanea e ciarliera! E’ stato un piacere parlare con lei, non mi sono annoiata un attimo, coinvolta da tutto l’entusiasmo che ha messo in ogni suo racconto, in ogni sua avventura.

Brava Enza, continua così che stai diventando sempre più forte e più matura polisticamente parlando, ma non poteva essere altrimenti, sotto la guida della grande Annamaria Vanacore, icona e simbolo dell’atletica campana.

Un saluto ad entrambe con l’augurio di una prolifica collaborazione che vi porti frutti e soddisfazioni sempre maggiori.

 

 

 marilisa carrano

Per Podistidoc Marilisa Carrano

 

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Peluso

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