PodisteDOC slide — 03 gennaio 2014

lisa russoApprofitto di questi giorni di vacanza per sentire la mia compagna di squadra e amica Lisa Russo. Dopo esserci scambiate gli auguri e i convenevoli di rito iniziamo a conversare amabilmente e scopro con piacere che anche lei come me è una simpatica chiacchierona …  E’ un piacere parlare con lei, mi sembra di conoscerla da sempre tanta è la spontaneità e confidenza che animano la nostra conversazione.

Luisa Russo nasce a Torre Annunziata e vive a Cercola con la sua famiglia. Madre di un giovane atleta dodicenne, Federico Maria, attualmente cintura arancione di Karate, che si allena tre volte a settimana al Centro Igea. Fresco campione regionale della sua categoria, titolo conseguito a Succivo (CE) da poco più di un mese.

Complimenti! Sei orgogliosa di avere un campione in famiglia?

Certo! Ora mio figlio si allena e gareggia con piacere almeno una volta al mese e ne sono felice, ma il suo primo amore è stato il nuoto che ha praticato a livello agonistico dai 4 ai 6 anni dove nuotava tutti i giorni allenandosi almeno per 2 ore finché non ha avuto un netto rifiuto ed ha smesso. Ora il mare, la piscina, l’acqua restano sempre la sua passione, ma preferisce nuotare per gioco, non più per sport.

Cosa ne pensi tu del Karate?

Il Karate è uno stile di vita più che uno sport, insegna le regole ed è fondamentale perché le regole si “devono” rispettare, non eludere. Secondo me dovrebbe essere insegnato a partire dai 7/8 anni perché essendo uno sport che presuppone l’autodifesa educa all’autocontrollo e favorisce la disciplina, fondamentale a scuola in primis e in tutti i contesti sociali. Il Karate come la corsa e lo sport in genere sono determinanti per la formazione del carattere e della personalità.

Da quando hai iniziato a correre?

Da circa un paio d’anni corro seriamente con gli “Amatori Vesuvio”, e mi trascino anche le amiche, ma il vero inizio è stato circa 7 anni fa quando, incoraggiata da un collega ho iniziato a camminare. Però quasi subito ho provato a  corricchiare e … mi è piaciuto! All’inizio era faticosissimo! Tornavo a casa distrutta e stavo fuori combattimento per un bel po’, poi alcuni amici mi hanno dato ottimi consigli che mi hanno permesso di gestire la fatica ed è andata sempre meglio.

Come la vivi adesso la corsa?

Benissimo! Mi da un piacere immenso! Anche la sofferenza è sovrastata da quel senso di libertà che non provo in nessun altro stadio. Mi sento libera libera libera!!! Come quando guardo il mare!

Sei sempre stata una sportiva?

Macché! Ora lo sport è la mia vita, ma fino all’età di 25 anni ho solo studiato! Non camminavo neanche a piedi, finché una volta al mare ebbi uno spavento tale che mi provocò uno shock tremendo e mi condizionò a tal punto che, anche sapendo nuotare perfettamente, avevo l’impressione di non riuscire a risalire più a galla dopo una calata fatta da alcuni amici per gioco. Dopo quest’esperienza mi iscrissi in piscina per superarlo.

Complimenti! Questo ti fa onore! Significa che la tua personalità è molto forte e decisa e non accetta di subire limiti.

E’ vero! Si subiscono le sconfitte ma si superano, si va avanti. Io non ho una grande autostima ma neanche bassa, mi voglio bene e non voglio che ci siano blocchi che possano condizionare le mie scelte e i miei comportamenti.

Ci puoi fare qualche esempio?

Ad esempio la “Coast to coast” per me è stata una sfida più psicologica che sportiva. Sapevo di poterla fare, ma ne avevo timore. Dopo i 25 km corsi a Valle Maddaloni la decisione era presa! Due mesi di preparazione e via ad ammirare lo splendido panorama della costiera sorrentina ed amalfitana. E’ stato uno spettacolo meraviglioso che ho vissuto appieno, infatti, quando sono arrivata mi hanno rimproverato bonariamente perché avrei potuto dare di più tanto ero arrivata fresca. Ma io sono soddisfatta lo stesso perché al di là del tempo cronometrico per me è più importante partecipare, divertirmi, ma senza mai abbandonare i canoni della razionalità, la mia peggiore sconfitta sarebbe stata quella di ritirarmi per una gestione errata. Chiuderla è stata la mia vittoria!

Complimenti! Ti confesso che nonostante la fama che ho di incosciente e temeraria, le lunghe distanze sono una sfida che non mi aletta, preferisco cimentarmi in distanze più brevi cercando di migliorarmi.

Ti capisco, è vero che ci rimani male quando dopo tanti sacrifici e tempo sottratto alla tua famiglia vorresti migliorarti, ma ho anche imparato che  la corsa ti deve dare gioia e preferisco le distanze più lunghe perché le vivo diversamente, me le gestisco. Fino al 18° km mi diverto, mi schiatto dalle risate con gli amici, poi cerco di dare fondo alle risorse rimaste e spingo fino alla fine.

Le 10 km sono tutt’altra musica, le soffro assai, ma s’anna fa! J E poi ti lasciano quell’adrenalina, quelle endorfine che ti rendono euforica e allegra per tutto il dì.

Lisa, ma tu lavori?

Si, lavoro presso la pubblica amministrazione dell’equitalia sud di Napoli e mi occupo di procedure concorsuali di società di capitali. Sono impiegata da 18 anni ed amo molto il mio lavoro.

Come riesci a gestire lavoro, famiglia e corsa?

E’ un sacrificio per me correre, ma lo faccio con passione. Mi alleno alle 5 del mattino per non togliere tempo e spazio alla casa ed a mio figlio in particolare. Anche se sono sacrifici li faccio con piacere perché ormai la corsa mi è entrata nel sangue e non potrei più farne a meno.

La tua famiglia ti supporta?

Moltissimo! Spesso vengono a seguirmi anche durante le gare per incoraggiarmi, ma non sempre possono e mi seguono da casa. Mi supportano e mi sopportano! J Però l’aiuto che mi da mio marito è fondamentale perché mi organizza la domenica per permettermi di andare a correre e lo ringrazio tanto per questo!

Quale gara ti ha colpito di più?

Striano che fu disputata ad ottobre. Ricordo che diluviava quella domenica e fino a 10 minuti prima della partenza eravamo lì vestiti col pettorale tra le mani, fu annunciato che la partenza non sarebbe avvenuta. Poi all’improvviso si decise di partire e fu bellissimo, forse perché la tensione che inevitabilmente ti attanaglia prima della partenza era svanita e partimmo tutti scarichi dallo stress così l’ho vissuta più serenamente.

Una gara lunga che mi è piaciuta è stata Agropoli per il tempo cronometrico impiegato, 1h,54, ma quella che mi ha dato forti emozioni è stata la “Coast to coast” per la lunghezza e il paesaggio meravigliosi. La più caratteristica invece è stata la nuova “Mari e monti”, l’ho sofferta moltissimo ma mi è piaciuta.

Con quale spirito gareggi?

A me piace gareggiare,ma non per competere, perché mi fa stare bene, perché amo le persone e mi piace il contatto fisico. Vorrei avere un campanello d’allarme che mi avverta nel momento in cui dovesse scattare quel circolo vizioso che ti spinge a competere con te stesso e con gli altri. Mi auguro di vivere sempre la corsa in modo sano senza stress per non dover soffrire, farmi del male e di conseguenza farne a chi mi sta intorno.

Cosa mi dici degli amici della tua società, gli “Amatori Vesuvio”?

Saluto il mio Presidente preferito Raffaele Cerciello e Smimmo e Visone che ammiro moltissimo per la costanza e la caparbietà e tutto il gruppo compatto, perché sono belle persone con le quali mi alleno quotidianamente e frequento anche nel tempo libero. Mi trovo molto bene in loro compagnia perché sono persone serie e pulite.

Perché correre?

Correre perché fa bene ma soprattutto per passione! Perché è un mondo ancora pulito dove si conoscono persone interessanti, pure e dove il saluto tra tutti, anche se non ci si conosce, è magnifico.

Hai ragione Lisa, tra di noi c’è una complicità ed una solidarietà che non ho mai visto in nessun altro ambiente sportivo.

Ringrazio Lisa per la sua cortesia e disponibilità, per il tempo che mi ha dedicato nonostante i tanti impegni dovuti alle festività natalizie. Voglio farle i complimenti per lo spirito che anima la sua passione, per la costanza e la forza che la spinge a cimentarsi in imprese molto grosse. Brava Lisa! Continua così che è questo lo spirito giusto!

Un forte abbraccio e alla prossima gara.

 

 

marilisa carrano
Marilisa Carrano

 

 

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Peluso

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