PodisteDOC slide — 10 febbraio 2014

gloria marconiSono qui oggi, 1 febbraio 2014 a Napoli, in occasione della presentazione della “I Mezza maratona mostra d’Oltremare”. Incontro la fiorentina Gloria Marconi, fortissima atleta che più volte ha vestito i colori della nostra nazionale e ci ha rappresentato in campo internazionale in competizioni atletiche. Con cortesia e disponibilità decide di condividere con noi le sue esperienze sportive.

Il suo curriculum :
1999 – vittoria al giro internazionale di Castelbuono
2000 – vittoria al campionato italiano 3.000m indoor
2003 – vittoria alla mezza maratona Roma – Ostia
2003 – vittoria alla maratona di Roma
2011 – terza alla maratona di Firenze

Ciao Gloria, domani sarai tra noi in gara, questo ci onora ed io sono contenta di poterti dare il benvenuto personalmente .

Ti ringrazio. Sono contenta di essere qui a Napoli. Ogni volta che torno il mio umore è positivo, speriamo che domani anche le gambe seguano l’umore.

Ho saputo che hai avuto dei problemi di salute in questi giorni ed hai rischiato di non esserci. Come va adesso?

Beh, come va vediamolo un po’ anche domani. Vedi, esco da una settimana di bronchite, e quando pensavo di essere uscita dal tutto, ho accusato un dolore importante che mi ha portato al pronto soccorso. La cosa mi ha un po’ allarmato perché erano almeno 30 anni che non vedevo un ospedale, ma per fortuna mi hanno assicurato che sono in ottima salute. Sono certa che se il dolore continuerà ad attenuarsi domani farò una buona gara.

Ne sono certa! Adesso vuoi parlarci un po’ di te? Quando hai iniziato a correre e chi ti ha introdotto nel mondo del podismo?

Io ho iniziato a correre che avevo 12 anni grazie ad una ragazza appena diplomata ISEF che fortunatamente è venuta a supplire nella mia scuola media e, a differenza della titolare che ci portava spesso in palestra a giocare a pallavolo, questa ragazza, che veniva dall’atletica, ci ha portato per circa una decina di giorni all’aperto a correre. Probabilmente ha visto in me qualcosa e mi ha invitato al campo sportivo ad allenarmi. Io, che ho amato fin da subito questo splendido sport, sono stata ben felice di accettare, ho risposto volentieri al suo invito. Dopo circa un anno ho avuto un nuovo allenatore che era stato il vecchio allenatore della ragazza e mi ha seguito per tutta la mia attività giovanile. Si chiamava Sergio Pesucci e voglio ricordarlo perché e scomparso qualche anno fa.

Hai continuato fino ad oggi senza interruzioni la tua carriera?

No, ho avuto dei problemi di salute intorno ai 15 anni che mi hanno obbligata ad interrompere il tutto. Mi sono fermata si, ma nei momenti di sole tornavo sempre a fare qualche corsetta, quindi per me sono sempre stata un’ atleta, anche quando in realtà non praticavo.

Qual è stata la svolta alla tua carriera?

Intorno ai 29 anni ho conosciuto quello che è adesso il mio compagno ed anche il mio allenatore da allora, Maurizio Lorenzetti.

Corre anche lui?

Si, adesso ancora si diverte, ma vanta anche delle presenze in Nazionale con un personale di 1h, 02 sulla mezza e 2 h,14 sulla maratona.

Complimenti! Sono signori tempi!

Si, si, infatti, anche se non ha mai fatto l’atleta professionista, perché già lavorava a quei tempi. Ha smesso da un bel po’ di allenarsi seriamente, quindi allena me ed anche qualche altro ragazzo.

So che hai ottimi personali nelle varie distanze.

Diciamo che i momenti migliori sono passati. Inoltre ho una carriera costellata da infortuni e sfortune continue che hanno ipotecato tanto, non ultima quella di questi giorni che mi ha fatto temere di non poter essere presente neanche come testimonial. Ma non potevo mancare! Sono contenta che si sia risolto tutto per il meglio.

Io penso che la passione ti fa superare qualsiasi difficoltà pur di essere presente.

Certo! La passione è la prima cosa. Vedi, a volte mi è stato chiesto “Ma tu quando pensi di smettere?” … a me sembra una domanda assurda perché la corsa fa parte di me e non riesco a pensare la mia vita senza. In realtà la domanda è lecita perché, molti atleti che hanno ottenuto magari risultati che si ritengono in qualche modo di prestigio, si pensa che ad un certo punto mollino, perché poi è difficile accontentarsi di qualcosa di meno. Io in realtà ho sempre accettato il tempo che passa , così come ho accettato i miei infortuni.

Questa è una bella scuola di pensiero ed il segreto per vivere sempre lo sport serenamente e senza stress.

Cosa pensi del podismo amatoriale?

Io VIVO nel mondo amatoriale, lo amo ed ho contatti con tanti amatori. L’ho sempre amato ed ho sempre partecipato a competizioni amatoriali. Anche quando ancora ero in Nazionale mi ha sempre affascinato questa grande massa che riempie le nostre strade ed io mi sono sempre mescolata molto volentieri a loro specie nella mia regione, ma anche fuori.

Hai mai avuto infortuni seri che ti hanno tenuta lontana dai campi per lungo tempo?

Si, ho avuto degli infortuni anche se non serissimi, perché non mi sono mai rotta un tendine, però mi sono strappata entrambe le fasce plantari, ho avuto delle micro fratture e cose anche più leggere che mi hanno tenuta ferma tanto, tipo sciatalgie particolarmente resistenti e, non ultima, una tendinosi che mi ha tenuto ferma lo scorso anno per 14 mesi.

Ricominciare con l’avanzare dell’età è sempre più dura, però quando non corro sento che mi manca un pezzo importante della mia vita.

Lo sport può essere da insegnamento alle nuove generazioni?

Certo!

Lo sport in generale ti insegna a rispettare le regole, la costanza e l’impegno.

Si, dovrebbe essere così, ma spesso la società ti insegna completamente l’opposto, che spesso sono le scorciatoie, non il merito, ma le raccomandazioni che ti fanno andare avanti.

E’ proprio per questo, secondo me, che lo sport è fondamentale, per dare un input di cambiamento a questa società malata, anche perché chi va avanti attraverso scorciatoie, prima o poi cade rovinosamente perché non è in grado di reggere il peso di quello che ha guadagnato senza merito. Chi invece raggiunge con impegno e sacrificio i successi, innanzitutto è in grado di mantenerli e ripeterli, ma ne ricava soddisfazioni e gratificazioni senza eguali.

Questo è motivo in più per promuovere i valori della corsa nella società perché è ripartendo dalle cose elementari e soprattutto dall’età giovanile che possiamo anche cambiare la società. Penso che la corsa e lo sport in generale, interpretato nel modo migliore, insegni i valori principali e ti aiuti a conoscere te stesso, a lottare, andare avanti e non arrenderti per raggiungere gli obiettivi fissati.

Soprattutto a porsi degli obiettivi!

… che è l’importante per ottenere dei risultati. Ma la corsa insegna anche a perdere, insegna a vincere ma anche a saper perdere. Questa è una cosa che spesso manca.

Tu cosa provi durante una gara?

Io sono sempre molto molto contenta, molto felice di esserci. E’ ovvio che quando sei in condizioni ottimali di forma hai anche delle aspettative per cui non è la gioia l’unico sentimento che prevale. Ci sono delle attese sul risultato, su quello  che hai costruito con sacrificio. Certo, all’arrivo se le cose sono andate bene la felicità è maggiore, ma in caso contrario non mi sono mai disperata, è una pagina che si volta e si va avanti.

Questo è lo spirito del campione, del professionista serio, rialzarsi e sapere di poter fare meglio di prima impegnandosi : l’accettazione del risultato e il proposito di fare sempre meglio.

Guarda, io nel 2011 ho rifatto una maratona dopo 5 anni. L’ho fatta nella mia città, Firenze, e sono arrivata terza. Non ho fatto il primo posto, ma per me è stata una grandissima vittoria! Non emozione, ma vera e propria vittoria, perché, al di là del podio che ho centrato e che mi ero posta come obiettivo perché significava salutare la mia città, soprattutto perché ho avuto tanti problemi specie con la maratona e quella in particolare.

A fine gara una rivista del posto che tratta di podismo mi ha chiesto di scrivere un pezzo su quello che avevo vissuto e, ti posso ripetere le ultime righe “ … vince sempre anche chi arriva secondo, o terzo, vince chi dentro di sé sente di aver vinto!”

Hai ragione, chi raggiunge il risultato che si era posto ha sempre vinto.

Volevo chiederti a questo proposito, quale gara ti ha emozionato di più?

Ci sono almeno un paio di gare che mi hanno emozionato e ricordo con maggiore entusiasmo. Al primo posto penso di metterci la mia prima maratona : Roma 2003 vinta con il crono di 2h, 29 e 35, che rimane il mio personale sulla distanza.

Brava! Complimenti!

Grazie! Fu un’emozione estrema. Però c’è anche il giro di Castelbuono nel 1999 che mi ha aperto un mondo perché lì c’è stato il salto di qualità dall’aver ricominciato a correre all’aver raggiunto dei risultati che, negli anni in cui ero rimasta ferma avevo soltanto sognato.

E poi la maratona di Firenze del 2011 dove ci ho lasciato il cuore.

Hai qualche sogno ancora da realizzare?

Ma io di sogni ne ho ancora tanti! Per quanto riguarda la corsa, so che alcuni grossi sogni se ne sono andati, ma io lascio sempre il cassetto aperto perché non si sa mai … L’esperienza mi insegna che, nel momento in cui meno te lo aspetti un tuo sogno può realizzarsi.

Ti è già capitato?

Si, i “Giochi del Mediterraneo” del 2009. Avevo già 41 anni, ero stata convocata negli ultimi due anni alle Nazionali, che poi non mi avevano fatto correre. Avevo accusato il discorso anagrafico perché mi era stato fatto capire che, oltre una certa età, non sarei più stata convocata. Quando sono arrivati i giochi del Mediterraneo nel 2009 invece, sono stata riconvocata perché arrivai seconda ad un Campionato italiano di mezza maratona.

E’ stato un successo, una rivincita! Complimenti!

E’ stata una grande soddisfazione per il risultato e per non aver mai abbandonato quel sogno.

Quando hai ricevuto la tua prima convocazione in Nazionale?

Nel 1999. Avevo già 31 anni. Considera che ho ripreso con un po’ di continuità a fine 97’. Mio marito l’ho conosciuto gli ultimi giorni del 98’ e a gennaio del 99’ stavamo insieme, a  giugno convivevamo. La prima convocazione è arrivata tra novembre e dicembre 99’ in occasione dei Campionati europei di Cross.

Quindi questo connubio ha funzionato alla grande e … funziona ancora!

Si, io gli ho dedicato tantissimo, vittorie come risultati, perché la nostra è una collaborazione importante. Io corro, ma Lui mi fa correre!

Bellissimo! In questa frase è racchiuso tutto il tuo amore, per lo sport, per il tuo compagno e per la vita.

Per te quindi è facile conciliare impegni sportivi e vita privata? La tua famiglia ti ha sempre supportato e aiutato nel tuo impegno sportivo, la tua passione?

La mia famiglia d’origine mi ha sempre supportato in tutto, fin da piccola. Mia madre veniva a veder le gare, il mio babbo mi accompagnava agli allenamenti. Quello che hanno fatto veramente di grande è che non mi hanno mai fatto pesare assolutamente niente, né le vittorie, che a quei tempi da ragazzina arrivavano fortunatamente spesso, né le sconfitte. Mi hanno sempre detto “Brava”, qualsiasi cosa venisse, perché sapevano che era una passione ed io ci mettevo l’impegno che ci dovevo mettere, a scuola andavo bene, quindi non rubavo niente alle cose ritenute più importanti. La mia famiglia d’origine mi supporta ancora oggi tantissimo.

La mia attuale famiglia, che è mio marito Maurizio, naturalmente concilia benissimo perché  facciamo le stesse cose e le facciamo insieme.

Che lavoro svolgi oggi?

Sono libera professionista, sto iniziando un percorso di masso fisioterapista ed il tempo è sempre più poco, però sono fiduciosa perché la Maratona di Firenze l’ho preparata lavorando al Comitato Provinciale del Coni di Firenze facendo la pendolare.

Per questo ti è rimasta nel cuore! I risultati più sudati, più sacrificati e faticati sono quelli che ti lasciano maggiori soddisfazioni.

Si, sono guadagnati e acquistano più valore.

E’ vero che lavorando con il proprio compagno si riesce a tirare fuori qualcosa in più ?

Quello, penso che dipenda molto dalle persone. Io credo che alcune persone siano penalizzate dal lavorare sul campo con il proprio compagno, perché per farlo devono crearsi delle sinergie speciali.

Così come è molto difficile allenare i figli, e quei pochi che ci sono riusciti hanno fatto davvero grandi cose. Quando trovi quella sintonia, si instaura veramente una sinergia completa.

I tuoi migliori risultati?

2h, 29 e 35 sulla Maratona, che non pensavo fossero il mio limite, ma attualmente è quello che è rimasto, 1h, 09 e 25 sulla Mezza che ritengo ancora un grande risultato.

Complimenti! Sono ottimi risultati!

Quale distanza preferisci attualmente?

Quella che preferisco sono i 10 km, ma quella che mi viene meglio è la mezza. Non amo le lunghe distanze, ma certamente i 5000 che per me è sempre stata una gara tra le preferite, è troppo corta.

Se tu volessi invogliare un amico, un conoscente alla corsa quali parole useresti?

Non credo che potrei usare parole diverse dal “Prova se ti va!”, perché la corsa è una passione, e spesso chi vi si avvicina ne rimane veramente rapito e non la abbandona più, ma deve piacere  perché è uno sport molto faticoso. Ci sono molti sport alternativi che ci permettono di stare bene, l’importante è trovare un senso in quello che si fa, per stare bene e divertirsi.

Vuoi lasciare un saluto ai nostri lettori?

Ma io saluto tutti i podisti perché sono la mia grande famiglia ed auguro a tutti un in bocca al lupo per questo nuovo anno, con la speranza che tutti coltivino un sogno nel cassetto e lo vedano presto realizzato.

Ringrazio Gloria, grande atleta e splendida persona, per la sua disponibilità. Devo dire che la ammiro moltissimo per la sua forza e determinazione che la porta sempre ad impegnarsi per inseguire i propri sogni che, come la sua esperienza le ha insegnato, spesso si realizzano quando meno te lo aspetti.

Questo deve essere da insegnamento a tutti noi, perché non abbandoniamo mai la speranza e lasciamo sempre il cassetto dei nostri sogni aperto.

Ciao Gloria, ti ringrazio ancora e ti lascio un grosso in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni, con l’augurio che tu veda realizzati tutti i tuoi sogni e che questo 2014 sia ricco di successi sportivi e gratificazioni personali.

 marilisa carrano
PodisteDoc: Rubrica a cura di Marilisa Carrano

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Peluso

  • Complimenti Marilisa, bellissima e completa intervista, dalla quale emerge chiaramente la straordinarietà di Gloria, che va ben al di là delle doti atletiche.

    • Marilisa

      Grazie Benny, sono contenta ti sia piaciuta. Quello che amo di più , e spero di riuscire sempre a farlo, è far emergere la personalità, il carattere e la forza delle atlete che incontro.

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