Curiosita HOME PAGE — 14 febbraio 2012

Autore Michele Rizzitelli

 

Si profila una pioggia di record in Piazza Aldo Moro a Putignano (BA), per sabato 18 febbraio ore 10,30. Sarà eretto un piedistallo, ed adagiato non un solo trono come programmato, ma due. Sopra Sua Maestà Serenissima ed Immobile, il Tapis Roulant, prenderanno posto Vito Intini ed Andrea Accorsi. Vito cercherà di battere il record della 24 ore e, strada facendo, più propriamente tapisrulando, anche quello della 100 km e della 100  miglia. Questi i numeri bene impressi nella sua mente: 156,970 km (record italiano), 240,00 km (europeo), 247,450 km (mondiale). Sull’altro tapis roulant, contemporaneamente, salirà Andrea Accorsi. La sua fatica durerà 6 ore e cercherà di stabilire il maggior numero di primati possibili in  tale arco di tempo. Obiettivo principale è quello della 50 km, detenuto dall’inglese Martin Tighe (3.44.48) e, se capita, quello delle 50 miglia ed, ovviamente, della 6 ore.

 

Sceso dal trono Andrea, vi salirà la sua compagna di vita, Monica Barchetti, che per altre 6 ore affiancherà Vito Intini nella sua impresa. Suo proposito dichiarato è di far man bassa di tutte le migliori prestazioni possibili.

 

Piazza Aldo Moro potrebbe diventare la piazza dei record, come il Parco Ruffini di Torino: 51 maratone maschili consecutive con Enzo Caporaso e 13 maratone consecutive femminili con Cristina Borra. Infatti, i tre personaggi che andranno a faticare (non a esibirsi!) è gente da nazionale IUTA. Vito Intini  detiene la migliore prestazione italiana della 100 km sul tapis roulant (7.45.39), terza mondiale. Di Andrea Accorsi, per brevità, cito soltanto il suo record italiano della 72 ore su strada (422,123 km).  Così pure, di Monica Barchetti ricordo soltanto il suo primato italiano della 72 ore su strada (358,219 km) e della 6 giorni su strada (705,259 km).

 

Per completezza d’informazione, devo far presente che il limite di funzionamento consecutivo del mezzo meccanico è di 99 minuti. Per farlo ripartire si perdono circa 50 secondi e, soprattutto, concentrazione. In una gara di 24 ore la perdita  è di 15 minuti.

 

Per i tre protagonisti non sarà un impegno fisico e mentale fine a se stesso. Sarà un buon allenamento i cui benefici si apprezzeranno nelle gare su strada. Il tapis roulant dovrebbe far parte del programma di preparazione di ogni ultramaratoneta, per il ritorno che offre in termini di tonificazione mentale. Il consiglio è di procedere con gradualità e di non esagerare, perché l’alta elasticità del tappeto scorrevole potrebbe sottoporre le strutture capsulari, legamentose, tendinee, meniscali e muscolari ad abnormi sollecitazioni meccaniche, con rischio d’infortuni.

 

Certo, qualche sorrisetto, alle nostre latitudini, lo suscita anche nelle persone più giudiziose. Nei paesi anglosassoni il treadmill è amato, venerato, idolatrato: quasi un feticcio della civiltà occidentale che, delegati ad altri i lavori faticosi, ha creato un surrogato per ritornare a grondare sudore. I record,  espressi in miglia, sono tutti in loro possesso.

 

I vertici IUTA prestino attenzione a questo movimento che sta nascendo dalla base. Quello che è inusuale oggi potrebbe diventare usuale domani, e saper vedere lontano non è una dote da disprezzare. La Commissione Statistiche potrebbe già cominciare a prenderne nota.

 

Ma torniamo in Piazza Aldo Moro. Trascorse 12 ore, Vito Intini non rimarrà solo. S’accomoderanno sul trono il Presidente dell’Amatori Putignano, Lorenzo Valentini, che coprirà la distanza della maratona e, a seguire, il Vicesindaco, Dino Angelini, che sarà impegnato nella mezza maratona.

 

E se le condizioni meteo fossero proibitive? S’è pensato a tutto. La pioggia dei record troverà degna cornice nei saloni settecenteschi del Convento dei Carmelitani, sede del Municipio.

 

Una cosa è certa, record o non record, a fine manifestazione s’impazzirà per il carnevale più antico e più  lungo del mondo.

 

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Peluso

  • Andrea

    Non riesco ad entusiasmarmi per questo genere di “imprese”. “Far man bassa di primati” la dice tutta sulla serietà della cosa. In nessuna disciplina atletica nessuno riesce a far man bassa di niente e per migliorare un singolo record passano magari 10 anni. Amenità dell’atletica…

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