Alimentazione — 10 maggio 2009

Alcuni runner commettono l’errore di mangiare poco prima dell’attività sportiva, tale comportamento è legato alla paura psicologica, del tutto ingiustificata, di rimanere con il ‘serbatoio a secco’ durante la gara o di migliorare la propria performance. Invece è di buona norma far trascorrere, tra la fine di un pasto e l’inizio di una gara o di un allenamento, almeno tre ore, perché durante la digestione si verifica un maggiore afflusso di sangue agli organi deputati alla digestione, con la conseguenza di un ridotto apporto di sangue ai muscoli che in quel momento, impegnati nella attività sportiva, ne hanno un infinito bisogno, compromettendo in tal modo il risultato della gara stessa. Di conseguenza, l’aumentato apporto di sangue ai muscoli, che si verifica durante l’attività sportiva può disturbare il processo digestivo, procurando quella particolare condizione che di solito viene definita ‘congestione‘. Quindi il pasto deve essere ‘leggero’, e ‘facilmente digeribile’, non molto abbondante, in modo da garantire non solo il completo svuotamento dello stomaco, ma anche la totale digeribilità. Inoltre, non deve provocare picchi anomali di glicemia e provocare una risposta anomala insulinica. Infatti un’alta concentrazione di insulina determinerebbe una ipoglicemia da rimbalzo, tale da compromettere la prestazione atletica del podista, l’ipoglicemia avrebbe il suo valore massimo dopo due o tre ore, proprio in coincidenza dello sforzo atletico. Il pasto pre-gara dovrà quindi avere alcune caratteristiche:


ü       essere facilmente digeribile


ü       costituire una buona fonte energetica (carboidrati complessi)


ü       non provocare una caduta riflessa di glucosio nel sangue


 


Un altro importante motivo per non mangiare tre ore prima della gara o di un allenamento è che gareggiare con lo stomaco pieno o non completamente svuotato, può provocare ad alcuni sportivi un’ ‘anafilassi indotta da esercizio fisico‘.

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Peluso

  • Luca Antropoli – ATLETICA CAPUA

    Sono uno di questi sfortunati sportivi che va soggetto a gravi orticarie durante l’allenamento ,se non passano almeno 4 ore dopo un pasto leggero. Mi è capitato persino di perdere conoscenza e di essere stato al pronto soccorso. Ma nessuno , tra medici e ospedali , mi ha mai saputo dare spiegazioni. Grazie solo alla mia attenta e grande volontà di correre ho imparato a prevenire questi fenomeni molto pericolosi; infatti, tutto quello che ha sapientemente illustrato il dott. Aversano nell’articolo l’ho riscontrato,ahimè, sulla mia pelle ed è proprio il caso di dirlo, in quanto la pelle è quella che mi dà i primi segnali quando non sono in condizioni di poter svolgere attività fisica.
    Nel ringraziare il dottore, gradirei avere ulteriori consigli in merito,

  • Dott. Francesco Aversano

    Per Luca Antropoli
    Gentile Luca penso che sia il caso di effettuare dei test allergologici, inoltre evitare alimenti istamino-liberatori come fragole, kiwi, etc. In letteratura scientifica ci sono casi di sportivi che risultano negativi ai test allergologici ma hanno lo stesso problemi di anafilassi durante l’attività sportiva. In ogni caso si alleni lontano dai pasti

  • Luca Antropoli – ATLETICA CAPUA

    Per il dott. Aversano: Ho dimenticato di dire che ho fatto tanti test allergologici compresa una prova da sforzo, all’ospedale di Caserta, restando ricoverato 2 giorni, ma tutti con esito negativo.
    Quali altri alimenti sono da evitare prima dell’allenamento?

  • Marco Cascone

    Complimenti dottore. Splendido articolo. Volevo confermare, in merito all’anafilassi, i sintomi indicati. Purtroppo un mio giovane atleta si è rivelato allergico proprio come indicato: stessi sintomi, stessa pericolosità. Per sostenere gli allenamenti doveva pranzare a scuola, almeno sei ore prima della seduta (soprattutto se intensa). Di nuovo grazie

  • gaetano saviano

    complimenti doctor ,sempre chiaro e limpido nelle spiegazioni.ps i tuoi consigli sulla mia nutrizione vanno alla grande……

  • Dott. Francesco Aversano

    Ringrazio vivamente Marco Cascone e Gaetano Saviano per i complimenti.
    Cordiali saluti da Francesco Aversano

  • elio frescani (Isaura Valle dell’Irno)

    Purtroppo anche io soffro di orticaria. ho fatto prove allergiche e sei anni di vaccino all’acaro della polvere, alla fine ho cambiato ospedale e dai nuovi esami (phmetria) mi hanno riscontrato il reflusso esofageo. però ho notato che gli allenamenti dopo i crostacei mi hanno provocato l’orticaria, altre volte non ricordo cosa ho mangiato prima, ma ho eliminato le fragole, i mirtilli, il the alla pesca e tanto altro (i kiwi no). a volte un leggero mal di stomaco mi preannuncia l’attacco e allora evito di correre. non è semplice convivere con questo male, ma ci provo per amore della corsa. Grazie dottore per aver ulteriormente chiarito a noi le idee sui mali che ci affliggono.

  • ASD AMATORI ATLETICA FRATTESE

    DA TUTTI I TUOI COMPAGNI DI SQUADRA I COMPLIMENTI PER L’OTTIMO ARTICOLO PUBBLICATO.

  • Luca Facchinetti

    Buongiorno a tutti, sarei lieto se qualcuno mi dica come mai mio figlio di 10 anni e praticante di Ciclismo, ad ogni fine gara gli viene da vomitare. Tenete presente che mangia pasta o riso in bianco circa 3 ore prima di ogni gara.
    Grazie per qualsiasi risposta.

  • Dott. Francesco Aversano

    Per Luca Facchetti. Una forte concentrazione di acido lattico accumulato durante lo sforzo atletico potrebbe provocare un senso di nausea o di vomito, come concausa una notevole acidità del sangue. Il senso di nausea o di vomito si verifica nel tratto finale di una gara dove di solito si cerca di mantenere l’andatura di inizio gara determinando così un crescente accumulo di acido lattico.
    Se si vomita del materiale alimentare vuol dire che la digestione non è del tutto completata, l’organismo cerca lo svuotamento gastrico con il vomito per mandare più sangue ai muscoli, che in quel momento ne hanno un infinito bisogno, sottraendolo allo stomaco. Si ha il così detto furto di sangue dall’apparato digerente ai muscoli. Inoltre anche l’ansia pregara potrebbe contribuire ad un non perfetto svuotamento gastrico.
    In ogni caso consiglio di mangiare l’ultimo pasto almeno 4 ore prima della gara.

  • silvio – asd stufe di nerone

    Mi era venuto un dubbio , su alcune prestazioni di amici , mi domandavo se era per colpa del cibo e leggendo , senza saperlo , ci avevo azzeccato .
    nel senso buono, dottore .Quelle stranezza del dopo gara , con malesseri di alcuni di loro (miei amici ) li indicavo ad una cattiva alimentazione ed adesso . capisco il perchè .
    grazie ancora Francesco dott.Aversano
    da silvio s cotto pagliara

  • Marco Cascone

    Silvio..tu sei il mio malessere…prima, durante e dopo ogni gara dove prendi il via…eheheheh

  • gigipozzuolimarathon

    …ora ho capito xke’….non mi sento tanto bene! Grazie Marco x avermi avvisato.ahahahah

  • silvio x ….marco biondo !

    Oggi , sabato , 13 giugno ……ore 18.30 …..San Nicola alla strada !
    …………ahahahahahahahahahahahahahahah !

  • Roberto Crocioni Podistica Clt Terni

    Anche io ho avuto di questi disturbi , ultimamente ho avuto una reazione allergica mi sono ricoperto di bolle rosse e pruriginose e mi si sono gonfiati gli zigomi e le labbra oltre a improvviso calore.
    Impaurito da cio’ ho fatto delle prove allergiche e analisi del sangue sempre per l’ allergia ed ho scoperto di essere allergico al ginepro ed abete. Tanto che ad ogni gara mi perto dietro sempre due Zirtec.

  • Stefano Parisi Sora runners club

    Complimenti per l’articolo del dottore Aversano, da questa estate ho iniziato ad avere questo problema, in genere mi alleno al mattino e non ho nessun fastidio facendo una piccola colazione un’ ora prima, ma quando sono uscito il pomeriggio anche dopo 4 ore dal pranzo ( pasta e un secondo ) tutta la parte superiore del corpo si è riempita di bolle rossastre e molto fastidiose. L’ ultima volta ho fatto una prova, ho mangiato senza glutine anche se dalle analisi non risulto celiaco, e non ho accusato il problema. Mi dicono che l’alimentazione non influisce e che devo continuare a mangiare pasta e pane. Cosa mi consigliate?

  • Dott. Francesco Aversano

    Gentile Stefano non penso che il disturbo sia legato alla celiachia. E’ consigliabile che lei si alleni al mattino con lo stomaco completamente svuotato dalla notte. per la gara colazione o pranzo molto leggero almeno 5 ore prima della partenza.
    Saluti

  • Francesco Pandolfo “Podistica Brienza”

    Salve Dott. Mi è capitato di allenarmi alla mattina (verso le12durante il periodo invernale per usufruire delle ore di luce e di vantaggio in termini di temperatura) e accusare un affaticamento non comune,maggiore e repentino , rispetto alle sessioni di allenamento pomeridiano,non riuscendo nemmeno a percorrere quei 10km che,senza nemmeno tanto sforzo, sarei riuscito a percorrere il pomeriggio.La mia domanda era:c’entra qualcosa l’abitudine sviluppata negli anni di corsa ad effettuare gli allenamenti il pomeriggio(all’incirca verso le 18)con la sensazione di prematuro affaticamento quando poi sono andato a svolgere lo stesso allenamento alla mattina?C’entra qualcosa il mio Bioritmo in questo che Le ho appena descritto?Spero di essere stato chiaro nella esposizione e la ringrazio anticipatamente per la consulenza e il tempo che vorrà concedermi nel rispondere a questa mia domanda.

  • Luca Tocco, Flamingo Sk.

    Salve, mi sono imbattuto in questo sito cercando di risolvere il problema del mio atleta di 12 anni, che da circa 4 anni (quando ha iniziato) vomita costantemente a circa metà o 3/4 di gara. Le abbiam provate tutte,non mangiare, mangiare 4 ore prima,non bere, bere molto,dargli una pastiglia “PLACEBO”,omeopatia,ricreare le condizioni di stress in allenamento….NIENTE! ieri ha vomitato ancora ai regionali…è molto dotato, è uno spreco, non so veramente che fare..Grazie!!

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