Cronaca — 20 maggio 2008

Peppi era il referente organizzativo della Meran Halbmarathon, una persona straordinariamente precisa nella cura dei dettagli e rigorosa nella puntualità del suo impegno in atletica. Ha portato la sua mezza maratona ad essere uno degli appuntamenti qualitativamente ed organizzativamente più prestigiosi del panorama nostrano delle corse su strada, una di quelle occasioni che un podista appassionato non dovrebbe perdersi per nulla al mondo! Era soprattutto un uomo di solidi principi e di una dignità straordinaria. Ha sempre offerto una manifestazione dai contenuti agonistici eccelsi senza però peccare di presunzione: valutava sullo stesso piano la soddisfazione degli amatori e l’accoglienza dei top runners, come a dire che nella fatica siamo davvero tutti uguali e meritiamo lo stesso rispetto. Ha sempre offerto una vetrina ai forti atleti africani con una gara genuinamente internazionale, ma non si è mai privato del piacere di promuovere l’atletica italiana e altoatesina, con speciali incentivi riservati agli italiani e ai suoi conterranei più stretti. E ci ha emozionati presenziando alla cerimonia conclusiva dell’edizione 2008 (27 aprile u.s.), anche se la malattia lo aveva già fiaccato nel corpo. Lo spirito e l’entusiasmo erano intatti, insopprimibile era il desiderio di essere presente. Ho avuto il piacere di conoscere il sig. Peppi Larcher, tanti anni or sono in quel di Merano …ovviamente per correre la ‘sua creatura’: la splendida mezza maratona di Merano. In quell’occasione m’innamorai di quella bella cittadina e della sua corsa su strada, cui ho partecipato varie volte (l’ultima nel 2007, giungendo 2^). Gara impegnativa e sempre molto calda! Conobbi Peppi, un piccolo ‘ometto’ tutto d’un pezzo dalla tipica parlata altoatesina, deciso, serio, professionale, ma anche molto dolce e gentile. Lo sapevo molto malato da mesi; l’ultima volta che l’ho visto a Bolzano il 31-12-2007 appariva molto provato, ma ha lottato con tutte le forze per portare a termine l’organizzazione della gara 2008 e non deve essere stato facile per Lui. A posteriori mi spiace ancora di più non essere stata presente a questa sua ultima ‘fatica’! Giovedì ci ha lasciati, voglio salutarlo così e cogliere l’occasione per incitare chi lo sostituirà a pensare a Lui nei momenti di difficoltà per non mollare e portare avanti lo stesso ottimo lavoro.


 

Autore: Simona Viola & Tito Tiberti

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