Curiosita — 05 ottobre 2011

L’Italia ha bisogno di poter provvedere nel modo più adeguato anche alle esigenze dei pazienti ‘oversize’. Per farlo, secondo il ministro della Salute Ferruccio Fazio servono ‘reparti attrezzati a misura di obeso negli ospedali, mezzi di trasporto in grado di accoglierli, una rete assistenziale sul territorio che garantisca continuità nel percorso riabilitativo’. Il ministro ha proposto la sua ricetta intervenendo ieri a Milano a un convegno sull’obesità, organizzato dall’Istituto auxologico per approfondire temi come la complessità di questi pazienti e le nuove linee di indirizzo in riabilitazione.
‘Due sono gli aspetti che vanno presi in considerazione per il paziente obeso – riflette Fazio – Di questi uno non è prettamente medico, ma non per questo è di minore rilevanza: si tratta di garantire l’inserimento del paziente obeso nella vita di relazione, con reparti ospedalieri attrezzati a misura di obeso, mezzi di trasporto adeguati e misure che rispondano a esigenze legate alla vita di tutti i giorni. Poi c’è il problema della riabilitazione. L’obeso è un paziente cronico. E la politica sanitaria di questo Governo punta a gestire il paziente cronico il più possibile sul territorio. Di conseguenza l’obeso va gestito fondamentalmente con una rete che poggia sul territorio, mentre i passaggi in ospedale devono essere più brevi e legati alla riacutizzazione della malattia’.
Questa, secondo Fazio, deve essere la strategia per affrontare un’emergenza all’ordine del giorno. ‘A New York, durante una riunione dell’Onu sulle malattie non trasmissibili, è stato questo l’argomento più discusso. L’obesità è un grave problema nazionale per gli adulti’, oltre 20 milioni quelli colpiti, ‘ma altrettanto preoccupanti sono i dati sui bambini: il 12% è obeso e il 23% in sovrappeso, con picchi in regioni come la Campania’, dove fra sovrappeso e obesità si sale al 49%, contro la media nazionale del 35%.
L’obeso grave ‘è un malato cronico – ribadisce Fazio – che va seguito nel tempo e richiede una continuità assistenziale sul territorio. A tale scopo abbiamo varato un progetto riabilitativo che prevede una rete di assistenza territoriale in grado di offrire i vari accertamenti diagnostici e l’intervento di clinici qualificati nelle varie specialità, a seconda dei livelli di gravità della patologia’.
Alle porte di questa rete c’e’ il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, a un livello successivo i Servizi igiene alimenti e nutrizione (Sian), e a seguire l’ambulatorio polispecialistico, il day hospital, la riabilitazione domiciliare intensiva e alla fine il ricovero per acuti. ‘Per fare una battuta, l’obesità non è una patologia da trattare un ‘tanto al chilo’, ma richiede invece un approccio multidimensionale e integrato che metta al centro la persona, con tutte le sue problematiche, e non soltanto l’obesità in se stessa’, insiste il ministro.


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Autore: www.sanitaincifre.it

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