Atletica News — 19 luglio 2009

Ancora una serata da ricordare per Elisa Cusma e Antonietta Di Martino. Le due azzurre, impegnate questa sera nel meeting Areva di Parigi (quarta tappa del circuito AF Golden League IAAF) non hanno deluso le attese, finendo le rispettive gare sul podio del meeting transalpino. Elisa Cusma è giunta seconda negli 800 metri in 1:58.99 (suo limite stagionale), battuta allo sprint dalla statunitense Anna Willard, vincitrice in 1:58.80. Antonietta Di Martino, salita nell’alto a 1,97, si è arresa solo alla croata Blanka Vlasic (1,99) e alla russa Anna Chicherova (1,97 superati alla seconda prova, con l’azzurra capace invece di valicarli solo alla terza), in una riedizione, seppure variata nelle posizioni, del podio iridato di Osaka 2007.


Gara dall’avvio velocissimo, quella degli 800 metri (Tsyganova in 56.78 ai 400), con la russa Zbrozhek a prendere l’iniziativa da quel punto in avanti (1:28.24 ai 600). Nella bagarre finale, la modenese ha retto bene, chiudendo nella stessa posizione in cui aveva terminato sette giorni fa al Golden Gala, battuta però, ancora una volta, da una statunitense (a Roma era stata la Vessey a superarla). Curiosità, a testimoniare il livello decisamente equilibrato della specialità quest’anno: in sette, dalla prima in avanti, hanno chiuso nello spazio di 99 centesimi. L’alto ha invece patito la pioggia abbattutasi sullo Stade de France, che ha reso decisamente più complicate le cose in pedana. La Vlasic ha compiuto il classico percorso netto fino a 1,97, per poi spendere due salti per superare l’1,99 della vittoria; Antonietta Di Martino, senza problemi a 1,85, 1,89 e 1,92, ha faticato per domare l’1,95 (terza prova), così come i successivi 1,97; Romasta sola, la Vlasic ha affrontato i 2,03, senza però alcun successo (e chiudendo così la seconda gara consecutiva al di sotto dei due metri, per lei fatto davvero inusuale).


La serata parigina, pur ricca di spunti interessanti, è vissuta sull’ennesima performance-monstre di Usain Bolt, impegnato nei 100 metri. Sulla pista bagnata, e malgrado un avvio non esaltante, il giamaicano ha fermato il cronometro sul tempo di 9.79, trascinando il giovane Daniel Bailey al record nazionale di Antigua, 9.91, ed il connazionale Yohan Blake al personale di 9.93. Solito lanciato da cineteca, e solite smorfie a deliziare il pubblico, accorso allo stadio soprattutto per lui. A Tyson Gay, capace di 9.77 sette giorni fa a Roma, resta la platonica soddisfazione di aver vinto il piccolo confronto a distanza: ma solo in temrini numerici, per qule che si è visto stasera. Superbo Kenenisa Bekele nei 3000, chiusi da dominatore in 7:28.64, così come merita la menzione il francese Mekhissi Benabbad nei 3000 siepi, non tanto per il tempo della sua vittoria (8:13.23), quanto piuttosto per l’impresa di aver superato dei keniani, nella loro gara simbolo, in una prova di Golden League. Di rilievo anche il 49.34 della sempre più inattaccabile Sanya Ricahrds nei 400 metri (cinque atlete sotto i 51 secondi), l’88,03 di Andrea Thorkildsen nel giavellotto (con Pitkamaki a 86,68), il 10.99 di Kerron Stewart nei 100, e il 4,65 (nell’unico salto della serata, vista la pioggia) di Yelena Isinbaeva nell’asta. D’altro va segnalato la vittoria di Wariner nei 400 in un inusuale – per lui – crono superiore ai 45 secondi (45.28).

Autore: Ufficio Stampa FIDAL

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