Cronaca — 01 giugno 2009

‘Sono orgogliosa di avere conquistato questo Tricolore e di essere rientrata con un successo così prestigioso,  a un anno dalla mia ultima 100 km’. Sono queste le prime parole di Paola in un lunedì che sembra uguale a tanti altri, ma non lo è. Sulle gambe e nella testa i 100 durissimi kilometri della storica Firenze-Faenza, durante la quale ha dovuto vincere due battaglie: la prima contro il fantasma dei Mondiali di Tarquinia nel novembre 2008 dove, a fronte di una condizione perfetta, un terribile mal di stomaco l’aveva costretta a bloccarsi dopo aver fatto un quarto di gara fianco a fianco con Monica Carlin (assente al Passatore per la preparazione ai Mondiali in Belgio). La seconda battaglia contro l’allungo prepotente non solo della russa, poi vincitrice, ma della italiana Da Forno. Paola, come nelle sue gare migliori, non ha perso la testa quando al 40esimo l’altra azzurra l’ha superata: ha mantenuto il suo passo con grande solidità, soprattutto se si pensa al dislivello di quasi 1000 metri che porta da Fiesole alla Colla. Determinata e coraggiosa Paola ha rimesso in moto il cuore e le gambe come solo i campioni sanno fare: passo dopo passo, metro dopo metro, ha rimangiato tutto il vantaggio della collega per poi superarla definitivamente al 50esimo. Da quel punto in poi la gara di Paola è diventata solo una battaglia contro la fatica e i kilometri: troppo avanti la russa dimostratasi in grande condizione per le lunghe distanze. La stagione 2009 di Paola invece è stata improntata al miglioramento dei tempi della maratona e quindi a una gestione di kilometri decisamente inferiore. ‘E’ proprio per questo – aggiunge Paola – che sono doppiamente felice: questo Campionato Italiano l’ho preparato solo nell’ultimo mese con solo due ‘lunghissimi’ (60 km n.d.r.) e nessuna ultramaratona prima di questo evento. Solitamente – dice ancora l’atleta giunta al suo quarto Tricolore su questa distanza, tre su strada e uno su pista – non potevo perdere gare come la 60 km del Trasimeno, la 6 Ore e la bellissima 50 km di Romagna. Ma non si può fare tutto e, avendo un piano di allenamenti e di gare per la maratona, per me ogni risultato positivo in questo Passatore sarebbe stato comunque una gioia. E’ arrivato il Titolo Italiano e ne sono orgogliosa e felice’.


Chiedendo a Paola della gara, la sua analisi a freddo è lucida e precisa ‘Il Passatore non è una 100 qualsiasi: non puoi mollare un solo secondo né tecnicamente né tatticamente. La strada è in salita per oltre 25 km con ‘strappi’ che sembrano non finire mai e che ti possono distruggere il morale prima ancora delle gambe e del fiato’ – commenta Paola. ‘Ma è lì che il Passatore diventa magico: alzi la testa e la gente ti aspetta, ti applaude e ti ricorda che sei protagonista di una fatica in cui tutti un po’ si immedesimano e senti di non voler mollare per nulla al mondo. E io sono una che non molla.’


Paola spiega i due pensieri speciali di questa vittoria: uno ai suoi colleghi del reparto di Unità Coronarica degli Ospedali Riuniti di Bergamo e uno ai nuovi concittadini di Treviolo ‘Ho voluto far una dedica speciale ai colleghi perché nei giorni che precedono le mie gare importanti hanno sempre un’attenzione particolare nei mie confronti, anche nelle cose più pratiche come può essere cambiare un turno di lavoro o aiutarmi in sforzi fisici che sono spesso parte dei nostri compiti di assistenza. E ammetto che stasera andrò a lavorare contentissima di essere festeggiata anche da loro!’ Un pensiero anche per i nuovi concittadini di Treviolo ‘..perché si appassionino sempre di più agli sport all’aria aperta e abbiano a cuore gli spazi verdi di questa splendida Città, da sempre amica dei podisti’.


Per Paola, ora, un po’ di sano riposo, ma anche in programma una festa, dove – ci tiene a dirlo – ‘..mi piacerebbe venissero non solo gli sponsor, gli amici e il mio Team, ma anche tutti quelli che semplicemente vogliono condividere una passione’. Come quella che fa stringere per la prima volta a Paola la mano di Chiara Pacchiega, di Verona, giunta seconda ‘Non conoscevo Chiara e ha fatto un’ottima gara. Secondo me può diventare ancora più forte, anche perché mi sembra una persona solare e con una grande umiltà‘. Qualcuno l’avrebbe chiamata avversaria, Paola dice ‘Beh, certo lo e’, ma mi piace pensare che sarà un’altra amica con cui correre il mio prossimo amatissimo Passatore..’.

Autore: Cs

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