TuttoCampania — 30 novembre 2009

Potrebbe sembrare strano, ma in questo momento dove tutto sembra essere legato al ‘vil denaro’ mi pare giusto lanciare il classico ‘attenti all’uomo-lupo’, perché il momento è veramente particolare.
Quindi invece di parlarvi dell’euro in più che tanto sta arroventando le nostre giornate, preferisco parlarvi di un argomento, forse per la massa molto meno importante, ma per l’atletica vera vitale.
L’argomento è quello del Pala Vesuvio di Ponticelli, la struttura indoor napoletana, sorta grazie ai benefici della Legge 219, quella del post terremoto, che riuscì a costruire nella città di Napoli una serie incredibile di impianti sportivi.
La storia è di quelle vecchie, l’impianto ha funzionato fino al 18 di luglio 2009, grazie ad un atto di convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Napoli ed il Comitato Provinciale CONI sempre di Napoli, che andava a regolamentare proprio gli impianti della 219.
Sulla scorta di tale accordo il Pala Vesuvio vedeva quale primo gestore proprio il Comitato Regionale Campano della Fidal., che a sua volta in comodato con altre Federazioni e Società Sportive andava a gestire l’apertura ed il funzionamento della struttura.
Che l’accordo fin dall’inizio fosse un tantino un capestro nel quale il Comitato Regionale della Federatletica si infilava era a dir poco chiaro. La Fidal infatti si assumeva in proprio l’onore di tutte le utenze, di cui andava a pagare ben il 60% (acqua, luce, gas), mentre restavano a proprio carico (100%) le spese per pulizia viali, taglio erba e sistemazione giardini etc. etc.. Un onere talmente gravoso che solo il fitto dell’impianto e degli spazi per parcheggio, riusciva a lenire in parte.
Da tempo il Comune di Napoli mostrava però insofferenza verso una convenzione che comunque lo vedeva esposto nella ‘manutenzione straordinaria’ dell’impianto, quella tanto per intenderci che fanno i padroni di casa e non altri. I buchi sul tetto e le cause con la Garden per gli incontri internazionali di tennis, dove la Fidal pur avendo sempre espresso parere negativo allo svolgimento oggi si vede parte in causa, con ben 500mila euro di richiesta di rimborso danni, le tante altre cause, quasi tutte legate a problemi della struttura, caduta nelle buche e fatti similari, non sono che il risultato finale di un contratto a dir poco ‘sconveniente’.
Ora alle corde, l’Assessore allo Sport del Comune di Napoli, che si chiama proprio come la zona dove sorge il Pala Vesuvio, Ponticelli, dopo mesi di silenzio assoluto, nel corso dei quali non solo non si ha dato seguito alcuno ad atti legali per l’affido degli impianti, comunica a mezzo stampa, che il Comune affiderà solo a privati capaci di effettuare manutenzione straordinaria degli impianti, gli impianti stessi, tutti quelli della 219 e perché no anche il residuo patrimonio impiantistico sportivo della città di Napoli.
Meno male che quella di Iervolino e Ponticelli è un’amministrazione di centro-sinistra.
In pratica domani, il Pala Vesuvio di Ponticelli sarà tolto al CONI, alle Federazioni e alle Società Sportive senza scopi di lucro, per essere affidato a chi ha i soldi per rifare la copertura, rimettere in sesto i servizi igienici, mettere mano alla mega infiltrazione che sta erodendo l’ossatura portante dell’impianto, quella che si chiama manutenzione straordinaria e che costerà alcune centinaia di migliaia di euro. E l’impegno dell’Amministrazione per il sociale, lo sport, i giovani, tutte emerite ‘pu…..e’, che i fatti, quelli concreti smentiscono giorno dopo giorno.
Il Pala Vesuvio oggi vive in uno strano stato di limbo, in cui qualcuno sta operando per mettere le proprie mani sull’intero ‘affaire’, naturalmente un affare all’italiana, fatto di cose strane e momenti non certo chiari.
Giusto quindi che la FIDAL Regionale, prima di essere cacciata via dall’impianto che ha aperto, quando nessuno riusciva ad aprirlo, ora si faccia da parte, stacchi tutte le utenze a proprio nome e rinunci al fatto che il Pala Vesuvio resti ancora l’unica struttura del centro-sud d’Italia al coperto. D’altra parte pare che questo particolare interessi in verità poco anche al CONI e alla FIDAL centrale, che mai hanno voluto veramente investire in questa struttura, che forse meglio sarà fittare a mostre, serate danzanti, fiere del sesso e fatti similari.
Dopo il Mario Argento, la Piscina Scandone, il San Paolo, Napoli e la Campania si avviano a perdere anche il Pala Vesuvio e la varie strutture della 219 e tutti, ma proprio tutti stanno a guardare, magari trovando spazi migliori per impegni in premiazioni e parate, dove si presenta la Campania che vince, come siamo bugiardi e poco concreti.
Il fatto di essere stato quello che insieme a Bruno Benedetti, riuscì a dare vita a questa struttura,oggi mi infonde un profondo senso di nausea. Lo schifo della nostra politica, anche di quella loco-regionale, con il silenzio assordante sia del Coni regionale , che di quello provinciale, mi dicono che i mali del povero lupo, erano ben poca cosa, rispetto ai mali degli uomini-lupo che siamo costretti a subire.

Autore: Vittorio Savino

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Peluso

  • marcopiscopo

    grazie vittorio, ecco perche’ non ci sono state risposte alle nostre numerose richieste di chiarimenti. tutti zitti. ciao

  • sonia marongiu asi veneto

    non ho parole….. sapevo che ci fossero dei problemi per l’apertura alla nuova stagione agonistica ma ero all’oscuro di tutto questo. e come me credo molti alti atleti campani. non credo sia questione di destra o sinistra… è che proprio manca la cultura, c’è poco da fare!!!!

  • Basile Giovanni arca atletica aversa

    Caro Vittorio
    non credi che la struttura possa funzionare sostituendoci ai privati ?
    Appropriamoci della struttura e formuliamo noi un calendario di manifestazioni che darà sicuramente linfa a tutte le iniziative sportive;
    Spettacoli teatrali, televisivi, grossi eventi, concerti (Zero, Pausini ecc.)ecc.

  • mario longo atletica marano

    Concordo con te Vittorio, da tempo “forse” c’è qualcuno che vuole appropriarsi della struttura…………………e sempre”forse” qualcuno poteva fare qualcosa per evitarlo! Sonia,non è questione di cultura ma…di convenienza!

  • Peppe Sacco

    Se la memoria non mi inganna, ricordo che della struttura in oggetto in tanti ne parlavano male Comitato compreso per la poca funzionalità e per quei famosi 160 metri e per le corsie strette. Tanto e vero che c’è un progetto con tanto di capitolato ( che proprio su questo sito è stato argomento di discussione) una sorta di lavori e manutenzione straordinaria d’apportare che abbassavano la pista di ulteriori metri per portarla alla lunghezza di 200 metri con qualche anello in più. Certo che il progetto c’è ed avuto un costo incassato da chi lo ha realizzato. Il tempo passa e passa di mano politica ed il mezzogiorno si arricchisce di un’altra novità ‘ per l’Atletica Campana ‘ disegnando un nuovo progetto con una cittadella Dell’atletica in Provincia di Salerno (un altro progetto altro costo con denaro pubblico) che andava a sostituire l’impianto di Ponticelli perché era stato partorito male. La nuova struttura simile a quella di Ancona se la memoria non m’inganna doveva nascere o nascerà nei pressi della nuova università di Salerno perché facile da raggiungere da ogni provincia della Campania capoluogo compreso. Io dei due progetti non ne ho più sentito parlare. Oggi apprendo e credo di aver capito bene che il PALAVESUVIO costruito per un Sport ben preciso è destinato alla chiusura totale con un BUONASERA AI SUONATORI e con un futuro buio.
    Se la mia interpretazione è esatta chiedo al Dott. Savino:
    Chi bisogna additare per questa decisione e se ci sono state cause che l’hanno scaturita.

  • raffaele colantuono

    sul palasport di ponticelli ognuno dice la sua,prima ilpresidente b.benedetti diceva che era attivo,poi altridicono che appenappena si copronno le spese,adesso che lo vocliono dareai privati qualquno si lamenta ,ma la verità qualè…….

  • Mimmo Scognamiglio

    Quando si ebbe il piacere di avere a Napoli un Pala indoor, credo che a tutti noi non sembrava vero…
    Si diceva: finalmente anche a Napoli l’atletica al coperto… potremmo ora allenarci meglio, gareggiare d’inverno su pista senza fare lunghe e costose trasferte, preparare finalmente bene le gare indoor, eravamo tutti felici, ed invece ora… fine del sogno!
    Abbiamo aperto gli occhi ed abbiamo capito quando costa il mantenimento di una struttura del genere.
    Ci siamo resi conto che non si può mantenerla utilizzandola principalmente solo per la nostra attività 4 mesi l’anno perché i costi del mantenimento sono elevati, ed allora che facciamo?
    Diciamo addio atletica indoor…
    Mi rendo conto però che l’eredità ricevuta dal caro amico Presidente Sandro Del Naia è bella impegnativa e non con pochi problemi forse troppe cose sono state fatte male o troppo superficialmente, voglio pensare sempre senza dolo, perchè conosco l’onestà del predecessore, ma mi rendo conto che gestire una struttura come quella del Palavesuvio, con la passione di un uomo di campo, ci ha portato a questa ovvia e sofferta scelta che va tutta a danno della promozione sportiva che continuamente diciamo di voler fare.
    E’ inevitabile che per il mantenimento di tale struttura doveva promosso tantissimo un suo utilizzo tutto l’anno, anche per eventi extra sportivi con ‘contratti ad hoc’ fatti da chi questo mestiere lo fa davvero per lavoro e con grande professionalità, e solo così, forse, si potevano avere quei benefici per tutto il nostro grande movimento dell’atletica. Credo che questo non sia stato precedentemente fatto, o almeno, sicuramente non fatto bene… Mi dispiacerebbe ora, come uomo di sport se questa struttura venisse data a privati che poi l’utilizzerebbero per concerti, spettacoli di vario genere, etc… incassando quattrini e facendoci rimpiangere di non averlo saputo fare perdendo una ghiotta occasione.
    Non so davvero se ci sono margini per trovare un modo migliore per non perdere la gestione di questa struttura, ma non vorrei che si verificasse ancora a danno a scapito dello sport come quello che è successo al CONI quando decise di lasciare il vecchio e allora quasi inutile concorso pronostici, che si chiamava allora”Enalotto” per poi accorgersi a distanza di poco e con grande rimpianto, di aver ceduto alla SISAL Sport Italia SPA, una grande fortuna economica con la nascita dell’ormai famosissimo “Super enalotto”

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