Curiosita — 15 marzo 2010

DI TUTTO il gruppo di amici con i quali ho cominciato a correre, negli anni ’80, a sgambettare, con qualche regolarità, su e giù per i viali romani di Villa Pamphili o dell’Acqua Acetosa siamo rimasti in due: io e Paolo. Forse perché i più vecchi e i più lenti. Dario e Eugenio, tendine d’Achille; Roberto, ginocchio; Marco, ernia del disco; Angelo, ginocchio. Tre su cinque sono finiti anche sotto i ferri del chirurgo. Un’ecatombe. “Lo sport fa male”, borbotta il fisioterapista Franco, mentre stira, per l’ennesima volta, un’articolazione rattrappita. Naturalmente, non è assolutamente vero che lo sport faccia male e Franco è il primo a saperlo e a dirlo. Uno studio scientifico dopo l’altro dimostra che una vita attiva diminuisce fra il 50 e l’80 per cento il rischio di un attacco cardiaco.

Anzi, l’elenco che l’attività fisica aiuta a prevenire è molto più lungo: infarto, cancro, diabete, malattie del fegato e dei reni, osteoporosi e anche disturbi cerebrali come l’Alzheimer e la depressione. Senza contare l’impagabile effetto anti-stress, quella meravigliosa sensazione che, dopo un’ora di corsa, una sgambata in bicicletta, un po’ di scambi ben tirati a tennis vi fa sentire i muscoli incordati e la mente sgombra. Il rischio è proprio l’opposto: in quella quota sedentaria di italiani – il 41 per cento e in crescita costante – che non muove mai neanche un muscolo, con grave pregiudizio della salute futura.

Eppure, la battuta di Franco coglie nel segno. Il problema è la particolare interpretazione che, dello sport, dà una larga fetta di quel 30 per cento di italiani che, regolarmente o saltuariamente, si muove.

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Peluso

  • Gianluca Gramendola, Runner Club Anagni

    Complimenti al Sig. Ricci che del nostro movimento non ne ha capito nulla, non siamo dei rambo e nemmeno dei frustrati, siamo persone che vivono con gioia il rapporto con il proprio corpo e con la propria mente. Se poi ci sarà l’infortunio , pazienza, ma meglio infortunati che ciccioni davanti alla tv…

  • Massimo Falanga. A.S.D. Il Parco

    Gianluca, credo che tu abbia travisato un po’ le parole del sig. Ricci. Secondo me ha ragione. Non dice che ad una certa età bisogna stare in poltrona, ma suggerisce di non fare più di quanto il nostro fisico ‘sente’ di fare. Noi corriamo per divertirci e stare bene, ma ci facciamo prendere spesso e volentieri dall’ansia da prestazione per cui siamo capaci di allenarci anche tutti i giorni anche quando siamo stanchi e il fisico ci chiede di riposare.
    Su un’unica cosa non sono d’accordo col sig.Ricci. Prefissare di correre una maratona dopo 2-3 anni per un neo podista amatore non penso sia una cosa così pazzesca.

  • Alfonso Nappo pozzuoli marathon

    chi la conta cruda chi la conta cotta l’importante è correre finchè si puo.’purtroppo i rischi son tanti è vero che noi non lo facciamo salutariamente , a tapascioni xkè il mondo del podismo…….è un mondo di FOLLI.
    BUONA CORSA A TUTTI.

  • carlo boccia Pozzuoli marathon

    Sono pienamente d’ccordo con te Gianluca.Meglio andare incontro ogni volta che si esce a un rischio che morire davanti alla TV a vedere 22 cretini che corrono dietro a un pallone,o ascoltare un signore con i capelli tinti e la faccia a forma di duomo.
    Correre fa sempre e comunque bene

  • sandro pagano – iss nola

    Più o meno tutti d’accordo sulle linee principali , credo però che impedire ad un podista di correre, quando non è in condizioni ideali, è quasi utopia… Il nostro è effettivamente un mondo di folli !

  • Piero Romano – ASD Villa de Sanctis, Roma

    Ho cominciato a correre a 50 anni e lì sono iniziati i miei primi dolori alle ginocchia.Vi assicuro che prima stavo benissimo,ma non mi pento di tutto ciò sono d’accordo un pò con tutti siamo dei folli,la corsa diventa come una droga e ci si ferma solo se non ce la fai…

  • Gianluca Gramendola, Runner Club Anagni

    Percorro in auto 80.000 Km all’anno, e mi sento molto più in pericolo al volante che non mentre corro a piedi. Se non si vogliono correre pericoli si puo’ scegliere di non alzarsi al mattino e di rimanere a vegetare nel letto l’intera giornata…
    Sulla statistica di 2,5 incidenti mortali l’anno su 1000 corridori, sarei interessato di conoscere la FONTE, il metodo di raccolta dei dati, quanti decessi ci sono nel calcetto? e nel tennis?e nel ciclismo? e tra i giocatori di briscola? Se non si indicano le FONTI delle statistiche si rischia di dire che il problema più sentito dagli italiani sono le intercettazioni telefoniche….

  • sonia marongiu atletica città di padova

    ahahaha gianlcua.. è vero!! quello si che è un problema! comunque non dirmi che esiste al mondo un podista che non ha dolori. la corsa è un trauma….

  • Gianluca Gramendola, Runner Club Anagni

    Ciao Sonia! Io personalmente con i dolori ci convivo…ma il peggio sono le intercettazioni…! :)

  • silvio scotto pagliara

    la corsa è stato e sarà il primo movimento dell’uomo ……all’arrivo della suoceraaaaaaa !

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