Curiosita — 13 novembre 2008

L’idea di correre la maratona di NY del 2009 è nata domenica mattina 26 ottobre: uscendo dall’albergo per andare alla partenza della maratona di Venezia, Elisabetta Caporale ha osservato che ero particolarmente magro (sono arrivato a 65 chili) e mi ha chiesto se avevo in mente di correre una maratona. Ho risposto di no, ma le ho riferito che anche Ilaria mi aveva suggerito di fissarmi un obiettivo agonistico: ‘perché non rientrare a NY nel 2009 in occasione del 25° anniversario della mia prima vittoria?’. A me non piacciono le ricorrenze, anche se mi diverte accostare i numeri a fatti della vita, e così è così abbastanza facile ricordare compleanni, anniversari ed altri eventi;, ma attualmente ho anche ripreso gusto a correre, ed anche con un certo impegno, e si sa che fintanto c’è entusiasmo, sostenere allenamenti e sforzi impegnativi è piuttosto semplice. Le difficoltà a svolgere un buon carico di allenamento cominciano quando l’entusiasmo cala, e per mantenere le motivazioni ci si deve fissare degli obiettivi. Per questo motivo mi sono fatto tentare dalla ‘Grande Mela’: penso sia una delle manifestazioni che maggiormente contribuiscono a far aumentare l’entusiasmo, e quindi le motivazioni. Sinceramente mi sarebbe piaciuto fare un rientro in un contesto meno appariscente e pubblico, come per esempio una maratona provinciale, oppure una di quelle internazionali (Boston, Parigi, Londra, Berlino) ma in forma anonima.
Elisabetta Caporale ha però già fatto i programmi: visto che mancano italiani di nome sui quali concentrare le attenzioni, imposterà uno speciale su di me!
Portare l’attenzione sulla mia vita, il mio lavoro, gli allenamenti, la permanenza a NY nel pre-gara; questi sono aspetti che vorrebbe raccontare il prossimo anno. Ed io speravo invece che correre la maratona mi avrebbe in parte esonerato dal sostenere quelle situazioni pubbliche che spesso tolgono energie.
Intanto al Central Park ho fatto le ‘prove’ per l’anno prossimo: non so da quanti anni non percorrevo così tanti chilometri dentro le strade del parco. Sono andato via da NY con un po’ di ‘nausea’ del CP, specialmente lunedì mattina quando ho fatto un ‘lunghissimo’ di 30 km. A causa dei continui saliscendi sono arrivato in hotel con le gambe indolenzite, e ad oggi mi sento ancora con le gambe gonfie. Secondo Ilaria si tratta di stress da lavoro (sia quello svolto a NY sia quello ritrovato a casa, ed anche per il poco sonno). Penso di avere esagerato con i chilometri sui saliscendi del parco, ma era bello correre in un ambiente stimolante per vari aspetti. Ieri avevo in programma di correre una mezza maratona, ma dopo la seduta di sabato mattina non mi sono sentito nella condizione di affrontare una prova agonistica.
Alla maratona del 1° novembre 2009 manca tantissimo tempo, e non posso affatto concentrarmi su di un obiettivo così lontano nel tempo; sicuramente inserirò altri obiettivi prima di NY, specialmente per tenermi motivato agli allenamenti, e soprattutto nei periodi per me difficili. Di solito in estate corro pochissimo perché il lavoro degli stages mi prende molto tempo e energie, ma quest’anno, seppur senza un obiettivo, sono riuscito a correre 3 volte la settimana. Avessi pensato di correre la maratona di NY della scorsa domenica, mi sarei impegnato di più ed avrei potuto prendervi parte. Sinceramente mi manca un buon mese di allenamento per essere in grado di correre bene una maratona: attualmente non ho particolari problemi di tenuta alla lunga distanza (ho fatto un ottimo lungo il 21 ottobre) e tengo buoni ritmi sulle prove ripetute. Mi manca invece la tenuta alle andature medie.
A che tempo ambire? Manca così tanto alla maratona, che è facile ragionare in termini ottimistici; l’aspetto tecnico che maggiormente conta per me è ritrovare efficienza nella corsa, che non significa percorrere tanti chilometri, ma correre spendendo le energie che servono e non di più, specialmente quando si deve correre svelti e a lungo.
Un altro aspetto – che Ilaria mi sottolinea sempre in questi giorni – è l’integrità fisica; il timore più forte per me è l’infortunio da sovraccarico. Da quando ho iniziato ad allenarmi con maggiore disciplina, le cose sono andate piuttosto bene, ma in questi giorni lamento un fastidio al tendine del flessore dell’alluce del piede destro. Probabilmente per avere spinto molto in occasione di una seduta intervallata in salita, la piega che si forma nella tomaia della scarpa all’altezza dei metatarsi ha irritato il tendine, e mi trovo con un piccolo bozzo molto doloroso al tatto. I primi 10-15′ di corsa sono una pena, ma poi gradatamente mi adatto alla presenza del fastidio e continuo a correre, avvertendolo più come un disagio che non come dolore vero e proprio.


Vi terrò informati.


Tratto dal Blog di Orlando Pizzolato
http://pizzolato.blog.dada.net/

Autore: Orlando Pizzolato

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Peluso

  • Aloi Vittorio A.S.D. PODISTICA CASORIA

    CARO ORLANDO HO RIPRESO A CORRERE CIRCA 4 ANNI FA NEL 2006 HO CORSO LA MARATONA DI FIRENZE IN3H37′, QUEST’ANNO LO RIFATTA IN 3H46′(HO AVUTO UNA CONTRATTURA AL POLPACCIO DX).ESSENDO UN M65 A NEW- YORK MI AUGURO DI ARRIVARE TRA I PRIMI ,SOTTO LE 3 ORE E TRENTA. HO FATTO LA PREISCRIZIONE COL TUO GRUPPO MI AUGURO CHE TU POSSA PRODIGARTI PER FARMI PARTIRE IN UNA BUONA POSIZIONE . FA IL POSSIBILE AFFINCHE’ POSSIAMO PARTIRE TUTTI QUELLI DEL TUO GRUPPO CON LA CANOTTA AZZURRA. TU CHE TEMPO TI AUGURI DI FARE? IN BOCCA AL LUPO….

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