Curiosita — 30 ottobre 2009

Forse non sara’ la maratona piu’ veloce al mondo e forse neanche la piu’ numerosa ma, per una serie di iniziative promozionali, per le quali gli americani sono maestri e’ sicuramente la piu’ conosciuta. “Sei un maratoneta? Hai mai corso New York?” E’ la domanda piu’ frequente posta da un neofita. A quella di domenica prossima (indegnamente) ci saro’ anch’io con gli amici Nunzio Eduardo ed un folto gruppo dell’Atletica Folgore. Manatthan, il cuore del mondo, ci si rende conto della grande verita’ di questa frase. Basta un giro nel cuore della “Grande Mela”, sia esso in macchina, a piedi, o in pullman ed osservare la sproporzione tra quello che si osserva qui e quello che siamo abituati a vedere. Grattacieli, luci multicolori, brulichio continuo di persone e fretta. Una fretta tremenda che sembra aver infettato tutti. Fretta nel comminare, fretta nel mangiare, nell’agire, a volte addirittura nel parlare. Una maledetta fretta che non permette di notare, ad occhi frettolosi altre sproporzioni: quelle tra la bellezza e ricchezza del centro e qualche squallore di alcune periferie, quello tra l’agiatezza di chi ha fretta e la rassegnazione di alcuni senzatetto..Contraddizioni che ho potuto cogliere in questi giorni, con un telefonino non funzionante ed un’assoluta mancanza di fretta. Correndo stammattina per Central Park intorno al famoso lago posto al centro mi e’ tornata in mente una frase di un famoso best-seller di Salinger: Il giovane Holden. L’autore si chiedeva dove andassero le anatre del lago in inverno quando lo stesso e’ ghiacciato. Automaticamente mi sono chiesto dove vanno i migliaia di senzatetto di Manatthan in inverno con il freddo.. Poi mi sono distratto ho visto lo striscione dell’arrivo della maratona, Nicola Peluso che scattava foto ed inevitabilmente con Eduardo e Nunzio la testa e’ andata a domenica mattina dove ci attende una partenza con previsione di pioggia: “Rain for the run” dicono i tg americani. Sotto la doccia non ho fatto a meno di ringraziare il destino che mia ha permesso di vivere una vita diversa da tante altre che, con un po’ di attenzione vediamo intorno a noi piu’ frequentemente di quanto sembra.


Auguri e buona corsa a tutti i maratoneti di domenica prossima.

Autore: Lorenzo Rispoli

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Peluso

  • Anna Senatore

    ai “quattro” fortunati della mia società, Lorenzo, Nunzio, Eduardo, Domenico, auguro di vivere questa splendida avventura con puro divertimento, così come deve essere vissuta. Un saluto e un bocca al lupo agli amici della folgaore, in particolare a Matteo.
    Buona corsa

  • Maurizio Messina A.S.D. Podisti Cava Picentini C

    Prorpio un bell’articolo. complimenti Lorenzo!
    In bocca al lupo a voi in particolare ed ai tanti Italiani che correranno.

  • Franceso Capriglione, CPA

    In bocca al lupo a tutti i maratoneti italiani a New York ed, in particolare, ai carissimi amici della CPA. Caro Lorenzo tu dimostri di essere una persona che, oltre all’umiltà e all’altruismo, vive con la coscienza sempre “accesa” e che, anche quando corre, si guarda intorno con gli occhi del cuore

  • antonio secondino atletica volterra

    ho rispetto per tutti quelli che partecipano a questa gara, ma permettetemi una considerazione: alcuni si scoprono podisti solo per questa manifestazione ed una volta terminata? cosa fanno il resto dell’anno? e’ solo una moda.

  • Albino Di Filippo, Atl. Ermes

    Chiunque ci sia stato, non ha potuto fare a meno di raccontare del fascino “travolgente” di questa manifestazione che oramai è come la NBA, come il football come la Statua della Libertà, un simbolo dell’America. Tu Lorenzo, mentre sei ancora lì e ancor prima della partenza, pur trasportato da questo fiume irresistibile, sei riuscito a tenere la testa fuori dall’acqua e a raccontarci da vedute più alte e ampie di questo Evento e della città che lo ospita Ma ora credo, lo sguardo attento si starà rasserenando per prepararsi a vivere alla grande questa fantastica avventura In bocca al lupo!!!

  • donato curtotti_amatore vesuvio

    Basta dare una scorsa alla maxi-classifica maratoneti per constatare che non pochi di coloro che hanno corso una sola maratona hanno corso, guarda caso, proprio quella di New York, come se il farlo li qualificasse come maratoneti. La maratona newyorkese è un gran business, una macchina per fare soldi, e noi italiani che siamo bravi in queste cose sia in un senso che nell’opposto, ci caschiamo in quantità. Personalmente non correrò mai questa maratona, anche perché per me correre è trovare me stesso, e tutta quella gente mi sarebbe solo d’impaccio.

  • donato curtotti_amatore vesuvio

    Basta dare una scorsa alla maxi-classifica maratoneti per constatare che non pochi di coloro che hanno corso una sola maratona hanno corso, guarda caso, proprio quella di New York, come se il farlo li qualificasse come maratoneti. La maratona newyorkese è un gran business, una macchina per fare soldi, e noi italiani che siamo bravi in queste cose sia in un senso che nell’opposto, ci caschiamo in quantità. Personalmente non correrò mai questa maratona, anche perché per me correre è trovare me stesso, e tutta quella gente mi sarebbe solo d’impaccio.

  • donato curtotti_amatore vesuvio

    Basta dare una scorsa alla maxi-classifica maratoneti per constatare che non pochi di coloro che hanno corso una sola maratona hanno corso, guarda caso, proprio quella di New York, come se il farlo li qualificasse come maratoneti. La maratona newyorkese è un gran business, una macchina per fare soldi, e noi italiani che siamo bravi in queste cose sia in un senso che nell’opposto, ci caschiamo in quantità. Personalmente non correrò mai questa maratona, anche perché per me correre è trovare me stesso, e tutta quella gente mi sarebbe solo d’impaccio.

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