TuttoCampania — 24 novembre 2009

La Fidal nazionale ha deciso di seguire la stessa metodologia usata del governo nazionale in materia di federalismo fiscale applicando al mondo podistico una tassa aggiuntiva, a favore dei comitati regionali competenti per territorio, di un 1 euro o 2 euro per ogni atleta classificato a seconda della tipologia di gara, in aggiunta alla già esistente e corposa tassa di gara. Il valore di questa tassa verrebbe, poi, aggiornato dallo stesso consiglio federale ogni anno. Avete mai visto una tassa diminuire?


Facendo due facili conti si rimane sbalorditi di fronte all’enormità di soldi che questa nuova tassa produce. Guardando in casa nostra, per l’esattezza al territorio del Comitato Regionale Fidal Campano, notiamo che mediamente in un anno ci sono circa 60/70 manifestazioni di corsa su strada con un’affluenza di atleti stimata in 45.000/50.000 unità. L’applicazione di questa nuova tassa farebbe affluire nelle casse del comitato fidal campano circa 50.000 euro, senza considerare i proventi delle tasse gare già esistenti.


Che business!!


Gli strateghi della Fidal nazionale hanno capito perfettamente quali limoni del loro giardino andavano spremuti.


I limoni più succosi del loro giardino, ovviamente, sono quelli del mondo master della corsa su strada che, di anno in anno, si arricchisce di nuove unità con una crescita in andamento esponenziale. 


Il crescente malumore che questo balzello sta producendo nel movimento podistico nazionale ed in particolare quello campano è ben noto al presidente Sandro Del Naia del comitato regionale che, nell’incontro programmato con le società il 5 dicembre c.a. alle ore 9,00 presso la sede CONI a Napoli, cercherà di trovare soluzioni al problema con la proposta di offerta gratuita di nuovi servizi sulle manifestazione di corsa su strada del nostro territorio.


In questa sede le società campane potranno esporre le loro perplessità, i loro suggerimenti ed ascoltare le proposte del comitato regionale intese a fare digerire, senza acidità, questa nuova tassa.


Sarebbe opportuno, tuttavia, che le società campane si presentassero all’incontro con il comitato campano con idee univoche o che decidessero in quella sede, quantomeno, di riunirsi successivamente per adottare una linea di pensiero e di comportamento comune nell’esclusivo interesse dei loro iscritti.


Se può fare comodo la disponibilità di chi scrive nell’organizzare questo incontro tra le società podistiche campane la loro segreteria può contattare diafrana2@yahoo.it

Autore: Francesco Diana

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Peluso

  • raffaele colantuono

    io sono per l’abolizione di questa nuova tassa,mantenendo le tasse del 2009.Inoltre non sono d’accordo con l’aumento della tassa (30,00)per i trasferimenti,tenendo presente che tutte le clause per affiliarsi alla fidal (affiliazione,tasse gare,vari settori,dirigenti,tecnici,medico,tesserini,ecc…)sono cari anzi carissimi,confrontantoli con gli enti di promozione ci sarebbe molto da discutere….

  • Nicola Severini (A.S.D. Erco Sport)

    Io penso, visto l’animazione che c’è in giro e lo scoramento generale delle società Masters, che i tempi siano maturi per una scissione completa dalla FIDAL. Come dice bene Raffaele, laFIDAL chiede tanto ma da poco e, quindi, quale migliore occasione per togliersi dal giogo della Federazione. Basterebbe organizzare e istituire un nuovo Ente, capace di gestire e farsi garante degli interessi dei soli atleti e società Amatori/Masters. Se la cosa fosse troppo onerosa o difficoltosa da mettere su, si potrebbe ovviare eleggendo un Ente di Promozione Sportiva già esistente (vedi Libertas o CSI) a nuova Federazione. Come la vedete la cosa?

  • Antonio Bruno

    Gentile Sig. Diana la ringrazio per la sua esposizione e per la sua disponibilità a trovare soluzioni. Come lei sa quando si deve criticare, tutti si è bravi, quando si deve proporre…….
    Io, a livello personale, sarei del parere di non farci spremere, non più. Se le varie federazioni esistono perchè rappresentano, coordinano, tutelano le varie società, i podisti affiliati, lo facciano. Le società organizzino senza chiedere il tutoraggio, i podisti corrano senza essere iscritti se non su un taccuino personale a disposizione di un organizzatore e basta. le quote di iscrizione le paghiamo lo stesso, vadano a chi ne ha bisogno.

  • E. Grieco Pod. S. Giovanni a Piro G. Policastro

    Sono d’accordo con Nicola Severini …prendiamo in considerazione l’idea di creare in qualche modo un’alternativa alla Fidal!!

  • vittorio savino

    Ragazzi che confusione. Probabilmente non tutti conoscono norme eregole del mondo dello sport e usano frasi fatte solo per dare risposte talvonta non corrette.
    I tanti citati Enti di Promozione Sportiva, hanno un ruolo riconosciuto nell’ambito del mondo sportivo nazionale e per questo ottengono annualmente svariati milioni dal CONI. Il ruolo è quello della promozione sportiva, stop, un ruolo che gli Enti conquistarano forse più perchè amici della politica (gli enti sono espressione in genere di partiti politici), che per la loro vicinanza allo sport agonistico.
    Alle Federazione sportive nazionali è riconosciuto il ruolo di organizzare l’attività sportiva vera e propria, l’attività agonistica, quindi le manifestazioni con partecipazione di tesserati, non solo in età promozionale, e la possibilità di stilare classifiche.
    Queste sono le norme base, accettate non solo per convenzione, da Federazioni ed Enti.
    Liberi tutti di fare quello che il cuore “comanda”, ma attenzione le regole sono quelle dette e scritte (non da chi vi parla, perchè sono molto più antiche).
    Se il nostro mondo, quello della FIDAL, deve cambiare, credo che lo si debba fare dall’interno del sistema, anche perchè, permettetemelo, il sistema oggi è avvinghiato da tante strane presenze che con l’atletica e lo sport hanno molto poco a che fare e che hanno notevolmente fatto sì che cambiassero in modo talvolta vergognoso le regole del gioco.
    Probabilmente un bel ritorno al passato non farebbe che bene al nostro mondo, ma questo lo si può fare solo guardando avanti e facendo parte attiva di quel movimento di pensiero e di azione che è l’atletica a 360 gradi, fatta non solo della corsa su strada, ma di un mondo ben più articolato e complesso, di cui la stragrande maggioranza ha solo una conoscenza parziale e talvolta estremamente distorta.
    L’atletica è una sola e non credo sia possibile creare mondi alternativi che la rispecchiano.
    Discutiamone, il 5 dicembre io ci sarò.

  • raffaele colantuono

    comunque io conosco bene le rgole(SONO 35 anni che stò con la fidal)e le persone della fidal io ci sarò e spero che ci siano quasi tutte le maggiori squadre campane spero che ci siano anche quelle 4 o 5 società chefanno atletica seria……le quali ricevono anche,,,,,diceva totò ho detto tutto….

  • sonia marongiu asi veneto

    che belle parole vittorio. peccato che sia solo teoria (e forse neanche quella!). si parla tanto di cambiamento ma io vedo che non cambia proprio niente e che le strane presenze restano tutte là. in finlandia è uscito fuori questo discorso della dissociazione dei master dalla fidal. ci sono problemi oggettivi (vedi regolamenti) che qui lo impediscono ma mi è sembrato di capire che possono essere sormontati in altra maniera. qualcosa si sta studiando. poi, vittorio, per carità dai……. che promozione atletica puoi fare con un salasso del genere?? l’agonismo non nasce mica con l’affiliazione alla fidal… e nemmeno la capacità di stilare una classifica. anzichè salassare a destra e a manca per arricchire le tasche di qualcuno (perchè fino a prova contraria di questo si tratta, visto che non si hanno riscontri in niente…) o di cercare problemi in un mondo articolato e complesso.. perchè non si parte dall’abc che nemmeno quello abbiamo? ciao vittorio e saluto raffaele.. il miglior presidente degli ultimi 150 anni!

  • marcopiscopo tec.mezzofondo.

    vorrei rispondere all’amico Diana con due domande che gli ho posto quando ci siamo incontrati.
    1°
    perche’ non eliminate i premi in denaro,visto che parli di famiglia che vuol correre per divertisi la domenica? era d’accordo anche Raffaele. risposta:SILENZIO.
    2°
    preche’ ti preoccupi, se alla tua gara potrebbero partecipare 200 atleti perche’ gli altri non potranno pagare l’euro in piu’.? ancora SILENZIO.
    la terza la pongo adesso. perche’ non eviti o evitate di dare “sottomano” come ingaggi ad alteti di prestigio? E’ evidente che in questo caso le risorse ci sono…

    non credi che tra le tasche che si arricchiscono ce ne siano molte di qualche organizzatore che della’atletica leggera non conosca un bel niente ed anzi forse “se ne frega”:tu che hai praticato questo sport e lo pratichi ancora puoi sapere bene che l’agonismo nasce sui campi con la pista fin da piccoli, guidati da tecnici e societa’ che certo non sono quelli del cacio o motonautica ed atri ancora piu’ ricchi.Il problema e’ che intorno a questo mondo giara anche chi scambia i pettorali, i cip, e tanto altro, per conquistare qualche posizione che possa permettere alla societa’ di vincere l’ambito premio di una giornata di Sport, di cui molti si lavano la bocca.Questo non giustifica le decisioni della Federazione che trova le sue difficolta ‘ a ripartire,un abbraccio a te e tutto questo bel mondo.
    A PROPOSITO VOLEVO RICORDARE A FRANCESCO DIANA: QUANTO PAGAVA L’ANNO SCORSO COME TASSA GARA? fORSE DIMENTICA CHE C’E’STATO UN RIBASSO DI CENTO EURO.
    arrivederci al 5/12 sperandomin un confronto democratico, e sereno.

  • marcopiscopo tec.mezzofondo.

    scusatemi, per l’imprecisazione,ma la seconda parte del discorso e’ riferita alla ge.lt atleta Sonia che stimo per professionalita’ e impegno,circa l’arricchimento ecc. ecc.

  • Francesco Diana A.S.D. Amatori Vesuvio

    x MarcoPiscopo. Non è mio stile entrare in polemica con qualcuno, ma non posso sottrarmi. Evidentemente hai letto con molta poca attenzione l’articolo che vuole argomentare su ben altre questioni, ma poi, di grazia, dove ci siamo conosciuti? forse per la prima volta e di sfuggita in casa fidal? Il problema di fondo , che forse ai pochi sfugge, è che indipendentemente dai premi offerti dagli organizzatori ai primi classificati (anche se questi fossero pari a zero) rimane, comunque, l’esosa tassa da pagare all’esattore Fidal. Organizzare una gara comporta enormi sacrifici e dispendi di energia. Non c’è alcun arrichimento dalle gare organizate, anzi se non si è un buon gestore si corre il rischio di andare in rosso. E’ solo pura passione per questo sport che spinge alcune persone, tra cui il sottoscritto, a dedicarsi ad organizzare gare. Questo è quanto dovevo al sig. Piscopo

  • sonia per marco piscopo

    grazie marco per il messaggio. ricambio la stima. è evidente che abbiamo punti di vista diversi. io resto del parere che l’atletica si fa in campo con la buona volontà. con questa e senza soldi si può diventar qualcuno (anche se con molta difficoltà). con i soldi e senza buona volontà puoi lasciar perdere! adesso vorrei sapere una cosa: tesserarsi alla fidal è diventato molto ma molto oneroso. dobbiamo pagare per l’affiliazione, dobbiamo pagare per andarci ad allenare, dobbiamo pagarci le trasferte ecc ecc….. ok, la fidal ha difficoltà ma non ce le ha dall’anno scorso o da due anni fa. sono difficoltà strutturali di anni ed anni.. ora, mettiti nei panni di noi “presunti IGNORANTI” che vediamo che va sempre peggio. cosa dobbiamo fare? applausi alla fidal e prelevatemi pure il sangue, per la patria dò questo ed altro?? dai marco, scusa ma da fuori, da parte nostra popolino ignorante, non si vede proprio niente. ci riempiremo la boca noi di sentenze, ma anche chi sta dall’altra parte non è che faccia meglio! comunque, tengo a sottolineare che non ho mai organizzato gare ma sono del parere che nella gara è l’atleta che fa un favore all’organizzazione e non il contrario. odio chi imbroglia sotto tutti i punti di vista ma questa per me non è atletica e pertanto non voglio entrare nel merito della questione, visto che credo che non ci siano soluzioni. e aggiungo che tra pista senza premi e strada con premi solitamente scelgo la pista perchè quell’adrenalina e quell’impegno non hanno prezzo e per tutto il resto c’è mastercard! saluto marco e w il mezzofondo (ps. saluto anche francesco che spero vinca al superenalotto cosi organizza la gara mondiale!! ciao frà)

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Esprimo anche io qualche pensiero, avremo poi modo di approfondire sabato 5.
    Sicuramente la maggior parte degli organizzatori lo fa per passione, spesso rimettendoci o anticipando cifre anche sostanziose (e Francesco Diana è certamente tra questi). Sicuramente non mancano gli speculatori che, in qualche caso, io stesso ho apertamente denunciato (rimanendo da solo, o quasi).
    In considerazione dei sacrifici della maggioranza degli organizzatori, non penso che siano questi a dover ringraziare gli atleti, ma piuttosto il contrario.
    Il legame tra eventi (o pseudo-eventi) di atletica e la politica locale (a volte di basso profilo) porta alla logica del “più iscritti ci sono meglio è”, anche in garette di scarsa importanza promozionale: in questo modo la visibilità è maggiore, anche se l’evento talvolta ne risente. Per avere più atleti sono necessari premi in denaro per le società e questo favorisce la distorsione di tutto il sistema, se considerato dal punto di vista tecnico-sportivo. Le abbuffate del dopo gara (mi riferisco alle 10 km, che meriterebbero solo una bottiglietta d’acqua all’arrivo e un arrivederci al prossimo anno) e i cesti con generi alimentari (del valore di pochi euro, ma scenogafici) sono un altro elemento che attira molti podisti della domenica, ma che piace sempre meno a chi concepisce l’atletica come disciplina sportiva e non come sagra paesana. Tutti questi elementi hanno poi favorito l’idea che la domenica non bisogna più spendere alcuni euro per gareggiare, ma bisogna andarsi a guadagnare “la pagnotta”. In qualsiasi disciplina sportiva il dilettante paga per gareggiare e per allenarsi; non capisco perchè per l’atletica debba essere diverso, considerando che la spesa per allenarsi è già di per sè nulla o minima.
    Se i servizi FIDAL migliorassero, come è auspicabile che avvenga, nessun vero appassionato di atletica si lamenterebbe per un euro in più. Il vero problema è riportare il nostro sport alla dimensione che merita, dando il massimo risalto agli aspetti tecnici e promozionali (per i giovani!) degli eventi e facendo salire qualche politico (se falsamente apppassionato) in meno sui palchi delle premiazioni.

  • sonia marongiu asi veneto

    benedetto, prova a fare una gara di 10 km perfettamente misurata, senza traffico…con normale tassa di iscrizione e con una sola bottiglietta di acqua come da regolamento. prova un pò.. poi fammi la conta della gente che partecipa… e poi vienimi a raccontare che l’organizzazione non deve ringraziare gli atleti che partecipano!!! certo che se si tratta di abbuffata finale e gara-sagra paesana è il contrario. ci mancherebbe pure che i podisti disdegnino cesti e quant’altro..! magari gli fai la gara con qualche auto, non perfettamente misurata ma on fa niente!!! in qualsiasi disciplina sportiva trovi i posti per allenarti.. in atletica paghiamo la fidal, diamo tasse ai comuni che dovrebbero gestire gli impianti che sono sempre perfetti per il calcio mentre le piste di atletica hanno i solchi… se i servizi fidal migliorassero, son d’accordo sul dare l’euro in più. ma cosi, benedetto, lasciamo perdere… e lo dici proprio tu che sei di napoli!! comunque fateci sapere davvero come va a finire la discussione…! un saluto a te

  • sonia marongiu asi veneto

    ps. benedetto, sai quanto mi hanno chiesto a parma per entrare nella pista di atletica e fare un allenamento? metti un’ora e mezza.. OTTO EURO.. OTTO! ma vogliamo scherzare?? in bretagna, a rennes, mi andavo ad allenare nel mega impianto di atletica non mi hanno mai chiesto un euro e sopratutto chiudeva alle 22!!! in spagna idem. in ungheria entri nella pista dopo che ti sei riscaldato in un pistino di km in tartan… a berlino non ci sono nemmeno i cancelli nelle piste di atletica….come la mettiamo?

  • D’ADDIO ALESSANDRO

    cara sonia stai parlando di cose che accadono in un mondo civile NON E’IL NOSTRO.

  • Benedetto Scarpellino, RuNaples

    Ciao Sonia, ti rispondo solo ora perchè nel weekend sono stato a Firenze (puoi leggere il mio commento alla maratona). E’ ovvio che se l’organizzatore punta al numero degli iscritti e non alla qualità tecnica dell’evento, deve ringraziare gli atleti per la loro presenza. A mio parere ci sono equivoci di fondo: il numero di iscritti non deve essere un elemento caratterizzante la qualità della gara e un’oganizzazione non deve basarsi, dal punto di vista del budget complessivo, sulle quote di iscrizione. Questo lo ritengo vero e valido per la maggioranza delle gare, quelle minori dal punto di vista promozinale e dell’immagine del nostro sport (quelle che, per capirci, fanno notizia solo tra gli addetti ai lavori).
    Le uniche gare che DEVONO sempre fare i conti con il numero di atleti iscritti (finchè questo è tecnicamente sostenibile) sono le maratone internazionali e alcune grandi mezze (es. Roma-Ostia, Stramilano). In questi casi, infatti, la cassa di risonanza dell’evento esiste e sarà tanto maggiore quanto più l’evento sarà vissuto e partecipato. Nelle piccole gare, invece, 500-1.000-1.500 atleti agonisti, non sono utili a livello promozionale , non servono cioè ad esportare l’immagine del nostro sport al di fuori dei propri confini. Diventa dunque sterile e utile solo dal punto di vista politico-commerciale puntare ogni anno al record di iscritti (mettendo in piedi tutte le distorsioni che ho segnalato nel precedente commento); personalmente apprezzo le organizzazioni che hanno il coraggio di applicare e far rispettare il numero chiuso.
    Per il discorso allenamento ti dico che la maggioranza dei master si allena su strada; che io spendo 80 euro all’anno per accedere al Collana, doccia inclusa (e di acqua calda ne consumo); che la gratuità o meno degli accessi e la cura degli impianti dipendono dalle singole amministrazioni comunali, non si può generalizzare (nel paesino alto-atesino, ma comunque italiano, dove da vent’anni trascorro le vacanze, ti danno gratuitamente addirittura le chiavi per farti aprire, quando vuoi, l’impianto di atletica).
    E’ ovvio, sono d’accordo con te, che, complessivamente, siamo tantissimo indietro rispetto ad altri paesi europei (non a caso ieri ho corso nuovamente una maratona in Italia dopo una serie di esperienze all’estero e sono rimasto abbastanza deluso). Cari saluti e a presto.

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